ENEA: entro luglio si concluderà la missione artica "High North 21" della Marina Militare

- di: Daniele Minuti
 
Si concluderà entro la fine di luglio la missione artica di geofisica marina chiamata "High North 21" gestita dalla Marina Militare Italiana a cui sta partecipando anche un team multidisciplinare di ricercatori ENEA, con l'obiettivo di analizzare cambiamenti climatici, biodiversità dell'Oceano Artico e il livello di inquinamento da microplastiche.

Iniziata più di un mezzo fa, la missione è coordinata dall'Istituto Idrografico della Marina: in queste settimane sono stati raccolti e analizzati dal team Enea i campioni che permetteranno di valutare lo stato "di salute" dell'Oceano, specialmente aree inesplorate vicine ai ghiacci marini. "L'attività di studio sarà focalizza sulla geocronologia recente dei sedimenti dei fondali artici a diverse latitudini e con morfologie diverse" - spiega ENEA nella nota ufficiale - "in modo da meglio comprendere le dinamiche sedimentarie in atto su fondali artici ancora in gran parte inesplorati".

Oltre all'attività del team di ricercatori, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile ha messo a disposizione di Alliance (la nave della missione) un sensore chiamato "Casper" che permette analisi e caratterizzazione in tempo reale delle acque, consentendo acquisizione dei dati e geolocalizzazione delle stazioni di campionamento anche da remoto. Il rientro di Alliance è previsto fra circa due settimane a La Spezia.

Ivana Delbono, ricercatrice ENEA del laboratorio di Biodiversità e Servizi Ecosistemici presso il Centro di Santa Teresa e coordinatrice della missione artica per l'Agenzia, aveva commentato così una settimana fa: "Collaboriamo alle missioni High North dal 2017 e i dati raccolti nelle campagne precedenti evidenziano come anche in queste aree lontane da fonti dirette di inquinamento si riscontrino concentrazioni elevate di microplastiche. Dai primi risultati ottenuti in sinergia con il Cnr-Ismar di Lerici, le fibre risultano essere il tipo di particelle più frequenti nelle acque superficiali, seguite da schiume e frammenti. Ma sono ancora in corso le analisi per la determinazione polimerica delle microplastiche tramite spettroscopia infrarosso che ci permetterà di distinguere le tipologie di polimeri più frequenti".

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