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Mercati europei, le chiusure. Giornata da dimenticare

- di: Matteo Borrelli
 
Mercati europei, le chiusure. Giornata da dimenticare
Le principali Borse europee hanno subito una significativa flessione, in risposta all’entrata in vigore dei nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti su Canada, Messico e Cina, alimentando timori di misure simili nei confronti dell’Europa. Il pan-europeo STOXX 600 ha registrato un calo dello 0,8%, mentre il DAX tedesco è sceso dell’1,6% . Questi sviluppi hanno innescato una volatilità nei mercati, con settori come l’automobilistico e il lusso particolarmente colpiti.

Andamento delle principali Borse europee
Francoforte: l’indice DAX ha chiuso in ribasso del 3,54%, influenzato dalle preoccupazioni per i dazi e dalle tensioni geopolitiche .
Parigi: il CAC 40 ha perso l’1,85%, con vendite diffuse nei settori dell’energia, dell’auto e delle banche .
Londra: il FTSE 100 ha registrato una flessione dell’1,27%, risentendo delle incertezze legate alle politiche commerciali statunitensi .

Altre Borse europee
Madrid: l’IBEX 35 ha chiuso in calo del 2,5%, con i settori bancario e delle costruzioni particolarmente penalizzati.
Zurigo: lo SMI ha registrato una flessione dell’1,2%, con perdite diffuse tra i principali titoli farmaceutici.
Amsterdam: l’AEX è sceso dell’1,8%, influenzato dalle performance negative dei settori tecnologico e dei beni di consumo.

Piazza Affari: focus sui titoli principali e mid cap
A Milano, il FTSE MIB ha chiuso in forte calo del 3,41%, attestandosi a 37.736 punti . Tra i titoli principali:
Stellantis: ha subito una pesante perdita del 10,16%, posizionandosi in fondo al listino principale .Borsa Italiana
STMicroelectronics (STM): ha registrato un calo dell’8,37%, risentendo delle tensioni commerciali e delle prospettive negative per il settore tecnologico .
Iveco: ha chiuso in ribasso del 7,73%, influenzata dalle preoccupazioni per l’impatto dei dazi sulle esportazioni .
Pirelli: ha registrato un importante calo del 6,01%, riflettendo le incertezze nel settore automobilistico .
Saipem: ha subito una flessione del 5,11%, in linea con la debolezza del settore energetico . 
Eni: ha perso il 4,23%, risentendo del calo dei prezzi del petrolio .
Tenaris: ha chiuso in ribasso del 5,97%, seguendo la tendenza negativa del settore petrolifero .
Telecom Italia: ha registrato un calo del 5,37%, influenzata dalle incertezze nel settore delle telecomunicazioni .
Unicredit: ha perso il 4,25%, in un contesto di debolezza generale del settore bancario .
Intesa Sanpaolo: ha chiuso in ribasso del 2,94%, seguendo la tendenza negativa delle banche italiane .
Tra i titoli a media capitalizzazione:
Tinexta: ha mostrato una performance positiva, con un incremento del 3,70%, grazie a risultati trimestrali superiori alle attese.
Acea: ha guadagnato l’1,60%, beneficiando di previsioni favorevoli nel settore delle utilities 
Iren: ha segnato un rialzo dell’1,04%, sostenuta da speculazioni su possibili operazioni straordinarie .
ERG: ha registrato un incremento dello 0,94%, grazie a prospettive positive nel settore delle energie rinnovabili .
Maire: ha subito una flessione del 4,72%, risentendo delle incertezze nel settore delle costruzioni .Borsa Italiana
Sesa: ha chiuso in ribasso del 3,65%, influenzata dalle tensioni nel settore tecnologico. 
Piaggio: ha registrato un cali dell’1,92%, penalizzata dall’incertezza sui mercati internazionali e dalle preoccupazioni per un possibile calo della domanda nei principali mercati di esportazione.

Reazioni e prospettive
L’impatto dei nuovi dazi statunitensi ha innescato un clima di incertezza che potrebbe proseguire nelle prossime settimane, con gli investitori in attesa di eventuali contromisure da parte dell’Unione Europea. Le dichiarazioni della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, non hanno dissipato i timori: “Valuteremo tutte le opzioni per difendere le imprese europee e garantire condizioni di concorrenza eque”.
Gli analisti prevedono che la volatilità potrebbe restare elevata, in particolare per i settori più esposti alle esportazioni verso gli Stati Uniti e la Cina. Le prossime mosse della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea saranno osservate con attenzione, soprattutto per capire se eventuali interventi sui tassi d’interesse possano influenzare il sentiment di mercato.
Nel frattempo, gli investitori guardano con apprensione ai prossimi sviluppi nelle relazioni commerciali internazionali, consapevoli che un’escalation delle tensioni potrebbe mettere ulteriormente sotto pressione i listini europei.

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