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Misura reddito di cittadinanza carente nella parte delle politiche attive del lavoro

 
Misura reddito di cittadinanza carente nella parte delle politiche attive del lavoro

La nuova legge di bilancio non affronta in maniera netta le questioni più spinose. Nello specifico, la misura del reddito di cittadinanza ufficialmente subisce una stretta, ma l’esiguità del taglio e la maggiore dotazione economica stanziata evidenziano in realtà un rafforzamento della misura, che in termini di aiuto economico ha fornito un valido supporto, ma è carente nella parte delle politiche attive del lavoro. Positivo lo stop definitivo al cashback viste le storture che la sua introduzione aveva comportato. Inoltre gli 8 miliardi per la riduzione del cuneo fiscale sono sicuramente un dato positivo. Tuttavia, la traduzione pratica di questo impegno resta affidata a una mediazione politica ancora da costruire e che, comunque, dovrà tenere conto anche delle intenzioni del Parlamento rispetto alla riforma fiscale. Così il Caf-Cia, commentando il disegno di legge di bilancio per il 2022 approvato dal Governo. Si registrano però, continua il Caf-Cia con le parole del presidente Alessandro Mastrocinque, una serie di strette sulle agevolazioni legate all’edilizia: il bonus facciate subisce un’importante riduzione passando dal 90% al 60% e il superbonus vede una vera proroga al 2023 per i soli condomini, mentre per le case unifamiliari la proroga c’è ma è rivolta a una cerchia molto ristretta, i contribuenti con un Isee al di sotto dei 25.000 euro, che per caratteristiche nella maggioranza dei casi non hanno nemmeno un’abitazione di proprietà. I vecchi bonus (recupero edilizio al 50%, ecobonus al 65%, sisma bonus, bonus verde e bonus mobili) sono prorogati al 2024. Purtroppo, è stata prevista la cancellazione della cessione del credito e dello sconto in fattura per tutto ciò che non sia nell’ambito del superbonus e, visto il largo utilizzo che è stato fatto dello strumento della cessione nei due anni in cui è stato possibile utilizzarlo e considerati gli indubbi vantaggi che ha portato, in generale, per l’intera economia e, in particolare, per le fasce di contribuenti più in difficoltà (che potevano monetizzare immediatamente un credito), riteniamo sia un errore a cui porre rimedio nel percorso parlamentare della legge di bilancio.
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