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Manovra, la rottamazione quinquies è ufficiale: tutte le regole

- di: Bruno Coletta
 
Manovra, la rottamazione quinquies è ufficiale: tutte le regole
Nuova pace fiscale nella Manovra 2026: come funziona davvero la rottamazione quinquies.

La rottamazione quinquies non è più una promessa né un’ipotesi politica: con il via libera definitivo della Camera alla Manovra 2026, la nuova definizione agevolata delle cartelle fiscali entra ufficialmente nell’ordinamento. Una misura attesa, discussa, limata e infine approvata, che apre una nuova finestra di regolarizzazione per milioni di contribuenti.

L’obiettivo è chiaro: ridurre l’enorme magazzino dei crediti fiscali non riscossi e offrire a cittadini e imprese una strada sostenibile per chiudere pendenze spesso vecchie di decenni. Non un condono generalizzato, ma una pace fiscale strutturata, con regole precise e tempi lunghi.

Cos’è davvero la rottamazione quinquies

La rottamazione quinquies è la quinta versione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali. Consente di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando solo l’importo originario dovuto, senza:

  • sanzioni amministrative e tributarie;
  • interessi di mora;
  • aggio di riscossione.

Restano dovute esclusivamente le spese di notifica e le spese esecutive già sostenute. Tutto il resto viene cancellato.

Quali cartelle rientrano nella rottamazione 5

Il perimetro è ampio. Possono essere rottamati tutti i carichi affidati all’agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

Rientrano, quindi:

  • imposte erariali non versate (IRPEF, IVA, IRES e addizionali);
  • contributi previdenziali e assistenziali;
  • tributi locali, se riscossi tramite cartella;
  • accertamenti esecutivi e avvisi addebito.

È uno dei perimetri temporali più estesi mai previsti in una sanatoria fiscale.

Cosa non si può rottamare

La misura non è universale. Restano esclusi:

  • le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;
  • le sanzioni penali;
  • i debiti già integralmente pagati;
  • alcune tipologie di multe e condanne non tributarie.

Un confine netto, pensato per evitare che la misura venga percepita come un condono indiscriminato.

Quanto si paga: la regola d’oro

Il principio cardine è semplice: si paga il debito “nudo”. Tutto ciò che negli anni ha fatto lievitare la cartella viene azzerato.

In molti casi il taglio complessivo può arrivare anche al 40–50% dell’importo richiesto, soprattutto per le posizioni più vecchie.

Pagamento in unica soluzione o a rate

Il contribuente può scegliere tra:

  • pagamento in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2026;
  • pagamento rateale, fino a un massimo di 54 rate bimestrali, pari a nove anni.

È una delle dilazioni più lunghe mai concesse in una rottamazione.

Il calendario delle rate

Il piano è rigido e va rispettato con precisione:

  • prime tre rate nel 2026: luglio, settembre e novembre;
  • dal 2027 al 2034 sei rate l’anno;
  • chiusura nel 2035 con le ultime tre rate.

Il mancato pagamento anche di una sola rata comporta la decadenza immediata dai benefici.

Interessi ridotti: la novità politica

Sulle rate successive alla prima si applica un tasso di interesse del 3% annuo, ridotto rispetto alle ipotesi iniziali. Una scelta che ha un chiaro peso politico.

“Abbiamo voluto rendere il piano davvero sostenibile nel tempo”, ha spiegato in Aula un esponente della maggioranza durante il voto finale.

Chi può aderire

La rottamazione quinquies è aperta a:

  • persone fisiche;
  • lavoratori autonomi e professionisti;
  • imprese di ogni dimensione;
  • contribuenti decaduti da precedenti rottamazioni.

Non è richiesta alcuna valutazione reddituale: conta solo l’esistenza del debito.

Effetti immediati dell’adesione

Con la presentazione della domanda:

  • si bloccano pignoramenti e fermi amministrativi;
  • si sospendono le procedure esecutive in corso;
  • si congela la riscossione forzata.

Un effetto immediato che, per molti contribuenti, vale quanto lo sconto economico.

Perché il governo punta sulla rottamazione 5

Dietro la misura c’è una strategia precisa: fare cassa nel medio periodo e alleggerire un sistema di riscossione congestionato da crediti spesso inesigibili.

“Meglio incassare meno, ma incassare davvero”, è la sintesi che circola nei corridoi parlamentari.

Un’occasione da valutare con attenzione

La rottamazione quinquies rappresenta una seconda possibilità concreta per chi è rimasto schiacciato da cartelle e interessi. Ma richiede disciplina: il piano va rispettato fino all’ultima rata.

Per molti sarà la chiusura definitiva di una lunga stagione di debiti. Per altri, l’ennesima prova di affidabilità fiscale.

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