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Così l'intelligenza artificiale scova l'evasione fiscale: risultati importanti

- di: Bruno Coletta
 
Così l'intelligenza artificiale scova l'evasione fiscale: risultati importanti

Dall’algoritmo VeRa al rischio di un Grande Fratello fiscale: l’Italia sperimenta la nuova frontiera del controllo tributario tra efficienza, privacy e trasparenza.
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La rivoluzione silenziosa del Fisco digitale
Nel cuore della pubblica amministrazione italiana, una rivoluzione silenziosa sta riscrivendo le regole del controllo tributario. L’Agenzia delle Entrate, in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha avviato un ambizioso piano triennale (2023-2025) per intensificare la lotta all’evasione fiscale, facendo leva su strumenti avanzati come l’intelligenza artificiale (IA) e l’analisi dei big data. L’obiettivo è duplice: aumentare le entrate erariali e promuovere una maggiore compliance tra i contribuenti. 

VeRa: l’algoritmo che scruta i dati finanziari
Al centro di questa trasformazione digitale c’è VeRa (Verifica dei Rapporti Finanziari), un sofisticato algoritmo di IA progettato per analizzare e incrociare una vasta gamma di dati finanziari dei contribuenti. VeRa attinge informazioni dall’Anagrafe tributaria, dall’Archivio dei rapporti finanziari e da altre fonti, inclusi dati provenienti da operatori finanziari e transazioni digitali. L’algoritmo identifica anomalie tra redditi dichiarati e spese sostenute, generando liste di contribuenti a rischio che vengono poi esaminate dalle Direzioni regionali e provinciali dell’Agenzia delle Entrate. 

L’efficacia del nuovo approccio
I risultati di questa strategia non si sono fatti attendere. Nel 2023, l’Agenzia delle Entrate ha recuperato 18,1 miliardi di euro, con un incremento di 1,3 miliardi rispetto all’anno precedente. Le proiezioni per il 2024 e il 2025 prevedono ulteriori aumenti, rispettivamente a 19,3 e 19,6 miliardi di euro. Questi numeri testimoniano l’efficacia dell’uso dell’IA e dei big data nel rafforzare la capacità di individuare e contrastare l’evasione fiscale.

Privacy e diritti dei contribuenti: un equilibrio delicato
L’adozione di tecnologie avanzate nel controllo fiscale solleva inevitabilmente questioni legate alla privacy e ai diritti dei contribuenti. Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso preoccupazioni riguardo all’uso di VeRa, sottolineando la necessità di garantire l’anonimato dei dati durante le fasi preliminari dell’analisi e di limitare la conservazione delle informazioni a un periodo massimo di dieci anni. Inoltre, è stato richiesto all’Agenzia delle Entrate di fornire maggiore trasparenza sulle banche dati utilizzate e di evitare l’uso di dati sensibili non pertinenti ai fini fiscali. 

Il ruolo umano nel processo decisionale
Nonostante l’automazione crescente, l’intervento umano rimane fondamentale nel processo di controllo fiscale. Gli output generati dagli algoritmi non portano automaticamente a provvedimenti impositivi, ma servono come base per ulteriori valutazioni da parte dei funzionari, nel rispetto del principio del contraddittorio. 

Verso un Fisco più equo e trasparente
L’integrazione dell’IA nel sistema fiscale italiano rappresenta un passo significativo verso un Fisco più equo, efficiente e trasparente. Tuttavia, è essenziale che questa evoluzione tecnologica sia accompagnata da adeguate garanzie per la tutela dei diritti dei contribuenti. La sfida consiste nel bilanciare l’efficacia dei controlli con il rispetto della privacy e la trasparenza delle procedure, evitando derive verso un controllo eccessivamente invasivo.
In conclusione, l’uso dell’intelligenza artificiale nel controllo tributario offre opportunità significative per migliorare la lotta all’evasione fiscale. Tuttavia, è fondamentale che l’adozione di queste tecnologie sia guidata da principi di equità, trasparenza e rispetto dei diritti fondamentali, per costruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.


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