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Fila colora il mondo. Sempre di più.

La sorprendente avventura imprenditoriale di un’azienda 

‘made in Italy’ di alta qualità ma quasi locale, 

diventata una multinazionale ‘tascabile’ di grande successo 

 

Dott. Mion, Lei oggi è Presidente di Fila, uno tra i principali gruppi al mondo nel settore della produzione e commercializzazione di prodotti per l’espressione creativa. Guardando al passato, Lei può vantare una lunga e importante carriera professionale. Quali sono state le tappe fondamentali?
La mia esperienza di lavoro inizia nel 1966, tra il 1969 e il 1970 sono stato negli Stati Uniti, dove tra l’altro mi sono sposato. Il mio percorso prosegue all’interno di una società di revisione. Ma l’esperienza più bella arriva con Gepi, un’azienda costituita per il salvataggio, la ristrutturazione e la successiva vendita delle aziende private in difficoltà. Sono stati otto anni bellissimi, di errori e di successi. Durante quel periodo ho conosciuto il Professor Grassini, un uomo coraggioso e perbene, il quale mi ha segnato e insegnato molto. Dopo, ancora una breve esperienza con Pietro Marzotto e tante altre persone che mi hanno dato molto. Poi ci sono stati i trent’anni con la famiglia Benetton, con la quale ho potuto fare cose importantissime, mettendo a frutto tutto ciò che avevo imparato in precedenza. Ho trovato delle persone con le quali mi sono trovato veramente bene sia dal punto di vista umano che lavorativo, in particolare con Gilberto Benetton.

Il Gruppo Fila possiede 27 stabilimenti produttivi, 39 filiali nel mondo, impiega oltre 9mila persone, conta 25 brand iconici, è attivo in 20 categorie di prodotto ed è divenuto un’icona della creatività in molti Paesi del pianeta. Negli ultimi 20 anni ha avuto una crescita molto pronunciata grazie a tutta una lunga serie di acquisizioni mirate in tutti i continenti, ultima delle quali il Gruppo Americano Pacon, consolidando il suo ruolo di player di riferimento negli Usa. L’obiettivo che Fila dichiara esplicitamente è quello di diventare il gruppo internazionale di riferimento nel settore, in pratica il numero uno. Quanto è vicino questo obiettivo? Quali gli ostacoli ancora da superare? E quali elementi valutate maggiormente quando decidete un’acquisizione? Gianni Mion
Il merito principale di questa espansione del Gruppo Fila negli ultimi 20 anni è del Dott. Massimo Candela, il quale ha rilevato l’azienda dal padre quando ancora era un’azienda tipicamente italiana, quasi locale, e ne ha realizzato una multinazionale “tascabile”. È riuscito ad acquisire i marchi più prestigiosi (anche di aziende in difficoltà), ristrutturandoli e rilanciandoli nel mercato. Attualmente, dopo l’acquisizione del Gruppo Americano Pacon, il Gruppo Fila ha raggiunto il 50% del fatturato nei soli Stati Uniti, fatturato che nel 2018 dovrebbe ammontare a circa 750 milioni. La strategia è quella di consolidare e valorizzare sempre di più tutti i brand acquisiti, in modo da creare una grandissima azienda con tanti piccoli marchi prestigiosi. Questo è il principale obiettivo del Gruppo Fila, accrescere la potenzialità del marchio e la possibilità di integrarsi sempre di più con altri brand, a prescindere dal Paese in cui operano.

Come detto, negli ultimi 20 anni Fila ha proceduto a tutta una serie di acquisizioni mirate. Nel breve/medio periodo prevedete di realizzare nuove acquisizioni? In altre parole, cosa bolle in pentola su questo fronte?
In futuro ci saranno ancora sostanziali investimenti in Cina, India ed in tutti i Paesi europei. Nel medio periodo sicuramente ci saranno altre acquisizioni, bisogna sempre cercare un equilibrio tra struttura finanziaria a disposizione, necessità di integrazione tra le varie aziende acquisite e gli investimenti nelle nuove. Il Gruppo Fila dovrà essere capace di utilizzare contestualmente freno, frizione e acceleratore a seconda dei momenti e delle esigenze. Tutto questo deve avvenire in un processo ordinato e chiaro, per evitare crisi finanziarie, organizzative o commerciali. Finchè il Dott. Candela avrà il controllo dell’azienda, quest’ultima sarà sempre di più spinta verso ulteriori acquisizioni ed espansioni, strategia che finora ha, senza alcun dubbio, premiato il Gruppo Fila.

Fila è un gruppo italiano fortemente internazionalizzato, che crede decisamente nel mondo del colore e dell’espressione creativa individuale. L’impresa è nata nel 1920 e la sua ‘vision’ di fondo non sembra essere cambiata, solo adeguata costantemente ai tempi. Quanto conta, in questa ‘vision’, essere un’azienda italiana? L’italianità, nel senso di sedimento della creatività, del gusto, dell’artigianalità è realmente un valore aggiunto per operare nel mondo nel vostro settore?
Fila nasce come azienda toscana ed è chiaro che questo (collegato al fatto che abbiamo anche un marchio come Giotto) ha dato e dà tutt’ora una forte impronta di italianità soprattutto nel gusto e nella creatività. Anche qui è fondamentale il ruolo che ha avuto il Dott. Candela insieme a tutto il suo staff: sono riusciti, nel tempo, ad integrare e collaborare in modo sereno e sinergico con tutti i manager e con tutte le aziende di qualsiasi genere, internazionali e non. Soprattutto con i brand americani, cinesi e indiani. Questa capacità di relazionarsi e di lavorare con tutti è stato e continua ad essere il punto di forza del Gruppo Fila.

Il settore in cui Fila opera, ad alta creatività, certamente comporta un ambiente di lavoro che permetta alla creatività di esprimersi al massimo. Qual è l’ambiente di lavoro nel vostro gruppo per ottenere i risultati che avete raggiunto?
L’ambiente di lavoro è fortemente e favorevolmente condizionato dal modo di lavorare del Dott. Candela e dei suoi collaboratori, i quali sono costantemente aperti e vicini a tutti i dipendenti del Gruppo in ogni settore. È un clima dove la tensione e le aspettative sono molte, visti i successi, ma la cosa più importante è vedere e constatare come tutte le persone crescano insieme all’azienda in ogni campo, sia professionale che economico. Io personalmente ho cominciato ad entrare in contatto con l’azienda dal momento della quotazione in Borsa e la prima cosa che mi ha colpito è stata l’orgoglio ed il senso di appartenenza da parte di tutti i lavoratori per aver raggiunto questo traguardo, in quanto hanno sempre visto l’internazionalizzazione un punto di partenza ed un segnale di crescita per l’azienda e per tutti i suoi dipendenti.

La semestrale 2018 di Fila registra una forte crescita in Asia (+20,7%), particolarmente in India, e del 5,2% in Centro-Sud America, in particolare in Brasile e Cile. Ci sono dei motivi specifici? La domanda dei prodotti è molto diversa tra un’area del mondo e un’altra oppure è un mercato dove prevale una certa omogeneità? E come si presenta oggi il mercato in Europa?
C’è stata una sostanziale crescita in Asia (soprattutto in India) e anche nel Centro-Sud America. In India i motivi sono sostanzialmente due: la crescita della popolazione ed un mercato in grandissima e continua crescita. La crescita della popolazione va di pari passo con la crescita della popolazione studentesca e conseguentemente cresce anche il livello di reddito pro capite delle famiglie. Nel Centro-Sud America il mercato è florido soprattutto in Brasile e in Messico, ma anche in Argentina e Cile: in alcuni casi le situazioni politiche destabilizzano i vari settori, ma per ora la crescita c’è e rimane. Anche qui fondamentale è l’apporto del Dott. Candela e dei suoi collaboratori nel motivare e dare massima libertà e delega ai rappresentanti di tutti i singoli paesi, i quali seguono diligentemente la linea dettata.

Massimo CandelaFila presenta un assetto patrimoniale e finanziario solido, quali sono gli obiettivi economici per il 2018? I processi di integrazione nel gruppo delle ultime acquisizioni stanno procedendo secondo i programmi o presentano delle difficoltà inattese?
Il 2018 dovrebbe essere in linea con le previsioni: i processi di integrazione continuano con grande soddisfazione, soprattutto nella parte logistica e nel sistema informativo. Questa è la parte più complessa e delicata, nonché il settore che richiede maggiore pazienza, ma che procede spedito con grandi successi.

Il vostro gruppo è noto anche per l’attenzione che mette nei rapporti con gli stakeholder, comprese le comunità nel cui territorio sono insediati gli stabilimenti. E avete un codice etico molto pregnante. Ci sono specifici meccanismi di controllo interno per garantire questa realtà? Inoltre in non poche aree del mondo è elevato il fenomeno della corruzione. Quali sono le misure che adottate per contrastarlo nei rapporti che, ad esempio, avete con le pubbliche amministrazioni dei vari Paesi?
I rapporti con gli stakeholder sono fondamentali per il Gruppo Fila. Il nostro codice etico, con riferimento soprattutto agli standard di qualità e di attenzione alla sicurezza del prodotto e alla nocività dell’ambiente, trova un’attenzione costante da parte di tutti. Trattandosi di prodotti connessi principalmente con i bambini, non percepiamo in maniera eccessiva il fenomeno della corruzione, visto anche il prodotto che si produce e si vende. Fondamentale in questo senso è il rapporto con i Ministeri dell’Educazione e dell’Ambiente di ogni singolo Paese, che aiutano il nostro Gruppo nella commercializzazione dei prodotti e nella loro promozione per aiutare i bambini più bisognosi ad inserirsi nel sistema scolastico del proprio Paese. 

Il vostro gruppo si caratterizza per puntare costantemente alla qualità e alla trasparenza a 360 gradi. In questo contesto da tutti i vostri documenti emerge una forte attenzione per l’ambiente. Può farci qualche esempio di accorgimenti usati per ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’attività produttiva? 
Fila garantisce un mix di visioni e ambizioni che non si pongono limiti alla crescita. Il Gruppo non è ossessionato dal vizio, che molte aziende e imprenditori italiani hanno, di privilegiare il controllo sulla crescita. Il Dott. Candela si è dimostrato disponibile ad aprire il capitale pur di far crescere l’azienda. Ho visto solo due grandi imprenditori fare questo nel corso della mia vita, il Cavalier Del Vecchio e, appunto, il Dott. Candela. Sono imprenditori che pensano sempre e costantemente in grande e a come migliorare la propria azienda. Uno dei Paesi dove l’azienda cresce meno è l’Italia, purtroppo, perché ci sono pochi bambini e la popolazione invecchia sempre di più. Dove nascono bambini vuol dire che ci sarà futuro e prospettiva e speriamo che la tendenza per il nostro Paese migliori nei prossimi anni.

In definitiva, presidente Mion, qual è la miscela che garantisce il successo di una realtà importante come Fila?
Fila crede fortemente nel mondo del colore e dell’espressione creativa. Questo è alla base del successo del Gruppo: offrire una gamma di prodotti e marchi sempre più ricchi e innovativi per pensare ad uno sviluppo e contestualmente ad una crescita per i nostri bambini. Attraverso i prodotti e marchi che offre, Fila desidera dare la possibilità e il piacere ad ognuno di esprimersi creativamente. L’integrazione fra tutte le piccole aziende è molto complicata, ma al tempo stesso è la chiave di successo di una realtà importante e consolidata come Fila.

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