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Eni rafforza la partnership con Kkr: Enilive vale 11,75 miliardi

- di: Jole Rosati
 
Eni rafforza la partnership con Kkr: Enilive vale 11,75 miliardi

Il colosso degli investimenti sale al 30% della controllata di Eni con un nuovo investimento da 587 milioni.

Kkr aumenta la sua partecipazione in Enilive, la controllata di Eni dedicata alla mobilità sostenibile. Con un nuovo investimento da 587,5 milioni di euro, il fondo statunitense passa dal 25% al 30% del capitale della società, in un’operazione che conferma l’interesse crescente per il settore della transizione energetica.
L’accordo segue quello siglato lo scorso ottobre, con cui Kkr aveva acquisito una quota del 25% di Enilive. Il completamento dell’operazione è previsto per il prossimo mese, confermando la valutazione complessiva della società a 11,75 miliardi di euro in termini di equity value per il 100% del capitale.

Eni mantiene il controllo, ma apre al capitale privato

L’aumento della quota di Kkr non cambia gli equilibri di governance: Eni manterrà il controllo operativo e strategico di Enilive, consolidando la società nei propri bilanci e definendone le linee guida per il futuro.
L’operazione rientra nella strategia del gruppo guidato da Claudio Descalzi (foto), che punta a ottimizzare la struttura del capitale e coinvolgere investitori istituzionali per accelerare lo sviluppo della mobilità sostenibile. Attraverso l’ingresso di capitali privati, Eni mira a valorizzare le proprie attività nel settore senza perdere il comando strategico.
L’amministratore delegato di Eni ha più volte sottolineato l’importanza di attrarre partner di livello internazionale per consolidare la crescita delle divisioni focalizzate sulla decarbonizzazione: “La transizione energetica è una sfida che richiede investimenti ingenti e la capacità di attrarre capitali privati è un fattore chiave per accelerare questo processo”.

Enilive, il futuro della mobilità tra biocarburanti ed elettrico
Enilive è la divisione di Eni dedicata alla mobilità sostenibile e ai carburanti alternativi, un pilastro fondamentale nella strategia di decarbonizzazione del gruppo. Nata dalla trasformazione di Eni Sustainable Mobility, la società opera in diversi settori chiave:
Produzione e distribuzione di biocarburanti (HVO, bioetanolo, biodiesel);
Rete di stazioni multi-energy, con punti di ricarica elettrica e idrogeno;
Servizi di elettrificazione della mobilità, inclusi progetti di battery swapping e infrastrutture per veicoli elettrici;
Sviluppo di un’economia circolare nel settore automotive, con il recupero e il riutilizzo di materie prime.
Enilive rappresenta una delle iniziative più ambiziose di Eni per ridurre l’impatto ambientale del settore trasporti, un comparto che ancora oggi contribuisce in modo significativo alle emissioni globali di CO₂.

Kkr: un partner strategico per la crescita
L’ingresso di Kkr, uno dei più grandi fondi di private equity a livello mondiale, rafforza la solidità finanziaria di Enilive, permettendole di accelerare gli investimenti e ampliare il proprio raggio d’azione. Kkr, che gestisce asset per oltre 500 miliardi di dollari, ha già una lunga esperienza nel settore energetico e infrastrutturale.
L’accordo con Eni conferma la crescente attrattività del settore della mobilità sostenibile per gli investitori internazionali. Il fondo americano ha puntato su Enilive in un momento strategico, con il mercato in forte evoluzione e la domanda di soluzioni a basso impatto ambientale in continua crescita.
Secondo gli analisti di Goldman Sachs, il segmento della mobilità sostenibile potrebbe superare i 3.000 miliardi di dollari entro il 2040, trainato dall’elettrificazione dei trasporti e dalla diffusione dei carburanti rinnovabili.

Il peso degli investitori privati nella transizione energetica
L’ingresso dei capitali privati nelle aziende energetiche è ormai un fenomeno globale. Sempre più colossi del settore stanno adottando strategie simili a quelle di Eni, coinvolgendo fondi di investimento per sostenere i costi della transizione ecologica.
Questa tendenza solleva però alcuni interrogativi sul ruolo degli investitori finanziari in un settore strategico come quello energetico. Il rischio è che il controllo di asset fondamentali per la sostenibilità futura venga progressivamente frammentato tra operatori di mercato, con potenziali conseguenze su investimenti e scelte industriali a lungo termine.
Per Eni, la sfida sarà bilanciare l’apertura al capitale privato con la necessità di mantenere una visione strategica coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione e sicurezza energetica.
L’operazione con Kkr rappresenta quindi un banco di prova importante, non solo per il futuro di Enilive, ma per l’intero settore della mobilità sostenibile in Italia. Il mercato sta cambiando rapidamente e, con esso, il modo in cui vengono finanziate le soluzioni per un futuro a basse emissioni.


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