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Eurostat: Campania e il Sud le aree più a rischio povertà nell'UE

- di: Bruno Coletta
 
Eurostat: Campania e il Sud le aree più a rischio povertà nell'UE
Campania e Sud: le regioni italiane più a rischio povertà
La Campania, insieme a Calabria, Sicilia e Puglia, figura tra le regioni italiane con il più alto tasso di rischio povertà o esclusione sociale secondo dati recenti dell’Eurostat; emergono divari profondi rispetto al Nord e proposte urgenti per invertire la rotta.

Il livello di allarme: cosa mostrano i dati

Nel 2023, la Campania registra un tasso di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale pari al circa «36,1 %», posizionandosi tra le regioni più fragili d’Europa. Altre regioni meridionali – la Calabria con circa «40,6 %» e la Sicilia con «38,0 %» – sono soltanto leggermente più colpite. Nel contesto europeo, poche aree fanno peggio.

 

Perché la Campania e il Sud restano indietro

Le cause sono molteplici: bassa occupazione stabile, alta incidenza del lavoro part-time involontario, filiere a bassa produttività e servizi sociali meno diffusi rispetto al Nord. Il risultato è che l’accesso al lavoro non basta da solo: in molte famiglie meridionali, anche con un occupato, la condizione economica resta fragile.

Occupazione e disuguaglianze territoriali

In Campania e nelle aree più vulnerabili del Sud il tasso di occupazione è molto inferiore alla media nazionale e europea. Le donne sono particolarmente penalizzate, contribuendo a un divario di genere che alimenta la vulnerabilità economica familiare.

Un quadro europeo: il Sud come “zona grigia” del benessere

Le statistiche europee mostrano che, mentre in molte regioni la povertà cala lentamente, nelle aree meridionali italiane il trend è più lento o stagnante. Il Sud risente anche della “metropolizzazione” del ricavo economico: i grandi centri nord-occidentali accentrano investimenti e opportunità.

Passi concreti per invertire la tendenza

  • Potenziare il lavoro stabile e ben retribuito: legarlo a formazione continua, al riconoscimento di competenze e a standard minimi salariali.
  • Servizi territoriali e infrastrutture: migliorare asili, trasporti, tempo pieno, orientamento verso filiere ad alto potenziale (green, digitale, cura).
  • Investimenti mirati: usare i fondi per reti digitali, sanità locale, riqualificazione energetica e abitativa con focus territoriale e valutazione d’impatto.

Una scelta strategica per l’Italia

Non si tratta solo di correttezza sociale: recuperare il Sud è vitale per la competitività del Paese. Se la Campania e le altre regioni meridionali restano in una condizione di ritardo strutturale, l’intero sistema-Italia perde slancio. Invertire la rotta significa anche valorizzare risorse, creatività ed energie che oggi vengono spesso costrette a emigrare. 

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