Tra i mondi di Gina. La “Lollo” dai tanti talenti in mostra a Roma

- di: Samantha De Martin
 

FOTO: Gina Lollobrigida, David Seymour - Contrasto

C’è Gina con Fidel Castro o a cena con Salvador Dalí e con sua moglie Gala. E poi con Luigi Comencini sul set di film come Pane, amore e gelosia, con Frank Sinatra in Sacro e profano, con gli illustri colleghi del cinema, da Vittorio Gassman a Marcello Mastroianni.

E ancora la “Lollo” in altalena, nel giardino della sua villa sull’Appia antica con il cane Pooch, sdraiata sul letto in uno dei momenti di intimità o mentre mangia un gelato, più seducente che mai, al Ballo del Centenario, o accanto a Audrey Hepburn.

“Voleva avere la stessa fisicità della Hepburn. Era fissata con il punto vita che non doveva superare i sessanta centimetri, anche a costo di mettere le stecche d’acciaio nei bustini” racconta Stefano Dominella, presidente della Maison Gattinoni Couture.

E poi c’è la Gina cantante, scultrice, disegnatrice, fotografa. Passione, quella dell’attrice di Subiaco per l’obiettivo, che emerge dal libro di fotografie Italia mia (1973) e da The Wonder of Innocence (1994).

La Gina Lollobrigida dalle tante anime si racconta in una bella mostra che intreccia la polifonia del suo talento. Dal 9 giugno all’8 ottobre l’Istituto Centrale per la Grafica - Palazzo Poli di Roma ospita il percorso I mondi di Gina, un racconto ben allestito, a cura del sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni e della presidente di Cinecittà Chiara Sbarigia.

Il percorso si arricchisce di oltre 120 fotografie provenienti anche dall’Archivio Luce Cinecittà, dal Centro Sperimentale di Cinematografia e dal MuFoCo – Museo di Fotografia Contemporanea, e accoglie due abiti originali realizzati per l’attrice da Gattinoni e due costumi di scena dei film Venere Imperiale e La donna più bella del mondo realizzati da Costumi d’Arte, accanto ad alcuni gioielli Bulgari, maison della quale la Lollo è stata una delle migliori ambasciatrici.

I gioielli esposti in mostra provengono dall’Archivio Storico della Maison ed erano parte della sua collezione personale. Gli orecchini con smeraldi sono stati riacquistati nel 2013 a un’asta i cui proventi erano stati devoluti dall’attrice alla ricerca sulle cellule staminali.

Ma Gina amava essere ricordata come artista prima ancora che come attrice. Aveva frequentato l’Accademia di belle Arti di Roma dove aveva studiato pittura e scultura. Per mantenersi gli studi disegnava e vendeva caricature al carboncino. Una passione, quella per l’arte, che cede il passo alla fotografia poco prima di ritirarsi dalle scene, quando l’attrice intraprende un percorso artistico che la porta a stringere amicizia con celebri personaggi della politica e del costume.

“Gina è stata 50 anni di tormento - confessa Rino Barillari -. Noi paparazzi facevamo quel poco che riuscivamo seguendola mentre faceva shopping o la spesa, o mentre era con i figli. Era brava come fotografa. Mi chiedeva come si facesse a fare le foto rubate. E io le rispondevo che prima bisognava scattare, poi chiedere il permesso”.

Ma Gian Lollobrigida è stata soprattutto sinonimo di seduzione. “Lo scrittore Julio Cortazar coniò l'espressione les lollos per definire un bel seno. Non solo era un'icona, un'attrice ammirata e guardata da tutti, ma ha saputo rovesciare la prospettiva e si è messa lei a guardare il mondo.

Gina fu innanzitutto una self made woman. Una donna contemporanea, dalle mille sfaccettature e dalla creatività inesauribile. A Gina brillavano spesso gli occhi, viveva di entusiasmi, e l’entusiasmo è contagioso, è un linguaggio universale che tutti capiscono” racconta la presidente di Cinecittà Chiara Sbarigia che anticipa come alla Mostra di Venezia ci saranno le sue foto (insieme a quelle di Anna Magnani) come pure il restauro de La provinciale di Mario Soldati (1953) oltre al documentario di Orson Welles Portrait of Gina Viva l'Italia.

"Quando Gina è venuta a mancare il 16 gennaio scorso - commenta Lucia Borgonzoni - mi sono detta che bisognava ricordarla in tutto quello che era stata e pulirla dall’immagine che di lei emergeva dai giornali. È stata una donna coraggiosa, femminista prima del femminismo, artista prima che attrice. Bellissima, ma non disposta a puntare solo sua sua bellezza".

La mostra si potrà visitare dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso ore 18).

Tags: arte
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