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Università, il ministro Manfredi: "Nei prossimi due anni assumeremo 6.000 ricercatori"

 
Università, il ministro Manfredi: 'Nei prossimi due anni assumeremo 6.000 ricercatori'
Il ministro dell'Università, Gaetano Manfredi, ha rilasciato un'intervista a La Stampa in cui ha parlato del futuro degli atenei, affrontando anche lo spinoso problema del precariato e promettendo riforme a tutela dei ricercatori.

Sulle pagine del quotidiano piemontese, l'ex presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane ha definito "una risorsa i giovani che entrano nelle università dopo i dottorati e vogliono accedere al mondo della ricerca in modo stabile. Da troppi anni ci sono interventi episodici a loro tutela e questa cosa ha fatto perdere loro molte chance. Credo che la stada da seguire sia quella di avere un numero fisso e congruo di ricercatori a disposizione, in quanto ministro mi sono posto l'obiettivo di mettere su un piano di reclutamento pluriennale".

Manfredi ha poi parlato con soddisfazione della strada intrapresa negli ultimi 6 mesi: "Un primo segnale è arrivato con la creazione di 6.000 posti da ricercatore per il prossimo biennio, sono posti da ricercatore che poi portano a divenire associato: 1600 erano previsti nel decreto Milleproroghe di fine 2019 col bando pronto a breve mentre nel decreto Rilancio ne sono previsti altri 4400 anche se dobbiamo ancora preparare i decreti attuativi".

Il traguardo di questi provvedimenti sarebbe quello di concludere finalmente il problema del precariato decennale, dando tutela ai giovani e che rimangono senza stabilità per troppo tempo finché non hanno un'età troppo avanzata per rientrare nel mondo del lavoro. Concetto ben spiegato dal ministro: "I ricercatori dovranno necessariamente essere più giovani. Abbiamo bisogno di averli attivamente negli atenei quando sono al massimo della creatività".

Queste sono solo le ultime dichiarazioni del ministro Manfredi che in un momento molto complicato per le università dovuto all'emergenza da contagi da Coronavirus, ha preannunciato cambiamenti per migliorare la situazione degli atenei. Concentrandosi particolarmente su laboratori, contratti e ora sulla posizione dei ricercatori in Italia da tempo al centro delle discussioni.
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