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Mercati in tensione: l’Europa chiude in calo, Wall Street sotto pressione per i dazi USA

- di: Matteo Borrelli
 
Mercati in tensione: l’Europa chiude in calo, Wall Street sotto pressione per i dazi USA
Le Borse europee hanno archiviato la seduta del 16 aprile 2025 in territorio negativo, zavorrate dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e dalle vendite nel settore tecnologico. Milano ha chiuso con un rialzo dello 0,42%, mentre Francoforte ha perso lo 0,17%, Parigi lo 0,45% e Londra è rimasta invariata (+0,02%).

Piazza Affari: utility in evidenza, vendite su tech e auto
A Milano, il FTSE Mib ha guadagnato lo 0,42%, sostenuto dai titoli del settore utility. Campari ha guidato i rialzi con un +2,38%, seguita da Snam (+1,98%), Hera (+1,83%) e Italgas (+1,70%). Inwit ha registrato un progresso del 2,35%. Al contrario, le vendite hanno colpito Iveco (-4,23%), Stellantis e Leonardo, penalizzate dalle prese di beneficio dopo i recenti rialzi.

Wall Street: tecnologia sotto pressione, attesa per Powell
Fino a questo momento, Wall Street mostra un andamento debole, con i futures del Nasdaq in calo dell’1,5%, penalizzati dalle nuove restrizioni statunitensi sull’export di chip verso la Cina. Nvidia ha annunciato una svalutazione di 5,5 miliardi di dollari a causa del blocco delle esportazioni del chip H20. ASML ha riportato ordini inferiori alle attese, con un calo del 4% del titolo.
L’attenzione degli investitori è rivolta al discorso del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, previsto per oggi, in un contesto di crescente volatilità legata alle politiche commerciali.

Valute: dollaro in calo, euro e yen in recupero
Sul mercato valutario, il dollaro ha registrato un calo dell’1,2% rispetto al franco svizzero, scendendo a 0,8137 franchi, e dello 0,8% rispetto allo yen, attestandosi a 142,1, minimo di sette mesi. L’euro si è rafforzato, superando quota 1,1350 contro il dollaro.

Materie prime: oro ai massimi, petrolio in lieve calo
L’oro ha raggiunto un nuovo record, toccando i 3.244 dollari l’oncia, sostenuto dall’incertezza economica e dal calo del dollaro. Il petrolio WTI è sceso a 60,64 dollari al barile, in calo di 0,69 dollari rispetto alla chiusura precedente.

Spread Btp-Bund in aumento, attesa per la BCE
Lo spread tra Btp e Bund decennali è salito a 120 punti base, con il rendimento del Btp al 3,7%. Domani si riunisce la Banca Centrale Europea, con il mercato che prevede un taglio dei tassi di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25% e quello principale al 2,4%.

Dichiarazioni chiave
Jerome Powell, presidente della Federal Reserve:Le tariffe potrebbero significare una combinazione impegnativa di inflazione più elevata e crescita più lenta, costringendo potenzialmente la Fed a scegliere quale combattere”.
Manuela D’Onofrio, Head of Group Investment Strategy di Unicredit, ha affermato: “La BCE ha un percorso molto più semplice da seguire perché l’inflazione è già arrivata all’obiettivo. Taglierà i tassi, come del resto il mercato sta già prezzando, e potremmo arrivare verso la fine dell’anno con un costo del denaro all’1,5% se non ci sono altri scossoni da un punto di vista macroeconomico”.
Peter Goves, Head of Developed Market Debt Sovereign Research di MFS IM, ha osservato: “L’elevata incertezza e i rischi di ribasso sono fattori che la BCE non può permettersi di ignorare, ma molto dipenderà da come i dati in arrivo influiranno sulla valutazione dell’inflazione a medio termine”. 
I mercati globali restano sotto pressione a causa delle tensioni commerciali e delle incertezze macroeconomiche. Gli investitori attendono con cautela le decisioni delle banche centrali e le evoluzioni nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina.

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