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Bonus edilizi, l’Agenzia delle Entrate blocca 7,8 miliardi di crediti inesistenti: “9 milioni di comunicazioni controllate dal 2021”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Bonus edilizi, l’Agenzia delle Entrate blocca 7,8 miliardi di crediti inesistenti: “9 milioni di comunicazioni controllate dal 2021”

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, ha reso noto che nel periodo 2021-2025 sono stati inibiti crediti fiscali legati ai bonus edilizi per oltre 7,8 miliardi di euro risultati inesistenti o irregolari. Il dato è emerso nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria, dove il numero complessivo delle comunicazioni esaminate ha sfiorato quota 9 milioni.

Bonus edilizi, bloccati 7,8 miliardi di crediti inesistenti

Le operazioni bloccate non rappresentano solo irregolarità, ma “minori oneri a carico della collettività”: credito che, se fosse entrato in compensazione, si sarebbe trasformato in costo per lo Stato. Per la finanza pubblica l’inibizione equivale a un contenimento di spesa potenziale, in una fase in cui l’impatto dei bonus edilizi resta uno dei capitoli più pesanti nei conti.

Prevenzione e non rincorsa
L’Agenzia rivendica un elemento tecnico-politico decisivo: non si tratta di recupero successivo, ma di prevenzione. Il blocco avviene prima che il credito venga utilizzato, impedendo che il denaro pubblico venga eroso e poi inseguito a posteriori. È il cambio di paradigma introdotto dopo l’esplosione delle frodi nella prima stagione del superbonus e della cessione libera dei crediti.

Cosa ha prodotto il filtro
L’analisi del rischio non si è limitata a casi macroscopici ma ha esaminato flussi massivi, incrociando dati catastali, anagrafiche, cronologia dei lavori e andamento delle compensazioni. Il filtro ha rallentato le operazioni fraudolente e ha anche invertito il meccanismo per cui un credito, una volta “immesso nel circuito”, diventava di fatto difficilmente tracciabile.

La cornice politica
Il dato dei 7,8 miliardi arriva mentre il Parlamento discute l’ennesima revisione del quadro normativo dei bonus. Per l’Agenzia delle Entrate, questi riscontri rappresentano la prova che il sistema dei controlli preventivi è diventato indispensabile per evitare una nuova stagione di frodi seriali. La dimensione del fenomeno, tuttavia, suggerisce che il problema non è episodico ma strutturale: gli schemi di abuso continuano a riadattarsi alle norme.

Cosa cambia per il futuro
La prevenzione sistemica apre una seconda fase della gestione dei bonus: i crediti non saranno solo verificati, ma “selezionati” prima di entrare nel circuito bancario. Per gli operatori corretti aumenta la sicurezza di filiera; per il sistema nel suo complesso, il segnale è che lo Stato intende intervenire sulle origini, non solo sugli esiti.

L’effetto sul mercato
Il giro di vite ha già prodotto effetti sul mercato secondario dei crediti: banche e intermediari si muovono con più cautela e richiedono monitoraggio continuo. La certezza preventiva vale più del valore nominale del credito. Per questo i dati comunicati in audizione diventano anche elemento di rassicurazione per il sistema finanziario, non solo per quello fiscale.

Un bilancio che pesa sul dibattito
L’audizione di Carbone entra a pieno titolo nel confronto politico: da un lato chi chiede di riaprire spazi agli incentivi edilizi; dall’altro chi ritiene che la stagione delle compensazioni libere non possa più tornare. I 7,8 miliardi “bloccati prima di diventare spesa” sono il dato con cui il legislatore dovrà misurarsi nei prossimi mesi, mentre l’esecutivo prepara una nuova versione degli incentivi in chiave più mirata e permanente.

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