• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

L’industria italiana tra dazi USA e rilancio del nucleare: le sfide secondo Orsini

- di: Marta Giannoni
 
L’industria italiana tra dazi USA e rilancio del nucleare: le sfide secondo Orsini
Il recente annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sull’introduzione di dazi del 25% su auto e altri beni provenienti dall’Unione Europea ha scosso le fondamenta dell’economia europea. Questo provvedimento rappresenta una minaccia significativa per le imprese e i lavoratori del continente. Emanuele Orsini (foto), presidente di Confindustria, ha espresso profonde preoccupazioni riguardo a questa escalation commerciale, sottolineando la necessità di una risposta unitaria e decisa da parte dell’Europa. 

Un attacco all’industria europea
Orsini ha descritto la situazione attuale come “un’ora buia” per l’Europa, evidenziando che la mossa degli Stati Uniti non è solo una questione di dinamiche commerciali, ma rappresenta un attacco diretto alle imprese e all’occupazione europea. Ha affermato che l’obiettivo sottostante potrebbe essere la deindustrializzazione del continente, mettendo a rischio la stabilità economica e sociale di molti Stati membri. 

La necessità di una risposta europea coesa
Di fronte a questa minaccia, Orsini ha sollecitato l’Unione Europea a intraprendere misure straordinarie per proteggere le proprie industrie e i lavoratori. Ha sottolineato l’urgenza di un’azione coraggiosa e immediata, mettendo al centro la competitività del sistema industriale europeo per garantire la crescita sociale ed economica.

Il ruolo strategico del nucleare nel futuro energetico dell’Italia

Parallelamente alle tensioni commerciali, Orsini ha ribadito l’importanza del nucleare di ultima generazione come soluzione per l’indipendenza energetica dell’Italia. Ha sottolineato che l’indipendenza energetica è una questione di sicurezza nazionale e ha esortato a sostenere il nucleare di ultima generazione, invece di continuare a rifornirsi a prezzi crescenti dalle vecchie centrali nucleari francesi. Orsini ha evidenziato che, sebbene nel nuovo piano energetico se ne parli, sappiamo tutti che, se cominciassimo oggi, ci vorrebbero almeno dodici anni per poterlo utilizzare. Non possiamo perdere altro tempo.  

Serve una leadership forte
Le dichiarazioni di Orsini mettono in luce le sfide critiche che l’Italia e l’Europa devono affrontare in questo periodo di incertezza economica e geopolitica. La combinazione di tensioni commerciali con gli Stati Uniti e la necessità di una strategia energetica sostenibile richiede una leadership forte e una visione unitaria per garantire un futuro prospero per l’industria e i cittadini europei.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 124 record
13/01/2026
Disagio sociale ai minimi: Mic 2025 record basso, inflazione e lavoro stabili
Il disagio sociale in Italia resta su livelli storicamente contenuti e chiude il 2025 con ...
13/01/2026
Valentina Bracaglia è la nuova Chief Finacial Officer di ACEA
Valentina Bracaglia è stata nominata Chief Financial Officer del Gruppo ACEA
13/01/2026
Bilancio 2026, ecco i 32 nuovi fondi: la vera architettura della manovra
La Legge di Bilancio 2026 introduce 32 nuovi fondi e ridisegna in profondità la struttura ...
13/01/2026
UniCredit-Mps, la pista Delfin riaccende l’attenzione
UniCredit torna a guardare Mps: contatti con Delfin, partita di potere tra soci e scenari ...
13/01/2026
Immobiliare, l’Italia vola nel 2026: previsti +8,4% e 176 miliardi
Nel 2026 il mercato immobiliare italiano è atteso a +8,4% e 175,8 miliardi di euro. Nonost...
13/01/2026
Banco BPM, ora comanda l’equilibrio: Agricole ridisegna il risiko
Dopo il via libera della BCE alla salita oltre il 20%, Crédit Agricole diventa l’ago della...
Trovati 124 record
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia