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Spese sanitarie, salta l’invio semestrale al portale TS. Dal 2025 trasmissione annuale

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Spese sanitarie, salta l’invio semestrale al portale TS. Dal 2025 trasmissione annuale

Il calendario fiscale del 2025 cambia volto per quanto riguarda le comunicazioni delle spese sanitarie. L’obbligo di inviare entro il 30 settembre i dati relativi al primo semestre dell’anno al Sistema Tessera Sanitaria non esiste più. La scadenza, che negli anni scorsi aveva rappresentato un passaggio critico per migliaia di operatori, viene meno a seguito delle modifiche introdotte dal decreto legislativo 81/2025, che riscrive le regole fissate appena un anno prima con il Dlgs 1/2024.

Spese sanitarie, salta l’invio semestrale al portale TS. Dal 2025 trasmissione annuale

La novità più rilevante è che d’ora in poi non ci saranno più due invii distinti, ma una sola comunicazione annuale. Questo significa che medici, farmacisti, psicologi, veterinari, strutture sanitarie pubbliche e private non dovranno più organizzarsi due volte l’anno per caricare i dati sul portale TS. Tutte le spese sostenute dai cittadini saranno trasmesse in un’unica soluzione. Una semplificazione che da tempo veniva richiesta dalle categorie professionali, preoccupate per il peso burocratico di scadenze troppo ravvicinate e di procedure complesse.

Attesa per il decreto attuativo
Il quadro normativo prevede che la scadenza effettiva venga stabilita con un decreto del Ministero dell’Economia. Ad oggi non c’è ancora una data ufficiale, ma il riferimento più probabile resta la fine di gennaio 2026, per coprire l’intero anno 2025. Considerando che il 31 gennaio cadrà di sabato, gli addetti ai lavori ritengono plausibile uno slittamento tecnico al 2 febbraio. La finestra temporale resterebbe comunque in linea con il calendario dell’Agenzia delle Entrate, che dovrà predisporre come sempre entro il 30 aprile la dichiarazione precompilata.

Effetti sugli operatori
L’impatto della nuova regola si fa sentire soprattutto sul fronte operativo. In passato la scadenza del 30 settembre rappresentava un ostacolo per studi medici e strutture sanitarie, spesso costretti a organizzare il lavoro amministrativo in pieno periodo estivo. Il passaggio a una sola trasmissione annuale riduce costi di gestione, ore di lavoro dedicate alla burocrazia e margini di errore. Le associazioni di categoria parlano di un alleggerimento concreto, anche se resta la necessità di rispettare standard tecnici elevati e di aggiornare i software gestionali.

Continuità per i contribuenti
Se per gli operatori la novità è rilevante, per i cittadini la modifica sarà quasi impercettibile. I dati delle spese mediche confluiranno come sempre nella dichiarazione precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo del legislatore era proprio questo: semplificare i flussi informativi senza incidere sulla qualità del servizio finale. I contribuenti continueranno a trovare nell’area riservata del portale Entrate l’elenco delle spese detraibili, senza ritardi e con la stessa accuratezza degli anni precedenti.

Il peso economico della semplificazione
Dal punto di vista economico, il passaggio da due a un solo invio all’anno significa una riduzione consistente dei costi indiretti per le strutture sanitarie. Non si tratta di cifre facilmente quantificabili, ma gli operatori stimano risparmi di tempo e risorse amministrative significativi. Un medico di base, ad esempio, potrà dedicare meno ore alla trasmissione dei dati e più alla gestione dei pazienti. Una clinica privata potrà ridurre il lavoro dei propri uffici contabili, concentrando tutto in un’unica scadenza. Nel lungo periodo, questi risparmi contribuiscono a una maggiore efficienza del sistema sanitario.

Un passaggio culturale
Il cambiamento non è solo organizzativo ma anche culturale. La gestione semestrale era diventata un rituale che scandiva i tempi dell’anno fiscale. Con il nuovo modello si passa a una logica più snella, più vicina a quella adottata per altre comunicazioni fiscali. Il legislatore sembra aver recepito le richieste di semplificazione, pur mantenendo l’attenzione alla trasparenza dei dati. La digitalizzazione rimane la base del sistema, ma la frequenza viene ridotta per evitare ridondanze e sovrapposizioni.

Lo sguardo al futuro
Resta da capire come evolverà questo nuovo regime. La scelta di puntare su un’unica comunicazione annuale sarà messa alla prova nei prossimi anni, quando si vedrà se la qualità dei dati resterà invariata e se i flussi saranno sufficienti a garantire la completezza delle dichiarazioni precompilate. Per ora la misura appare come una risposta concreta all’esigenza di alleggerire la pressione burocratica, in un settore come quello sanitario che negli ultimi anni è stato chiamato a fare fronte a emergenze senza precedenti.

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