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Asia in chiusura: oro record e borse a due velocità

- di: Matteo Borrelli
 
Asia in chiusura: oro record e borse a due velocità

Tokyo e Hong Kong frenano, Seoul vola; Mumbai giù su conti e timori dazi.

 

Questa è la fotografia delle chiusure in Asia: una seduta nervosa, con la modalità “risk-off” che si accende a intermittenza e finisce per premiare soprattutto i rifugi. Il detonatore è geopolitico-commerciale: nuove minacce di dazi e un braccio di ferro che ha riportato sul tavolo lo scenario di frizione transatlantica. Risultato: oro ai massimi, dollaro più fragile contro valute rifugio e listini asiatici divisi tra prese di beneficio e ricerca selettiva di crescita.

Frase chiave della seduta: la paura non urla, ma compra coperture. "Quando l’incertezza sale, il mercato smette di discutere i multipli e torna a discutere la protezione."

Chiusure Borse asiatiche

Piazza / Indice Chiusura Var.%
Tokyo – Nikkei 225 53.375 -1,04%
Shanghai – Shanghai Composite 4.111,62 +0,24%
Shenzhen – SZSE Component 14.297,38 +0,11%
Cina – CSI 300 4.727,58 -0,09%
Hong Kong – Hang Seng 26.577,50 -1,00%
Seoul – KOSPI 4.904,66 +1,32%
Sydney – S&P/ASX 200 8.874,50 -0,33%
Singapore – Straits Times (STI) 4.834,58 -0,30%
Jakarta – IDX Composite 9.103,29 +0,31%
Kuala Lumpur – KLCI 1.710,38 -0,14%
Bangkok – SET Index 1.279,71 +0,14%
Manila – PSEi 6.489 +0,37%
Ho Chi Minh City – VN Index 1.897 +0,95%
Mumbai – Sensex 82.974,84 -0,70%
Mumbai – Nifty 50 25.518,90 -0,68%

Nota: livelli e variazioni riferiti alle chiusure della seduta del 19 gennaio 2026 (orari locali).

Il racconto della seduta: rischio, rifugi e selezione

L’Asia ha scelto strade diverse. Giappone e Hong Kong hanno pagato l’umore più prudente e prese di beneficio dopo una fase brillante; Seoul invece ha accelerato fino a segnare un nuovo traguardo, sostenuta dall’appetito per tecnologia e grandi esportatori.

Il capitolo più “caldo” è quello indiano: Mumbai scivola con decisione, zavorrata da conti societari giudicati tiepidi e da un clima globale più nervoso. Il mercato ha reagito in particolare ai risultati di alcuni big, con vendite concentrate sugli heavyweights.

"La volatilità non è sparita: ha solo cambiato indirizzo e adesso passa dai listini ai cambi e ai metalli preziosi."

Valute: dollaro più morbido, rifugi in vetrina

Sui cambi si vede chiaramente il termometro del rischio. Il biglietto verde arretra e il mercato torna a comprare protezione: yen e franco svizzero si prendono la scena, mentre l’euro si rafforza. In Asia si osserva anche il renminbi, perché ogni scivolata del dollaro contro lo yuan è letta come segnale di equilibrio (o di tensione) sul fronte commerciale.

  • Dollar index in area 99 (in calo).
  • USD/JPY in discesa verso 157,8.
  • EUR/USD in rialzo verso 1,1628.
  • USD/CNY intorno a 7,3468.
  • AUD/USD intorno a 0,6585.

Materie prime: oro e argento da copertina, petrolio fermo

Il grande protagonista è il metallo giallo: comprare oro diventa il modo più immediato per “parcheggiare” il rischio politico. Anche argento in forte movimento. Il petrolio resta più cauto: il mercato soppesa il rischio geopolitico, ma non vuole pagare troppo in anticipo finché la domanda globale potrebbe risentire di una nuova fase di dazi.

Asset Livello Lettura
Oro (spot) 4.660 $/oncia Domanda di protezione ai massimi
Brent 64,29 $/barile Equilibrio tra rischio e domanda
WTI 59,65 $/barile Movimenti contenuti
Gas TTF (Europa, ultimo riferimento) 36,879 €/MWh Rialzo su freddo e scorte in calo

Futures Europa: come si prepara l’apertura

Il passaggio di testimone verso l’Europa è segnato da futures in arretramento, coerenti con un avvio prudente: il mercato vuole capire se la tensione commerciale è un fuoco di paglia o l’inizio di una nuova stagione di attriti.

  • Euro Stoxx 50 futures: -0,9%
  • DAX futures: -0,9%
  • FTSE 100 futures: -0,4%

"Quando i futures europei si muovono così, non è panico: è un mercato che compra tempo."

Che cosa guardare adesso

  1. Headline risk: ogni dichiarazione su dazi e contromisure può spostare rapidamente cambi e metalli.
  2. Energia: petrolio stabile, ma basta un segnale su domanda globale per cambiare ritmo.
  3. Gas in Europa: freddo e scorte sono il vero “driver” del TTF.
  4. Utili: in Asia (e soprattutto in India) la stagione delle trimestrali resta un acceleratore di volatilità. 
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