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Rottamazione 5, anticipo al 5% e fino a 9 anni di rate

- di: Vittorio Massi
 
Rottamazione 5, anticipo al 5% e fino a 9 anni di rate
Rottamazione 5, anticipo al 5% e fino a 9 anni di rate
Il cantiere della nuova pace fiscale prende forma: ticket d’ingresso, platea più selettiva, possibili aperture agli avvisi bonari. Ma tutto dipende dalla manovra e dalle coperture.

Il dossier sulla nuova definizione agevolata delle cartelle – già ribattezzata “rottamazione quinquies” – è entrato nella fase in cui i dettagli contano. Secondo le ipotesi più accreditate, l’architettura, secondo le indiscrezioni che trapelano da fonti solitamente bene informate, prevedrebbe un anticipo del 5% sul debito come “ticket d’ingresso” e piani di rimborso estesi fino a nove anni. L’obiettivo è duplice: incassare subito e spalmare il resto con rate sostenibili, scongiurando nuove decadenze. Le tempistiche restano legate alla legge di bilancio e alla verifica delle coperture.

Cosa bolle in pentola

Le anticipazioni sull’anticipo al 5% e sulle rate fino a 108 mensilità circolano da giorni. Il punto è chiudere il contenzioso minore e riportare in regola chi è rimasto indietro con la precedente definizione, senza aprire la porta a comportamenti opportunistici.

La cornice: da quater a quinquies

La Rottamazione-quater è ancora in corso, con calendario rateale fino a fine 2025 e riammissione dei decaduti riaperta a inizio anno. In parallelo, dal 2025 la rateizzazione ordinaria è stata allungata e semplificata per molti debiti, con piani più flessibili per importi fino a 120 mila euro. La quinquies dovrà quindi integrarsi con queste regole, non sostituirle.

Cosa potrebbe cambiare davvero

1) Ticket d’ingresso (5%) – Un anticipo che funge da selettore e mette in sicurezza parte del gettito nel primo anno.

2) Rate lunghe (fino a 9 anni) – 108 rate come compromesso tra sostenibilità per i contribuenti e impatto sui conti pubblici.

3) Platee e paletti – Maglie più strette per chi ha già beneficiato di vecchie sanatorie senza portarle a termine; possibile spazio anche per avvisi bonari e una data-limite sui carichi ammissibili.

Le frasi chiave

“La tregua fiscale deve consentire a chi vuole di rimettersi in regola con rate sostenibili, senza trasformarsi in un premio per i furbi”, ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. In tema di controlli, a proposito di ipotesi invasive sui conti correnti, ha aggiunto: “È una proposta che rimarrà tale”. Il segnale è chiaro: compliance e rate più che strette fiscali percepite come intrusive.

Perché il nodo coperture è decisivo

Ogni pace fiscale ha due facce: getttito immediato (acconti e prime rate) e minori entrate future per sanzioni e interessi ridotti. L’anticipo del 5% aiuterebbe i saldi del 2026, ma saranno platea e profondità dello sconto a determinare l’onere complessivo.

I pro e i contro

Pro: svuotamento del magazzino delle cartelle di basso importo; riduzione del contenzioso; calendario sostenibile per famiglie e partite IVA.

Contro: rischio di azzardo morale; effetto ottico sui saldi (entrate subito, minori interessi nel tempo); possibili tensioni di equità verso chi paga puntualmente.

Cosa fare nell’attesa

  • Verificare la propria posizione presso l’Agente della riscossione.
  • Valutare la rateizzazione ordinaria già disponibile.
  • Preparare documentazione e piani di cassa per dimostrare la sostenibilità del rientro quando si apriranno le adesioni.

La posta in gioco

La nuova rottamazione non è solo tecnica: è politica fiscale. Se calibrata bene, favorisce il rientro e riduce il contenzioso; se calibrata male, erode fiducia e appesantisce i conti. Il bivio tra incasso subito e disciplina nel tempo dirà molto della strategia dell’esecutivo per il 2026

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