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Scuola, il 22 ottobre parte il concorso straordinario

 
È arrivata finalmente la data ufficiale per il concorso straordinario della scuola dedicato a docenti di medie e superiori con all'attivo tre anni di servizio: in palio ci saranno 32.000 posti riservati a precari, con la prova che partirà il 22 ottobre e andrà avanti almeno fino alla metà del mese successivo (la pubblicazione di tutte le date è prevista nelle prossime ore sulle pagine della Gazzetta Ufficiale).

L'obiettivo del ministero dell'Istruzione è quello di chiudere la prova preselettiva (comprendendo anche i professori ordinari per scuola dell'infanzia, primaria e secondarie) entro la fine del 2020 in modo da avere docenti già pronti per l'inizio dell'anno scolastico successivo.

L'esame doveva inizialmente svolgersi in estate ma è stato rimandato su pressione da parte di alcune forze della maggioranza e dei sindacati, nella speranza che il quadro dei contagi fosse migliore. Purtroppo non è così e ci sarà bisogno di importanti misure di sicurezza per evitare rischi dovuti alla pandemia come è successo per gli esami di maturità svolti in presenza a giugno.

I candidati sono 64.000 ma per evitare assembramenti saranno usate non solamente le aule informatiche ma anche quelle delle università che hanno offerto la loro collaborazione: le persone che parteciperanno alla prova saranno tenute a distanza di sicurezza previo controllo della temperatura tramite termoscanner. Chi ha una temperatura corporea superiore ai 37,5° oppure presenta sintomi da Covid-19 non potrà accedere, come chi è attualmente in quarantena.

La durata della prova sarà di due ore e mezza, si tratta di un quiz a risposta aperta composto da cinque domande e il punteggio minimo necessario per superarla sarà di 7/10. In seguito saranno pubblicate le graduatorie regionali che assegneranno le 32.000 cattedre totali a seconda della distribuzione regione per regione. Teoricamente per completare tutte le assunzioni ci vorrebbero 30 anni ma viste le difficoltà appena riscontrate con le 66.000 immissioni in ruolo che non sono andate in porto per via delle regioni a corto di candidati, è probabile che ci si riesca entro il prossimo settembre.

Non si placano però le polemiche, con la responsabile scuola del Pd, Camilla Sgambato, che attacca: "Fare ora il concorso vorrebbe dire stressare le scuole che sarebbero private di molti docenti: sarebbe stato meglio farlo a Natale. In più va tutelato chi ora è in quarantena, magari con una nuova data per loro".
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