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Argentina, svolta sui dollari nascosti: arriva il piano Milei per “riparare” i risparmi

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Argentina, svolta sui dollari nascosti: arriva il piano Milei per “riparare” i risparmi

Un nuovo tassello si aggiunge alla rivoluzione economica argentina targata Javier Milei: a partire da giugno, il governo lancerà un piano straordinario per incentivare l’utilizzo dei dollari non dichiarati, da sempre cuore sommerso dell’economia del Paese. Il programma, battezzato con l’altisonante nome di “Piano di riparazione storica dei risparmi degli argentini”, è stato presentato durante una conferenza stampa congiunta dal portavoce della presidenza Manuel Adorni, insieme al ministro dell’Economia Luis Caputo, al direttore dell’Agenzia delle Entrate e Dogane Juan Pazo e al presidente della Banca centrale Santiago Bausili.

Argentina, svolta sui dollari nascosti: arriva il piano Milei per “riparare” i risparmi

Al centro della manovra, la volontà dichiarata di rimonetizzare l’economia argentina partendo proprio da quel patrimonio occulto che da decenni i cittadini conservano fuori dai circuiti bancari: una massa valutaria spesso nascosta “sotto il materasso”, come l’ha definita lo stesso Adorni. Il cambio di regime sarà operativo da giugno e prevede un sistema più flessibile per il rientro e l’utilizzo dei dollari, che diventa così non solo possibile ma incentivato.

Una svolta ideologica oltre che finanziaria

L’obiettivo dichiarato non è solo economico ma politico: il governo vuole smettere di trattare i cittadini come “criminali”, restituendo loro – come ha sottolineato Adorni – “la libertà di risparmiare nella valuta che desiderano”. È una vera e propria inversione di paradigma rispetto agli anni passati, quando il controllo valutario aveva trasformato il dollaro in un oggetto di desiderio vietato. Le restrizioni introdotte già durante la presidenza Macri – che limitavano l’acquisto mensile a 200 dollari per persona – avevano infatti prodotto un mercato informale vivace e pervasivo, diventato col tempo uno dei pilastri occulti della finanza domestica.

L’obiettivo: far riemergere i capitali e rilanciare la fiducia


Il piano Milei punta dunque a “rilegalizzare” la presenza del dollaro nella vita economica del Paese, favorendo la circolazione delle riserve familiari come leva per alimentare consumi, investimenti e persino impieghi industriali. Secondo il governo, una parte rilevante dei risparmi argentini, oggi bloccata in valuta estera e conservata al di fuori del circuito bancario per paura di espropri, potrebbe tornare utile al sistema economico se accompagnata da norme semplici e da garanzie contro futuri interventi punitivi dello Stato.

Il messaggio che l’esecutivo cerca di trasmettere è chiaro: non si tratta di un condono classico, ma di un tentativo di normalizzare un comportamento ampiamente diffuso, e trasformare la sfiducia storica dei cittadini verso le istituzioni in una nuova alleanza fondata sulla libertà economica individuale.

Un test per il programma libertario di Milei

Quella annunciata è, a tutti gli effetti, una prova di forza per il progetto libertario del presidente Javier Milei. Dopo i tagli alla spesa pubblica, la deregolamentazione di diversi settori e le riforme in ambito lavorativo, la sfida si sposta ora sul terreno simbolico del risparmio. Portare allo scoperto i dollari “fantasma” significa confrontarsi con uno dei nodi irrisolti del rapporto tra lo Stato e il cittadino argentino: la fiducia, o meglio la sua assenza.

Ora resta da vedere se il nuovo piano riuscirà davvero a trasformare quel capitale nascosto in energia economica visibile. Per farlo, servirà più di un decreto: servirà convincere milioni di argentini che stavolta lo Stato non cambierà di nuovo le regole a partita iniziata.

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