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Banche italiane, trimestrali in volata e manovra nel mirino

- di: Marta Giannoni
 
Banche italiane, trimestrali in volata e manovra nel mirino
Banche italiane, trimestrali in volata e manovra nel mirino
Profitti solidi, commissioni in spinta e nuovi oneri dal 2026: il settore promette dividendi ma alza lo sguardo sulla stretta fiscale e sulla nuova Mediobanca.

Gli utili bancari in Italia restano elevati nonostante il ciclo dei tassi in discesa. Le commissioni compensano l’erosione del margine d’interesse, mentre il rischio-crediti, pur osservato speciale, non ha ancora inciso sulle guidance. UniCredit ha inaugurato la stagione con un’altra lettura sopra le attese: utile netto di 2,6 miliardi nel terzo trimestre e 8,7 miliardi nei nove mesi, a conferma di un motore ricavi-costi efficiente. Intesa Sanpaolo arriva alla prova dei conti con il mercato che si aspetta numeri in crescita e un percorso di profitti 2025 ben oltre 9 miliardi. In sintesi: la redditività c’è, ma la qualità della crescita si sposta dal tasso alla spinta delle commissioni.

Il perché i conti reggono con tassi in discesa

Il filo rosso è la diversificazione dei ricavi. Con i tassi ufficiali in calo, il margine d’interesse si normalizza; a riempire il “vuoto” intervengono commissioni da risparmio gestito, brokerage e servizi, insieme a risultati finanziari sostenuti da buona esecuzione e gestione attiva del rischio. La leva costi resta sotto controllo, con efficienza operativa e accantonamenti inferiori al previsto. Tradotto per il 2026: meno vento in poppa dall’NII, più lavoro su consulenza, wealth e assicurazioni.

Manovra: contributo sì, ma non sui correntisti

Nel pieno di stagioni record, la Manovra 2026–2028 mette in agenda un contributo stabile da banche e assicurazioni. Le cifre ipotizzate ruotano attorno a diversi miliardi l’anno e hanno già creato volatilità sui listini. La posizione del sistema è netta: “Non credo che le banche scaricheranno le maggiori tasse e contributi sui costi dei conti correnti”, ha assicurato il vertice associativo. Resta da definire il perimetro tecnico su Dta e meccanismi compensativi.

Risiko e governance: la nuova Mediobanca

A ridosso dell’assemblea, Mediobanca si prepara a varare un nuovo consiglio con Vittorio Grilli alla presidenza e Alessandro Melzi d’Eril alla guida operativa. In lista anche Paolo Gallo, Andrea Zappia, Tiziana Togna, Federica Minozzi, Massimo Lapucci, Ines Gandini, Sandro Panizza, Matteo Masoni, Donatella Vernisi e Silvia Fissi. Per il mercato è un passaggio chiave su allocazione del capitale e posizionamento M&A.

UniCredit: record di qualità e capitale abbondante

La banca guidata da Andrea Orcel conferma la traiettoria: utile trimestrale a 2,6 miliardi e RoTE vicino al 19%; ricavi a 6,1 miliardi, con NII in calo ma commissioni e trading in tenuta. Capitale e buffer restano ampi, a sostegno di dividendi e buyback. Messaggio agli investitori: redditività difendibile anche con tassi in calo.

Intesa Sanpaolo: fee machine e coperture sui tassi

Per Intesa il tratto distintivo è la spinta delle commissioni e una strategia di hedging che stabilizza il margine nel medio periodo. Dopo i conti forti di primavera-estate e l’impegno a un utile 2025 oltre 9 miliardi, la lettura del terzo trimestre è attesa positiva: se brokerage e assicurazioni faranno la loro parte, la guidance resterà credibile, con capitale e cassa adeguati a dividendi generosi.

Rischi da monitorare nel 2026

Tre variabili possono cambiare il quadro: qualità del credito in caso di rallentamento, traiettoria dei tassi e concorrenza sulla raccolta, impatto netto della Manovra tra contributi, Dta e tassazione delle distribuzioni. Bussola per i portafogli: CET1 sopra il 12%, dividend yield elevato, cost/income sotto controllo.

Agenda delle prossime settimane

  • Trimestrali di Intesa, Mps, Banco Bpm, Bper, Pop Sondrio, Credem: focus su commissioni e costo del rischio.
  • Assemblea Mediobanca: mandato del nuovo CdA e indirizzi su capitale.
  • Manovra: testo definitivo e meccanismi del contributo, con eventuali clausole di salvaguardia.

“La stagione dei super-utili è la somma di capitale, disciplina e modelli di business che guadagnano anche con i tassi in discesa”. La sfida ora è difendere la qualità degli utili mentre lo Stato chiede un contributo permanente. 

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