Previsioni Svimez per il 2021-2022: "Solo il Centro-Nord recupera i livelli pre crisi"

- di: Giuseppe Castellini
 
In base alle previsioni Svimez, mentre il Centro-Nord con la ripresa 2021-22 recupererà integralmente il Pil perso nel 2020, il Mezzogiorno a fine 2022 avrà ancora da recuperare circa 1,7 punti di Pil, che si sommano a circa 10 punti persi nella precedente crisi 2008-2013 e non ancora recuperati.

Tutto ciò nonostante la Svimez valuti che l’insieme delle misure di contrasto alla pandemia definite nel 2021 e la quota del Piano nazionale di ripresa e resilienza che si stima possa essere attivata nel biennio contribuiscano alla crescita cumulata del Pil nel biennio 2021/22 per il 4,1% nel Sud e per il 3,7% nel Centro-Nord. Un differenziale a favore del Sud che non compensa la più debole dinamica tendenziale del Mezzogiorno, mostrandosi dunque insufficiente a garantire un sentiero di convergenza almeno nel biennio 2021-2022.

Per la Svimez gli investimenti, che prima del 2020 avevano avuto un andamento estremamente deludente al Sud, dovrebbero, anche grazie al supporto delle politiche espansive di bilancio, quasi azzerare nel 2021 la perdita registrata l’anno precedente. Al Centro-Nord +8,4%, al Sud +7%. Nel Centro-Nord tirano soprattutto i macchinari, al Sud la spesa in costruzioni, comprese le opere pubbliche.

Nel 2022 l’espansione del Pil dovrebbe risultare meno accentuata, pur rimanendo su tassi comunque elevati: +4% nella media nazionale. Nel complesso, il risultato del 2022 risente di una minore crescita dell’export e di una politica economica relativamente meno espansiva. Su scala territoriale, il Centro-Nord dovrebbe far registrare un progresso del 4,3% e il Sud del 3,2%.

“La riduzione di base produttiva - afferma la Svimez - ha ridotto l’elasticità dell’offerta meridionale alle fasi ascendenti del ciclo: ovvero il gap di crescita tra le due ripartizioni è destinato a rimanere anche nel futuro se non si aggredisce questo nodo”. Tra il 2009 e il 2020 lo stock di capitale lordo relativo ai due principali settori dell’economia di mercato - industria in senso stretto e servizi destinabili alla vendita (al netto del settore immobiliare) -è aumentato del 5,1% nel Centro-Nord (da 3mila 111 a 3mila 270 miliardi di euro a prezzi 2015) ed è diminuito del 22,7% al Sud (da 572 a 442 miliardi di euro a prezzi 2015).

“Il consuntivo di oltre un ventennio di sviluppo debole e disuguale del nostro Paese - osserva Svimez - è evidente se analizziamo la dinamica del Pi stimato tra il 2000 e il 2022: il livello del PIL del Centro-Nord nel 2022 risulta, in valori reali, superiore di circa 7 punti al valore del 2000, mentre risulterebbe nel Mezzogiorno ancora inferiore di quasi 8 punti”.
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