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Assicurazioni pronte a investire in Pmi e infrastrutture: Ania chiede norme chiare per il nuovo strumento

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Assicurazioni pronte a investire in Pmi e infrastrutture: Ania chiede norme chiare per il nuovo strumento

Il settore assicurativo italiano è pronto a mettere in campo nuove risorse per sostenere piccole e medie imprese, infrastrutture e transizione energetica, ma chiede al governo un quadro normativo più favorevole.

Assicurazioni pronte a investire in Pmi: Ania chiede norme chiare

“Abbiamo messo a punto uno schema di investimento del risparmio assicurativo in fondi di private debt, che deve essere garantito dallo Stato – ha dichiarato il presidente dell’Ania, Giovanni Liverani, alla 57ª Giornata del Credito organizzata da Anspc a Roma –. Questo strumento consentirebbe di indirizzare i capitali verso i fondi che poi finanziano l’economia reale, sostenendo settori strategici come infrastrutture ed energia”.

Il progetto mira a trasformare il risparmio assicurativo, una delle principali riserve di capitale del Paese, in un volano di sviluppo per le imprese italiane che oggi faticano ad accedere a finanziamenti di lungo termine. Ma, ha sottolineato Liverani, serve il supporto delle istituzioni.

L’ostacolo regolatorio e la garanzia Archimede
Secondo il presidente di Ania, la volontà del settore non basta: “Per dare avvio a questi investimenti è necessaria una visione strategica dal punto di vista regolamentare e normativo. Stiamo dialogando con i ministeri competenti per superare alcune difficoltà e sbloccare la cosiddetta garanzia Archimede, indispensabile per proteggere i capitali impiegati nei fondi di private debt”.

Questa garanzia, sostenuta dallo Stato, avrebbe il compito di ridurre il rischio per le compagnie assicurative che investono in strumenti finanziari destinati a sostenere le imprese, incoraggiando così un afflusso maggiore di capitali privati verso i progetti di interesse nazionale.

Un nuovo ruolo per il risparmio assicurativo
L’iniziativa presentata da Ania rappresenta un cambio di paradigma: il settore assicurativo, tradizionalmente focalizzato su obbligazioni sovrane e strumenti finanziari a basso rischio, punta a diventare protagonista nello sviluppo dell’economia reale.

“Le assicurazioni hanno nelle loro gestioni miliardi di euro di risparmio di lungo periodo che possono essere messi al servizio della crescita – ha spiegato Liverani –. Ma per farlo in modo efficace, occorre un ecosistema normativo che renda conveniente e sicuro investire in progetti di interesse strategico nazionale”.

Un’opportunità per Pmi, energia e infrastrutture
Secondo Liverani, lo strumento pensato da Ania può diventare un volano per le piccole e medie imprese, in particolare in settori cruciali come la transizione energetica, le infrastrutture e l’innovazione tecnologica.
L’accesso a finanziamenti assicurativi a lungo termine permetterebbe alle imprese di pianificare investimenti in modo più sostenibile, riducendo la dipendenza dal credito bancario tradizionale.

“Il nostro obiettivo – ha detto – è avviare un circolo virtuoso che parta dal risparmio delle famiglie, passi attraverso le assicurazioni e arrivi all’economia reale, rafforzando la competitività del Paese e sostenendo la crescita verde”.

Un appello alle istituzioni
Liverani ha ribadito la disponibilità del settore assicurativo a collaborare con il governo e le autorità di vigilanza per definire le regole del nuovo strumento e garantirne l’efficacia.
“Abbiamo tutto pronto – ha concluso – ma per partire serve che il quadro normativo si allinei alle esigenze di un’economia che vuole innovare e crescere. Solo così il risparmio assicurativo potrà trasformarsi in un motore di sviluppo sostenibile, mettendo a frutto il suo potenziale per il bene collettivo”.

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