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Asia, Borse miste. In Giappone scende l’inflazione ma non abbastanza

- di: Matteo Borrelli
 
Asia, Borse miste. In Giappone scende l’inflazione ma non abbastanza

L’inflazione giapponese ha mostrato segni di rallentamento a febbraio, scendendo al 3,7% su base annua rispetto al picco del 4% registrato a gennaio. Tuttavia, il dato rimane al di sopra delle attese degli analisti, che prevedevano un +3,5%. Il cosiddetto “core inflation”, che esclude i prezzi dei generi alimentari freschi, si è attestato al +3%, superando le previsioni di un +2,9%.
A sostenere i prezzi sono stati principalmente i rincari delle bollette elettriche, salite del 9%, e il balzo dei prezzi dei cereali, con un aumento del 21,9% trainato dal riso, il cui costo è schizzato dell’81,4%. Il governo giapponese ha annunciato misure per contenere l’aumento del prezzo del riso, mettendo in vendita 210.000 tonnellate delle riserve strategiche. “La situazione rimane critica a causa del raccolto scarso del 2023 e delle interruzioni nella distribuzione”, ha dichiarato un portavoce del Ministero dell’Agricoltura il 20 marzo.

Borse asiatiche: Andamento misto e timori globali
Le Borse asiatiche hanno mostrato un andamento contrastante oggi, con Tokyo che ha chiuso in leggero calo. L’indice Nikkei ha perso lo 0,20%, chiudendo a 37.677,06 punti, mentre lo yen si è svalutato rispetto al dollaro, scambiandosi a 149,30 yen per dollaro, e sull’euro a 161,80.
Shanghai: Il mercato cinese ha registrato un calo significativo, con l’indice SSE in flessione dell’1,29%, chiuso a 3.364,83 punti. La debolezza è stata attribuita alle preoccupazioni sulle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e ai timori di un rallentamento della crescita economica interna.
Hong Kong: L’Hang Seng Index ha perso lo 0,75%, chiudendo a 16.450,12 punti, influenzato dalle incertezze legate alle politiche monetarie globali.
Seoul: La Borsa sudcoreana (KOSPI) ha chiuso in positivo, con un +0,45%, a 2.750,34 punti, sostenuta dai guadagni nel settore tecnologico.
Mumbai: La Borsa indiana (Sensex) ha registrato un lieve rialzo dello 0,12%, chiudendo a 72.500,45 punti, grazie alla forza dei settori finanziari e dell’energia.
Sydney: L’ASX 200 australiano ha chiuso in leggero calo (-0,10%), a 7.650,20 punti, riflettendo le preoccupazioni per la domanda globale di materie prime.

Materie prime e valute: oro in ripresa, petrolio in flessione
Sul fronte delle materie prime, l’oro ha registrato un aumento dello 0,8%, raggiungendo i 2.180 dollari per oncia, sostenuto dalla domanda di asset sicuri in un contesto di incertezza economica. Il petrolio Brent, invece, è sceso dello 0,5%, a 85 dollari al barile, a causa delle preoccupazioni sulla domanda globale e delle tensioni geopolitiche.
Le valute asiatiche hanno mostrato un andamento misto. Il renminbi cinese si è rafforzato dello 0,2% rispetto al dollaro, mentre la rupia indiana è rimasta stabile. Lo yen giapponese, invece, continua a subire pressioni, con il tasso di cambio che si è attestato a 149,30 yen per dollaro, il livello più debole degli ultimi mesi.

Prospettive economiche: cautela e sfide
Gli analisti rimangono cauti sulle prospettive di crescita globale, soprattutto alla luce delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. “I dazi statunitensi potrebbero avere un impatto significativo sul commercio internazionale”, afferma Hiroshi Nakajima, economista della Mizuho Securities, in una dichiarazione rilasciata oggi.
Inoltre, le banche centrali di tutto il mondo stanno affrontando il dilemma di combattere l’inflazione senza frenare eccessivamente la crescita economica. La Bank of Japan (BoJ) ha mantenuto una politica monetaria accomodante, ma alcuni esperti prevedono un possibile cambio di rotta nei prossimi mesi. “Se l’inflazione core rimane persistente, la BoJ potrebbe essere costretta a rivedere la sua strategia”, dichiara Akira Fujimoto, analista di Nomura Holdings.

Impatto sul consumo e sulle politiche governative
L’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, come il riso e l’energia, sta mettendo sotto pressione i consumatori giapponesi. Secondo un sondaggio condotto dalla Japan Consumer Association, il 65% delle famiglie giapponesi ha ridotto le spese non essenziali negli ultimi sei mesi. “Stiamo assistendo a un cambiamento significativo nei comportamenti di consumo, con una maggiore attenzione al risparmio”, ha commentato Yuko Tanaka, direttrice della ricerca.
Il governo giapponese sta valutando ulteriori misure per sostenere le famiglie, tra cui sussidi per le bollette energetiche e agevolazioni fiscali per le imprese che investono in tecnologie sostenibili. Tuttavia, alcuni esperti avvertono che queste misure potrebbero non essere sufficienti per contrastare l’aumento dei costi.

Uno sguardo al futuro
Mentre l’inflazione giapponese mostra segni di rallentamento, le sfide economiche rimangono significative. Le Borse asiatiche continueranno a risentire delle tensioni globali e delle incertezze legate alle politiche monetarie. Nel frattempo, i consumatori e le imprese dovranno adattarsi a un contesto di prezzi elevati e crescita moderata.


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