Buen Camino vola: Zalone vede il record e punta Quo Vado?
Tre milioni all’Epifania, 58,8 totali e la sensazione che il sorpasso sia ormai una questione di giorni: Checco Zalone torna a fare paura perfino a se stesso.
(Foto: Checco Zalone)
Quando il botteghino si accende davvero, non lo fa con un lampo: fa rumore, scalda le sale e diventa conversazione nazionale. Buen Camino sta vivendo esattamente questo momento: una corsa che non è più soltanto “andare forte”, ma riscrivere la mappa dei record italiani con la naturalezza di chi ha già dimostrato di saperlo fare.
L’ultimo scatto è arrivato nella giornata più simbolica delle feste: il 6 gennaio. Un’Epifania robusta ha spinto il film oltre i 58,8 milioni di euro, grazie a un incasso giornaliero nell’ordine dei 3 milioni e a una tenuta che racconta un dettaglio cruciale: non è l’effetto novità a trascinarlo, è il pubblico che continua a presentarsi, giorno dopo giorno, come se l’appuntamento fosse “obbligatorio”.
Il quadro è chiaro: davanti, tra i film italiani, c’è un solo ostacolo. Ed è ancora un titolo firmato Zalone. Quo Vado? resta il riferimento a quota 65,3 milioni, ma la distanza non è più un canyon: è un tratto di strada, e in questo genere di gare la differenza la fa la velocità di frenata dopo il periodo delle feste. Se il calo resta contenuto, il sorpasso diventa una traiettoria concreta.
La vera “montagna”, semmai, sta un gradino sopra e ha un nome che nel box office italiano è quasi una parola proibita: Avatar di James Cameron. Con i suoi 68,5 milioni è ancora il film più redditizio di sempre in Italia. Per Buen Camino significherebbe colmare circa dieci milioni: più difficile, certo, ma non più fantascienza se la spinta dovesse prolungarsi oltre il calendario naturale dei successi natalizi.
Dentro questa corsa c’è anche una storia industriale: in un’epoca in cui l’attenzione del pubblico è frammentata e l’offerta domestica è infinita, un film che richiama masse in sala fa più di un incasso. Rimette le sedie al loro posto nel rito collettivo. E Zalone, nel bene e nel male, è diventato un catalizzatore: il nome che trasforma l’uscita in evento e l’evento in abitudine.
Il contesto narrativo di Buen Camino aiuta: il Cammino di Santiago è un’immagine potente anche per chi non ha mai indossato uno zaino. È un’idea chiara, “raccontabile” e popolare, perfetta per una commedia di percorso: chilometri, incontri, attriti, piccoli ribaltamenti e una destinazione che vale tanto quanto il viaggio.
Come spesso accade con Zalone, la scia di risate porta con sé anche discussioni sul confine tra satira e sensibilità contemporanea. E la risposta, in questi casi, non arriva in un comunicato: arriva in una battuta che è anche una dichiarazione di poetica. “Bisognerebbe essere intelligentemente scorretti”. La formula è spiazzante perché ribalta l’idea del “tutto o niente”: non chiede immunità, chiede precisione.
Se il record italiano è vicino, la classifica generale racconta invece una verità più ampia: le prime posizioni sono un ring dove convivono colossi globali e fenomeni nazionali. Ed è qui che Buen Camino sta facendo notizia: perché si è messo a dialogare, a colpi di milioni, con titoli che sembravano intoccabili.
Questa è la classifica dei maggiori incassi nella storia del box office italiano, con i valori più citati e riconosciuti nel mercato:
Avatar – 68,5 milioni
Quo Vado? – 65,3 milioni
Buen Camino – 58,8 milioni
Sole a catinelle – 51,9 milioni
Titanic – 51,8 milioni
Inside Out 2 – 46,5 milioni
Tolo Tolo – 46,2 milioni
Avatar: La via dell’acqua – 45 milioni
Che bella giornata – 43 milioni
Il re leone (remake live-action) – 37 milioni
C’è un dettaglio che da solo spiega il “caso” meglio di qualsiasi aggettivo: tra i titoli italiani che hanno dominato le sale negli ultimi anni, Zalone compare come un marchio ricorrente, quasi una categoria a parte. È la ragione per cui, mentre il film continua a incassare, l’attenzione non è solo sul totale finale: è sul significato del sorpasso, sulla misura del fenomeno, su cosa succede quando un autore si mette in competizione con i propri record.
Da qui in avanti la domanda è semplice, ma decisiva: quanto dura la spinta fuori dalle feste? Se la tenuta resterà solida, Quo Vado? smetterà di essere un traguardo storico e diventerà un obiettivo raggiungibile. E se la corsa dovesse allungarsi oltre le previsioni, allora anche l’ombra lunga di Avatar non apparirà più come un muro, ma come un numero da inseguire.