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Il sogno della casa di proprietà si allontana per gli italiani: un’analisi dettagliata delle città

- di: Marta Giannoni
 
Il sogno della casa di proprietà si allontana per gli italiani: un’analisi dettagliata delle città

Un mercato immobiliare sempre più fuori portata
L’acquisto di una casa in Italia sta diventando sempre più un lusso inaccessibile per molte famiglie. Secondo uno studio recente del Centro di Formazione e Ricerca sui Consumi (Crc), in collaborazione con Assoutenti, i prezzi delle abitazioni sono aumentati in media del 16,1% rispetto al 2019. Questo incremento significa che un operaio medio dovrebbe lavorare oltre 11 anni per permettersi un appartamento di 80 metri quadrati.
Gli ultimi dati evidenziano una tendenza preoccupante che sta trasformando il mercato immobiliare in un settore dominato da speculazione e rendite piuttosto che da effettive necessità abitative. Il caro-casa non è solo un problema economico, ma ha conseguenze dirette sulla qualità della vita degli italiani, specialmente per le giovani generazioni, che si trovano di fronte a un bivio: restare in affitto a lungo termine o cercare soluzioni abitative alternative.

Differenze regionali nei prezzi delle abitazioni
L’indagine ha messo in luce significative disparità nei prezzi delle case tra le diverse città italiane. Milano si conferma la città più costosa, con un prezzo medio di oltre 5.400 euro al metro quadrato, rendendo l’acquisto di una casa un obiettivo sempre più irraggiungibile per molti. Firenze segue con 4.365 euro al metro quadrato, mentre Bologna si attesta a 3.566 euro. Al contrario, città come Perugia (1.299 euro) e L’Aquila (1.451 euro) risultano più accessibili.
Ma il dato più allarmante riguarda Trieste, che ha registrato l’aumento più significativo, con un incremento del 50% negli ultimi sei anni. L’unica eccezione tra le grandi città è Genova, dove i prezzi hanno subito un calo del 3,7% rispetto al 2019. Questo calo, secondo gli esperti, è legato alla contrazione della domanda e all’invecchiamento della popolazione, che ha ridotto il numero di acquirenti attivi nel mercato.

Anni di stipendio necessari per l’acquisto di una casa
Il report ha analizzato anche quanti anni di stipendio netto sono necessari per acquistare un’abitazione di 80 metri quadrati, in base alla professione:
Operaio: 11,6 anni
Impiegato: 9,7 anni
Dirigente: 4 anni 

 La situazione peggiora drasticamente nelle grandi città

A Milano un operaio dovrebbe lavorare 23,3 anni per permettersi una casa, a Firenze 18,8 anni e a Bologna 15,3 anni.
Questi dati dimostrano che per molte fasce di popolazione, in particolare lavoratori a basso reddito e giovani precari, l’idea di acquistare una casa è ormai un miraggio.

Le cause dell’aumento dei prezzi

Secondo Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, la crescita incontrollata dei prezzi delle case è frutto di una serie di fattori concomitanti.
In alcune città, acquistare casa è diventato proibitivo se non impossibile, a meno che non si disponga di ingenti capitali” ha dichiarato Melluso.
Uno dei problemi principali è lo squilibrio tra domanda e offerta. Nelle città più attrattive, come Milano e Firenze, il numero di abitazioni disponibili è nettamente inferiore rispetto alla domanda. Questo fa sì che i prezzi continuino a lievitare, con un effetto a catena che rende impossibile per molti cittadini l’accesso alla proprietà.
Un altro fenomeno che sta influenzando il mercato è la trasformazione degli immobili residenziali in strutture per affitti brevi. In città turistiche e universitarie, molti proprietari scelgono di convertire le abitazioni in B&B o case vacanza, approfittando di rendite più elevate rispetto agli affitti tradizionali. Questo riduce ulteriormente il numero di immobili disponibili per l’acquisto, alimentando la crescita dei prezzi.

Le conseguenze sociali del caro-casa

Il continuo aumento del costo delle abitazioni ha ricadute significative sulla società italiana. Uno degli effetti più evidenti è l’aumento del numero di giovani che restano a vivere con i genitori. Secondo un rapporto dell’Istat, oltre il 64% dei giovani italiani tra i 25 e i 34 anni vive ancora in famiglia, un dato tra i più alti in Europa.
Inoltre, cresce il numero di persone che, pur avendo un reddito stabile, non riescono ad accedere a un mutuo. Le banche, infatti, richiedono garanzie sempre più stringenti, rendendo difficile l’acquisto della prima casa per chi non ha risparmi o un aiuto economico familiare.

Possibili soluzioni: cosa si può fare?

Di fronte a questa situazione, il governo e gli enti locali stanno studiando diverse soluzioni per favorire l’accesso alla casa. Tra le proposte più discusse ci sono:
Incentivi fiscali per l’acquisto della prima casa: riduzione delle imposte di registro per i giovani acquirenti.
Aumento degli alloggi di edilizia residenziale pubblica: piani di costruzione di nuove case popolari per aumentare l’offerta sul mercato.
Regolamentazione degli affitti brevi: limitare il numero di giorni di affitto per immobili destinati a turisti, per evitare che l’intero settore residenziale venga trasformato in un mercato speculativo.
Prestiti agevolati per l’acquisto della prima casa: finanziamenti con tassi più bassi e condizioni di accesso più flessibili.
Alcune di queste misure sono già in fase di sperimentazione in città come Barcellona e Berlino, dove le amministrazioni locali hanno imposto limiti agli affitti turistici e introdotto nuovi programmi di edilizia sociale per riequilibrare il mercato immobiliare.
Il futuro del mercato immobiliare italiano
L’attuale tendenza al rialzo dei prezzi solleva interrogativi sul futuro del mercato immobiliare italiano. Se non verranno attuate misure concrete per agevolare l’accesso alla casa, il rischio è quello di una polarizzazione del mercato, con le grandi città sempre più inaccessibili e una crescente disuguaglianza economica tra chi può permettersi una casa e chi sarà costretto a rimanere in affitto a vita.
Le istituzioni potrebbero dover intervenire con politiche mirate per riequilibrare domanda e offerta, garantendo che l’acquisto di una casa non diventi un privilegio riservato a pochi.


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