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Giornata Mondiale del Risparmio, il 57% delle famiglie dichiara un peggioramento del tenore di vita

- di: Redazione
 
Giornata Mondiale del Risparmio, il 57% delle famiglie dichiara un peggioramento del tenore di vita

In occasione della 101ª Giornata Mondiale del Risparmio, l’indagine annuale Acri-Ipsos offre una fotografia tutt’altro che rassicurante dello stato economico e psicologico delle famiglie italiane. La quota di cittadini che percepisce un deterioramento del proprio tenore di vita sale al 57%, contro un 43% che dichiara condizioni stabili o migliorate. Si tratta di un saldo negativo che interrompe la fase di parziale assestamento registrata nel 2023 e nel 2024 e segnala un ritorno di tensione legato al mercato del lavoro e al potere d’acquisto.

Giornata Mondiale del Risparmio, il 57% delle famiglie dichiara un peggioramento del tenore di vita

Guardando alle aspettative per i prossimi tre anni, gli italiani appaiono divisi: il 38% si dichiara ottimista sulla situazione personale, il 39% non prevede cambiamenti e il 16% è seriamente preoccupato. Quando però la domanda riguarda il quadro nazionale, la percezione peggiora sensibilmente. I pessimisti sull’Italia diventano il 53%, mentre gli ottimisti si fermano al 19%. Il dato migliora solo quando il riferimento si restringe al proprio territorio di residenza: qui la quota dei pessimisti scende al 28%, pressoché bilanciata da un 26% di ottimisti. Segno che la sfiducia è più legata al sistema-Paese che ai contesti locali.

L’Europa arretra nelle aspettative: saldo -24
Il giudizio sul quadro internazionale è fortemente deteriorato. Per l’economia europea il saldo tra ottimisti e pessimisti scende a -24 punti, rispetto a -16 dell’anno precedente. Per l’economia mondiale il saldo si attesta a -15 punti, peggiorando rispetto a -11 nel 2024 (ma comunque migliore del -16 registrato nel 2023). Si tratta di indicatori che mostrano come il contesto macro rimanga percepito come fragile, soprattutto sotto il profilo geopolitico e inflattivo.

Il vero punto di rottura: il lavoro
È però sul versante occupazionale che si registra la variazione più netta. La quota di famiglie che dichiara di avere sperimentato difficoltà lavorative in almeno uno dei componenti sale dal 21% nel 2024 al 29% nel 2025. Il peggioramento è associato principalmente a perdita del posto di lavoro, contratti più precari e peggioramento delle condizioni retributive.
Questo dato spiega buona parte dell’aumento della percezione negativa sul tenore di vita: non è solo il costo della vita a determinare l’insicurezza, ma l’instabilità reddituale.

La frattura tra futuro personale e futuro del Paese
L’indagine mostra un paradosso già emerso in altre rilevazioni Istat e Bankitalia: gli italiani tendono a conservare un margine di speranza sulla propria condizione individuale, ma non sulla traiettoria del sistema. In altri termini, molti pensano di potercela fare “singolarmente”, ma non vedono miglioramenti collettivi. È una fiducia privata che non diventa fiducia pubblica.

Effetti sul risparmio
Nella Giornata che tradizionalmente fotografa il rapporto degli italiani con la prudenza finanziaria, Acri individua un rischio: se aumenta l’insicurezza lavorativa e peggiora la fiducia nel contesto macro, il risparmio tende a mutare funzione. Non più leva di investimento, ma paracadute. In un clima di attesa, il capitale precauzionale cresce e quello destinato a progetti di medio periodo si riduce.
È il passaggio dal “risparmiare per” al “risparmiare nel caso che”.

Una percezione che pesa più dei dati macro

Il quadro emerso non descrive un tracollo economico, ma un peggioramento psicologico diffuso. Gli indicatori oggettivi sono meno negativi dei sentiment, ma nella fase attuale la fiducia – non il reddito in senso stretto – è ciò che determina la propensione all’investimento, alla progettazione familiare e, in prospettiva, ai consumi.
È su questo terreno che la rilevazione Acri segnala un allarme strutturale.

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