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Legge di Bilancio, Gamberini (Legacoop): “Nulla per imprese su energia e dazi”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Legge di Bilancio, Gamberini (Legacoop): “Nulla per imprese su energia e dazi”

Un quadro di stabilità, sì, ma privo di una reale prospettiva di rilancio. È questa, in sintesi, la lettura che Simone Gamberini, presidente di Legacoop, dà della nuova legge di Bilancio. “Va riconosciuto – osserva – che il Governo ha mantenuto l’impegno sul rispetto dei parametri europei, garantendo equilibrio dei conti e credibilità internazionale”. Tuttavia, aggiunge, “manca la spinta alla crescita: non ci sono interventi su energia e dazi, due leve decisive per la competitività delle imprese”.

Legge di Bilancio, Gamberini (Legacoop): “Nulla per imprese su energia e dazi”

Per Gamberini il risultato è un’economia che rischia di restare impantanata in una crescita vicina alla stagnazione, con il mercato interno che “a queste condizioni non riparte”.

Energia, l’assenza che pesa di più
Il tema energetico resta, per il mondo produttivo, la zavorra più pesante. L’Italia continua a scontare costi superiori rispetto ai principali competitor europei, un differenziale che negli ultimi mesi si è allargato con la volatilità del gas. “Il problema – sottolinea Gamberini – è che la manovra non interviene in modo strutturale. Servirebbe un’azione di sistema per disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas e per promuovere investimenti nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica”.

Secondo il presidente di Legacoop, l’assenza di misure specifiche rischia di vanificare gli sforzi compiuti dalle imprese per contenere i costi. “Senza una strategia nazionale sull’energia – avverte – sarà difficile mantenere competitività e attrarre nuovi investimenti industriali”.

Un intervento più incisivo avrebbe potuto, secondo Gamberini, “trasformare il caro energia in un’occasione di accelerazione della transizione verde”. Invece, l’impostazione della manovra si limita a confermare un approccio prudente, più orientato alla tenuta dei conti che al sostegno dello sviluppo.

Dazi e commercio: il nodo delle esportazioni

Altra area di criticità è quella commerciale. Gamberini segnala che la legge di Bilancio non prevede misure di compensazione per l’impatto dei nuovi dazi internazionali, soprattutto quelli statunitensi, che colpiscono settori chiave dell’export italiano, dall’agroalimentare alla meccanica.

“Il rischio – spiega – è che le imprese più esposte sui mercati esteri si trovino senza strumenti di difesa, in un contesto in cui la domanda interna non è sufficiente a compensare i cali delle esportazioni”. Da qui l’appello a un coordinamento europeo che consenta di ridurre gli effetti di “guerre commerciali” sempre più frequenti e di proteggere le filiere strategiche nazionali.

Il presidente di Legacoop sottolinea anche l’importanza di politiche industriali mirate a sostenere l’internazionalizzazione delle PMI cooperative, “oggi penalizzate da un sistema di incentivi frammentato e poco accessibile”.

Investimenti e produttività: serve una terapia d’urto
Al di là dei singoli capitoli di spesa, Gamberini evidenzia un problema di fondo: la manovra non contiene strumenti di stimolo agli investimenti privati. “Servirebbe una terapia d’urto per rilanciare la produttività – afferma – con misure fiscali e finanziarie che rendano più conveniente investire in innovazione, digitalizzazione e capitale umano”.

Il riferimento è anche alla necessità di dare continuità agli effetti del PNRR, che secondo Legacoop “sta perdendo capacità propulsiva”. La cooperazione produttiva e sociale, aggiunge Gamberini, “potrebbe essere un fattore di resilienza per il sistema industriale”, ma per farlo ha bisogno di accesso agevolato al credito e di un quadro normativo che ne riconosca il ruolo economico, non solo sociale.

Vincoli di bilancio e priorità politiche
Il presidente di Legacoop riconosce che i margini di manovra sono stretti. “Il Governo – spiega – ha dovuto muoversi dentro vincoli di bilancio rigidi, condizionati da debito e parametri UE”. Ma, aggiunge, “anche in un contesto di risorse limitate è possibile individuare priorità che generano ritorni nel medio periodo: riduzione del cuneo fiscale, sostegno alla transizione energetica, incentivi per la ricerca e la cooperazione industriale”.

In altre parole, per Gamberini la stabilità contabile non basta. “Senza un progetto di crescita – conclude – il rischio è di garantire l’equilibrio oggi sacrificando la competitività di domani. Servono politiche che accompagnino le imprese nella transizione energetica e nella sfida globale dei mercati, altrimenti l’Italia resterà ancorata a un modello di sviluppo senza slancio.”

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