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Rottamazione-quater, ultima chiamata: il 5 marzo scade la settima rata

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Rottamazione-quater, ultima chiamata: il 5 marzo scade la settima rata

Il tempo stringe per chi ha aderito alla Rottamazione-quater: il 5 marzo è il termine ultimo per il pagamento della settima rata. Una scadenza che tiene già conto dei cinque giorni di tolleranza previsti dalla normativa. Per chi non rispetterà la deadline, la conseguenza sarà immediata: decadenza dai benefici della definizione agevolata e ripristino integrale del debito, con l’aggiunta di sanzioni e interessi.

Rottamazione-quater, ultima chiamata: il 5 marzo scade la settima rata

La Rottamazione-quater, introdotta con la Legge di Bilancio 2023, ha rappresentato uno strumento di respiro per chi aveva pendenze con il Fisco, consentendo di azzerare le sanzioni e gli interessi di mora su cartelle esattoriali affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione fino al 30 giugno 2022. Tuttavia, il piano agevolato è vincolato a rigide scadenze e nessuna deroga è prevista per chi non onora i pagamenti nei tempi stabiliti.

I numeri della riscossione e l’impatto sul sistema fiscale

Secondo le proiezioni, la definizione agevolata ha garantito un afflusso di liquidità significativo alle casse dello Stato, mentre per i contribuenti ha rappresentato una via d’uscita dal labirinto della riscossione coattiva. Resta da capire quanti riusciranno a rispettare il calendario fiscale e quanti, invece, scivoleranno fuori dal perimetro della sanatoria, tornando sotto il peso delle cartelle originarie.

Canali di pagamento e rischio decadenza

Per evitare brutte sorprese, il versamento deve avvenire attraverso i consueti canali: PagoPA, sportelli bancari, uffici postali, tabaccai convenzionati e sportelli dell’Agente della Riscossione. L’importo dovuto è riportato nei bollettini ricevuti o scaricabili dall’area riservata del contribuente.

Chi non paga entro il 5 marzo non solo perderà il beneficio della rottamazione, ma dovrà fare i conti con l’intera esposizione debitoria, maggiorata di interessi e sanzioni. Il rischio? Il ritorno delle procedure esecutive e delle azioni di recupero da parte dell’Erario.

Siamo, dunque, al bivio: rispettare la scadenza o tornare al punto di partenza.

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