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Risiko bancario, Banco Bpm e Generali al centro del gioco

- di: Bruno Legni
 
Risiko bancario, Banco Bpm e Generali al centro del gioco

Due poli, molte pressioni e un anno che ridisegna la finanza italiana.

(Foto: il Ceo di Generali, Philippe Donnet).

C’è un momento in cui le tessere smettono di muoversi in ordine sparso e iniziano a comporre un disegno. La finanza italiana è arrivata lì. Banco Bpm e Assicurazioni Generali emergono come i due baricentri di un risiko che, dopo mesi di scosse, entra nella sua fase più politica e strategica.

Un anno fuori scala

Il 2025 verrà ricordato come un anno di rottura. L’avvio era stato classico: doppio affondo di Unicredit, prima verso la tedesca Commerzbank e poi su Banco Bpm. Nessuna delle due operazioni ha preso quota. In Germania tutto è rinviato al 2026, in Italia il golden power ha blindato Piazza Meda.

Poi, l’imprevisto: Monte dei Paschi di Siena lancia un’operazione su Mediobanca e la porta a casa. Un passaggio che spezza equilibri considerati intoccabili e accorcia drasticamente la catena di comando su Generali.

Mediobanca, il perno che salta

La reazione è immediata. Mediobanca tenta la carta Banca Generali, ma senza l’ok del suo azionista chiave, Generali stessa. Il progetto si arena. Nel frattempo, i nuovi azionisti forti di Mps spingono per un cambio di passo.

Tra gennaio e febbraio 2025 salta anche l’accordo annunciato con i francesi di Natixis sul wealth management. Contestualmente nasce la figura del direttore generale in Generali: un segnale chiaro di costruzione della continuità manageriale.

Pressioni e indagini

Il quadro si complica con l’apertura di indagini da parte della Procura di Milano su presunte ipotesi di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza. Le verifiche coinvolgono imprenditori e manager di primo piano e riguardano operazioni societarie legate all’asse Mps-Mediobanca.

Parallelamente, il mercato non aspetta. Bper Banca conquista la Popolare di Sondrio, Banco Bpm chiude su Anima, Banca Generali rafforza il controllo di Intermonte. Un mosaico di operazioni che rende il 2025 un unicum.

Banco Bpm, il nodo francese

Il caso Banco Bpm resta centrale. L’ingresso di Crédit Agricole oltre il 20% del capitale, con una posizione costruita nel tempo e mai osteggiata dal governo, cambia le regole del gioco.

Nel breve, quella quota è un freno a qualsiasi aggregazione ostile. Nel medio periodo, diventa una domanda politica e industriale: investimento strategico o preludio a qualcosa di più?

Il rinnovo del consiglio di amministrazione, previsto per aprile 2025, è lo snodo decisivo. Lì si capirà se la convivenza sarà stabile o solo una lunga attesa.

Generali, il Leone sotto pressione

Sul fronte assicurativo, Generali resta un gigante osservato speciale. Il mandato dell’amministratore delegato è formalmente solido, ma il peso dei grandi soci privati è cresciuto. La novità, rispetto al passato, è l’assenza di un filtro storico: senza Mediobanca, azionisti e consiglio si parlano direttamente.

La posta in gioco non è solo la governance, ma il posizionamento europeo del gruppo e la politica delle cedole, con un obiettivo dichiarato di 7 miliardi nel triennio.

Il ruolo di Mps e lo scenario finale

In questo scenario, Mps diventa sorprendentemente un regista. Il lavoro di risanamento degli ultimi anni ha restituito credibilità alla banca più antica del mondo. I prossimi passaggi – nuovo piano industriale, modifica dello statuto, assemblea di maggio – definiranno anche il peso del Monte nel risiko che verrà.

Con le assemblee di Banco Bpm e Mps alle spalle, la partita entrerà nella fase finale. Un’altra mano di carte sta per essere distribuita.

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