• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Gianni Rossi: Europa e Usa divisi anche sulla gestione degli aeroporti

- di: Jole Rosati
 
Gianni Rossi: Europa e Usa divisi anche sulla gestione degli aeroporti
Un articolo apparso su lavoce.info fa in quadro della situazione: modelli opposti tra regia pubblica e rendite private nel sistema aeroportuale.

“Quando un cittadino entra in un aeroporto, raramente pensa a chi lo gestisce o a come funziona la sua economia”, afferma Gianni Rossi, Presidente e Ceo di AssirecreGroupFacci. Eppure, proprio da queste scelte dipendono il costo dei biglietti, l’organizzazione degli spazi e la destinazione dei profitti generati dall’attività aeroportuale.

Negli ultimi decenni gli aeroporti si sono trasformati in sistemi complessi, progettati per massimizzare il tempo di permanenza e la spesa del passeggero. “Il percorso verso il gate è oggi concepito come un centro commerciale intrinseco”, sostiene Gianni Rossi su lavoce.info, sottolineando come flussi e architettura siano orientati a consumi e servizi.

Nei grandi scali, le attività commerciali producono circa il 40 per cento dei ricavi complessivi. “Quasi metà del valore economico di un aeroporto moderno non deriva dall’attività aeronautica in senso stretto”, afferma Gianni Rossi, ma da ciò che accade dopo i controlli di sicurezza, lontano dalle piste.

Il punto cruciale è normativo: a seconda di come le entrate commerciali vengono trattate nel calcolo delle tariffe, cambia chi ne beneficia. “È qui che si decide se il vantaggio va allo Stato, al gestore o al passeggero”, osserva Rossi.

Concessioni e tariffe: un monopolio naturale da governare

Gli aeroporti restano infrastrutture pubbliche affidate in concessione per lunghi periodi. “La concessione attribuisce un diritto esclusivo su un’infrastruttura che opera in monopolio territoriale”, afferma Gianni Rossi, chiarendo perché le tariffe debbano essere rigidamente regolate per evitare extraprofitti.

È su questo terreno che si consuma la principale differenza tra Stati Uniti ed Europa.

Negli Stati Uniti una regia pubblica

Negli Usa la proprietà degli aeroporti è quasi interamente pubblica, in capo a città, contee o autorità portuali. “Il privato interviene solo su asset specifici e delimitati”, sostiene su lavoce.info, citando terminal, parcheggi o impianti cargo.

In questo schema non esistono monopoli sull’intero aeroporto. “Il pubblico mantiene la responsabilità strategica e tariffaria, il privato porta efficienza operativa”, afferma Rossi. Il risultato è un sistema che limita le rendite e favorisce il confronto competitivo.

In Europa concessioni integrate e gestore unico

Nel Vecchio Continente prevale invece la concessione totale. “Air-side, land-side e attività commerciali finiscono nelle mani di un unico concessionario per decenni”, osserva Gianni Rossi, evidenziando come la direttiva europea abbia spesso consolidato assetti monopolistici regolati.

I modelli tariffari sono due: single till e dual till. “Nel single till tutte le entrate contribuiscono a ridurre le tariffe”, spiega l’articolo; “nel dual till una parte rilevante dei profitti commerciali resta al gestore”.

Non a caso, nei paesi che adottano il single till le tariffe sono più basse. “Dove prevale il dual till, il gestore trattiene gran parte dei profitti non aviation”, sostiene l’articolo.

Il caso spagnolo

La Spagna rappresenta un modello intermedio. “Una concessione unificata, ma sotto controllo pubblico e con approccio single till quasi integrale”, afferma Rossi, sottolineando come ciò abbia consentito tariffe tra le più basse d’Europa e utili significativi per lo Stato.

Il dual till puro dell’Italia

L’Italia è il caso emblematico del dual till. “I principali aeroporti operano in un regime che separa nettamente ricavi aviation e commerciali”, sostiene l’articolo su lavoce.info, richiamando il ruolo di Enac nella regolazione tecnica e dell’Autorità di regolazione dei trasporti nella definizione delle tariffe.

Il risultato è chiaro: “Quando i ricavi commerciali non riducono le tariffe aviation, si produce un trasferimento netto di ricchezza dai passeggeri ai concessionari”. I passeggeri pagano due volte: nel biglietto e nei consumi all’interno dello scalo.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 120 record
14/01/2026
Taxi, l’Italia non può più aspettare: via il corporativismo
Sciopero taxi e polemiche: Occhiuto parla di protesta anacronistica. Per un Paese normale ...
14/01/2026
Stop temporaneo ai dazi sui fertilizzanti: taglio su ammoniaca e urea dal 2026
L’Unione europea prepara una mossa che può incidere sui costi dell’agricoltura
14/01/2026
Gruppo BEI-BNL BNP Paribas: 335 milioni a supporto delle imprese italiane, focus su Agroalimentare e Sud
Il Gruppo BEI, che comprende la Banca europea per gli investimenti  e il Fondo europeo per...
14/01/2026
Poste Italiane: sono oltre 16 milioni gli utenti della Super App P
Sono oltre 16 milioni gli utenti italiani che utilizzano "P", la Super App di Poste Italia...
14/01/2026
Prestiti in ripresa: imprese trainano, farmaceutica sprinta
Bankitalia: prestiti +2,1% a novembre con spinta delle imprese e tassi stabili. Istat avve...
14/01/2026
Davos, Wef avverte: nel 2026 rischio crisi globale, quale minaccia ci colpirà?
Il mondo entra in un ciclo di instabilità più lungo e più complesso, dove geopolitica ed e...
Trovati 120 record
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia