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Audiovisivo italiano: 16,3 miliardi e una nuova stagione

- di: Jole Rosati
 
Audiovisivo italiano: 16,3 miliardi e una nuova stagione
Audiovisivo italiano: 16,3 miliardi e una nuova stagione
Tv lineare al 52%, online in doppia cifra: mercato in corsa, progetti più selettivi, unscripted in ascesa e tax credit da mettere a punto.

(Foto: Chiara Sbarigia, presidente di APA).

L’industria dell’audiovisivo in Italia ha imboccato una traiettoria netta: 16,3 miliardi di euro nel 2024, +9% sull’anno precedente, ritmo medio annuo del +4,6% dal 2018 e un peso che sfiora lo 0,73% del Pil. La tv lineare resta il primo pilastro (52% delle risorse, circa 8,4 miliardi), mentre l’online video corre a doppia cifra verso 5,4 miliardi; il resto lo compongono videogiochi in crescita e sale cinematografiche ancora ferme.

Dopo l’espansione, la selezione

Finita l’abbondanza spinta da domanda e incentivi, il mercato entra nella fase due: meno titoli, più curation, attenzione alla circolazione internazionale e alla tenuta dei conti. Fiction, documentari e animazione restano il motore, ma si riduce l’appetito per nuovi originali sia tra i broadcaster sia tra gli operatori on demand.

L’unscripted torna centrale

Nella stagione 2024-25 l’unscripted riprende quota: non solo intrattenimento, ma anche approfondimento, talk e magazine. È un terreno dove le piattaforme sconfinano e i broadcaster rispondono rafforzando i marchi proprietari. “I titoli aumentano soprattutto grazie alla produzione in house”, osserva Chiara Sbarigia (Presidente di APA, Associazione Produttori Audiovisivi), richiamando il valore del contenuto proprietario.

Serie italiane, chi vince davvero

Negli ascolti 2024 la graduatoria premia “Il conte di Montecristo”, davanti a “Mina Settembre”, “Imma Tataranni”, “Don Matteo” e “Un passo dal cielo”. È la conferma della forza del drama europeo ad alto valore produttivo e del potenziale di export dei titoli premium.

Short video, format e nuovi linguaggi

La dieta mediale si frammenta: il video breve alla Instagram/TikTok influenza scrittura, montaggio e marketing dei prodotti lunghi, alimenta la creator economy e sposta quote di raccolta. La tv tradizionale, pur prima per ricavi, si ibrida con il non lineare e integra modelli on demand.

Conti della produzione

Il costo complessivo delle opere supera i 2,1 miliardi (+10%), con un costo medio orario della fiction attorno a 1,65 milioni. La filiera coinvolge oltre 124 mila professionisti, con una significativa quota di under 35 e imprenditrici e una forte concentrazione nel Lazio.

La variabile tax credit

Il tax credit resta essenziale per competere in Europa e attrarre investimenti. Gli operatori chiedono regole stabili, tempi rapidi e semplicità nelle erogazioni per pianificare slate pluriennali.

Cosa guardare nei prossimi 12 mesi

  • Integrazione lineare–on demand: palinsesti e cataloghi progettati insieme, con sfruttamento multi-finestra della stessa IP.
  • Format unscripted proprietari: identità editoriale e margini, con potenziale di replica internazionale.
  • Export e co-produzioni: budget sostenibili e mercati di sbocco grazie a partnership industriali.

La voce dei protagonisti

“Il valore aggiunto del nostro sistema produttivo è nelle imprese indipendenti: titolarità delle idee, flessibilità operativa, capacità di costruire progetti esportabili. Investire nella loro sostenibilità e nella chiarezza delle regole significa rafforzare la competitività internazionale del prodotto italiano.” (Chiara Sbariglia - APA).

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