Vendite al dettaglio in calo a dicembre, Confcommercio: "Scenario dei consumi complicato"

- di: Redazione
 

Stando ai dati preliminari Istat, a dicembre le vendite al dettaglio sono calate su base mensile dello 0,1% in valore e dello 0,5% in volume. Sono in diminuzione le vendite dei beni alimentari in valore e in volume (rispettivamente -0,2% e -0,9%) e quelle dei beni non alimentari in volume (-0,2%), mentre sono stazionarie quelle in valore. Su base annua le vendite al dettaglio aumentano dello 0,3% in valore e registrano un calo in volume del 3,2%.

Vendite al dettaglio in lieve calo a dicembre 2023

Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali prevalentemente negative tra i gruppi di prodotti. L'aumento maggiore riguarda i prodotti di profumeria, cura della persona (+4,3%), mentre registrano il calo più consistente elettrodomestici, radio, tv e registratori (-4,1%). Rispetto a dicembre 2022, il valore delle vendite al dettaglio è in crescita per la grande distribuzione (+1,9%) e il commercio elettronico (+1,1%), mentre registrano una variazione negativa le vendite delle imprese operanti su piccole superfici (-1,2%) e le vendite al di fuori dei negozi (-3,3%). 

Mariano Bella, Direttore dell'Ufficio Studi, dichiarato: "Il dato di dicembre delle vendite al dettaglio (-0,5% a volume su novembre) è un sintomo di come la situazione sul versante dei consumi rimanga molto complicata. Dopo un bimestre segnato da modesti ma confortanti recuperi, dicembre conferma la difficoltà della spesa delle famiglie nell’intraprendere un percorso di crescita consolidato o, comunque, in grado di mettere al riparo l’attività economica da pericolose oscillazioni". "Certamente non conforta che queste difficoltà si manifestino, a volte anche con maggiore intensità, in molti Paesi dell’eurozona. In Italia permangono situazioni molto complicate, con alcuni segmenti di consumo, tra cui abbigliamento e calzature e mobili ed elettrodomestici che vedono calare le vendite anche a valore, con particolari penalizzazioni per le imprese di minori dimensioni. Si spera che la stagione dei saldi ne migliori il fragile profilo economico-finanziario".

L'Ufficio Economico di Confesercenti ha commentato con una nota:
"L’inflazione continua a sgonfiare le vendite, che chiudono il 2023 con una riduzione in volume di 3,7 punti. Un calo che è un vero proprio crollo per le piccole superfici: secondo le nostre stime, per i negozi la contrazione del volume delle vendite è stata di 6 punti sul 2022. I dati diffusi da Istat confermano, purtroppo, sia che l’inflazione in media annua ha continuato ad incidere negativamente sulla spesa delle famiglie – l’Istituto calcola un deflatore medio pari al 6,5% in media annua – sia che non accenna a frenare l’erosione delle quote di mercato per le piccole imprese. Le attività di vicinato, infatti, a fronte di una variazione totale in volume delle vendite fortemente negativa, pari a -3,7%, fanno registrare una caduta verticale del -6,0%. Lo stesso fenomeno, seppur in forma ridotta, si era registrato lo scorso anno: dopo il rimbalzo post Covid del 2021, in due anni le imprese operanti su piccole superfici hanno fatto registrare una perdita cumulata in volume di quasi 8 punti. Più in generale, bisogna inoltre osservare che complice l’elevato tasso di inflazione di questi due anni, e forse anche a causa di spostamenti degli acquisti verso i servizi o altri format, il complesso delle vendite al dettaglio risulta negativo in termini reali. Da notare, infine, anche il rallentamento dell’ecommerce (nel 2020, con lo scoppio della pandemia, aveva invece registrato un’esplosione del 13%). Secondo Confesercenti sarà, dunque, imprescindibile affrontare le priorità che riguardano le imprese del commercio e turismo durante il prossimo tavolo convocato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per il prossimo 14 febbraio sulla legge annuale sulle PMI. Dagli insostenibili costi della burocrazia all’elevato costo del denaro, dalle regole che premiano le grandi imprese alla web tax e al commercio online, dal boom di utilizzo della moneta elettronica da parte delle imprese con i costi delle transazioni che non accennano a diminuire, fino alla irrisolta questione Bolkestein che coinvolge le imprese balneari e del commercio su aree pubbliche, sono questi i temi su cui sarà necessario un confronto con il Governo. L’allarme denatalità che colpisce le attività di vicinato, con il rischio desertificazione dei nostri centri urbani ed i conseguenti problemi di sicurezza per i cittadini, sono sempre più forti: con le imprese che continuano a chiudere e la mancanza di servizi è in ballo la vivibilità delle nostre città".

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