Il decreto sull’indennizzo di fine concessione per i balneari potrebbe arrivare già al prossimo Consiglio dei ministri. Lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, intervenendo a un evento sul turismo organizzato dalla Lega in Senato. Il tema è centrale nel riordino delle concessioni demaniali marittime, in un confronto aperto anche con l’Unione europea.
Balneari, Salvini: “Decreto indennizzo” al prossimo Cdm, vale 10 miliardi
Salvini ha ricordato che il comparto balneare vale “almeno 10 miliardi di euro di business”. E lo ha definito una delle “eredità più pesanti” affidate al Mit. “Non ho chiesto io la delega – ha sottolineato – ma sono abituato a prendermi carico delle battaglie più complicate”.
Il governo, ha spiegato, sta lavorando alla riscrittura dell’articolo 49 del Codice della navigazione. Una norma che oggi prevede l’incameramento gratuito allo Stato degli investimenti alla scadenza delle concessioni.
Secondo Salvini, così com’è “non è rispettosa” di chi ha investito e lavorato sul litorale.
L’obiettivo è introdurre “quantomeno un indennizzo” riconoscendo il valore degli investimenti effettuati.
Il decreto: indennizzo a fine concessione e modifica dell’articolo 49
Secondo quanto annunciato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il provvedimento potrebbe essere discusso già al prossimo Cdm. Il punto chiave è la riscrittura dell’articolo 49 del Codice della navigazione, che attualmente prevede l’incameramento gratuito allo Stato degli investimenti realizzati alla scadenza delle concessioni.
Salvini ha contestato l’impostazione della norma, sostenendo che “non è rispettosa nei confronti di chi ha investito e faticato su quel litorale”. Da qui l’intenzione di intervenire per riconoscere, almeno in parte, il valore economico degli investimenti effettuati dai concessionari.
Il peso economico: “almeno 10 miliardi di euro di business”
Nel suo intervento, Salvini ha sottolineato la dimensione economica del comparto, ricordando che vale “almeno 10 miliardi di euro di business”. Un passaggio che inquadra l’indennizzo anche come tema di stabilità per un settore che muove investimenti e lavoro lungo le coste italiane.
Lo stesso ministro ha definito il dossier balneari una delle “eredità più pesanti” affidate al Mit e ha rivendicato la scelta di affrontare una partita complessa: “Non ho chiesto io la delega – ha sottolineato – ma sono abituato a prendermi carico delle battaglie più complicate”.
Riordino concessioni e confronto con l’Ue
L’intervento sull’indennizzo si inserisce nel più ampio riordino del settore balneare, che resta al centro del confronto con l’Unione europea e delle riforme collegate al riassetto delle concessioni demaniali marittime. Il decreto, nelle intenzioni del ministro, punta a fissare un principio: alla fine della concessione, gli investimenti non devono essere azzerati senza riconoscimento, ma tutelati attraverso un indennizzo.