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Borse europee vivaci: Milano positiva, energia sprint, Wall Street sale

- di: Matteo Borrelli
 
Borse europee vivaci: Milano positiva, energia sprint, Wall Street sale

Parigi cambia passo, Londra corre; euro stabile, petrolio in rally, spread giù.

L’Europa archivia una seduta dal tono brillante, con listini capaci di mettere in secondo piano il rumore di fondo su dazi e politica monetaria e di concentrarsi sul mix di dati macro e rotazioni settoriali. A Piazza Affari il finale è stato da palcoscenico: il Ftse Mib ha chiuso in lieve rialzo a 45.719 punti (circa +0,1%), ma con un mercato spaccato a metà, tra chi ha festeggiato e chi ha pagato il conto.

Il colpo di scena arriva negli ultimi scambi, con Eni che accelera e si prende la scena (+2,14%): energia protagonista anche grazie alla fiammata del greggio, che ha rimesso vento nelle vele al comparto. In evidenza pure Brunello Cucinelli (+3,3%) e STMicroelectronics (+2,79%), mentre il rovescio della medaglia è finito sulle utility e su alcuni nomi difensivi: A2A ha ceduto (-1,48%), Hera (-1,24%), Poste Italiane (-1,3%) e Italgas è stata tra le più colpite (-2,09%).

Le banche si sono mosse “a due velocità”: tono costruttivo per Mps (+0,7%) e Mediobanca (+0,67%), Unicredit quasi invariata (circa -0,04%), mentre Intesa Sanpaolo ha limato (-0,27%) e Banco Bpm è scivolata (-0,63%). La fotografia di giornata è chiara: rotazione selettiva, con acquisti dove c’è “story” e momentum, vendite dove il mercato teme che i rendimenti restino alti più a lungo.

Sullo sfondo pesa infatti il messaggio che arriva dagli Stati Uniti: i numeri sull’occupazione di dicembre sono apparsi poco convincenti per chi sperava in un percorso di tagli rapidi dei tassi. In ambienti di mercato il ragionamento è stato riassunto così: “Con un mercato del lavoro che rallenta ma non crolla, la Fed non ha fretta di rimettere mano al costo del denaro”. È il tipo di lettura che alimenta sedute come questa: azioni su, ma con il freno a mano pronto.

Chiusure europee (dati di fine seduta, 9 gennaio 2026): Parigi (CAC 40) in testa a 8.362 punti (+1,44%), Londra (FTSE 100) a 10.134 (+0,89%), Francoforte (DAX) a 25.264 (+0,55%), Zurigo (SMI) a 13.422 (+0,64%). In scia anche Amsterdam (AEX) a 987 (+2,31%) e Bruxelles (BEL 20) a 5.240 (+0,22%). Nell’Europa centro-orientale, Varsavia (WIG20) ha chiuso a 3.275,9 (+1,30%), Atene (Athens General) a 2.207,7 (+0,16%); Budapest non ha aggiornato la seduta del 9 gennaio e il riferimento resta la chiusura dell’8 gennaio (BUX -0,56%).

In parallelo, su più piazze europee si è parlato di un mercato che torna a cercare “temi” oltre la macro. A Londra, ad esempio, ha fatto rumore il rally di Glencore (in forte rialzo durante la seduta) sulle indiscrezioni di operazioni straordinarie nel comparto minerario, un segnale che la finanza straordinaria – quando torna a circolare – spesso diventa benzina per l’azionario.

Sul fronte valute, l’euro/dollaro è rimasto vicino alla parità di vigilia e ha oscillato attorno a 1,16, con movimenti contenuti. Più mossa la gamba contro lo yen: euro/yen in area 183,8, in lieve rialzo intraday. La sterlina/dollaro è stata indicata intorno a 1,342. Tradotto: cambi “ordinati”, senza scosse tali da cambiare l’umore dei listini.

Le materie prime hanno invece portato spettacolo. Il petrolio ha corso: WTI in area 59,6 dollari con rialzo superiore al +3%, Brent attorno a 63,8 dollari con un progresso vicino al +3%. Sul gas, riflettori sull’Europa: i future TTF (Amsterdam) si sono riportati in area 28,6 euro/MWh con rimbalzo di oltre +3% rispetto alla seduta precedente, dopo giorni di oscillazioni nervose. L’oro è tornato a brillare: i future si sono mossi in recupero con rialzo di circa +1,3% nella fase centrale della giornata internazionale, coerenti con la ricerca di copertura quando i tassi smettono di scendere “per inerzia”.

Sul mercato obbligazionario italiano, lo spread Btp-Bund ha mostrato un miglioramento, scivolando in area 72 punti. Il rendimento del Btp decennale si è posizionato attorno al 3,46%. È un dettaglio che conta: un differenziale più leggero toglie pressione alle banche e, indirettamente, dà ossigeno ai multipli dell’azionario domestico.

A metà seduta americana, anche Wall Street viaggiava in territorio positivo: Dow Jones intorno a +0,5%, S&P 500 circa +0,6% e Nasdaq vicino a +0,8%. Un appoggio psicologico importante per l’Europa: quando New York apre con il segno più, i desk del Vecchio Continente tendono a “tenere” più volentieri il rischio fino alla campanella.

Dentro Borsa Italiana, le rotazioni si leggono bene anche per “canali”: FTSE MIB – migliori: Brunello Cucinelli (+3,2% circa), Eni (+2,3% circa), STMicroelectronics (+2,7% circa), Amplifon (+2,7% circa). Peggiori: Italgas (-2,09%), A2A (fino a -1,98% in giornata), Hera (fino a -1,67%), Poste Italiane (circa -1,34%).

FTSE Italia Mid Cap – migliori: Intercos (fino a +5,85%), Moltiply Group (fino a +3,82%), Pharmanutra (fino a +2,81%), Reply (fino a +2,56%). Peggiori: IREN (fino a -2,80%), BFF Bank (fino a -2,12%), ENAV (fino a -2,06%), Alerion Clean Power (circa -1,46%).

FTSE Italia Small Cap – migliori di giornata: Caleffi (+4,49%), Enervit (+4,17%), Irce (+2,84%), Trevi Finanziaria Industriale (in positivo fino a +3,51% in lista “best performers”). Peggiori: Aeffe (-4,52%), Trevi Finanziaria Industriale (segnalata anche tra i “worst” a -3,64% nella lista dei ribassi), Beewize (-3,31%), Dovalue (-2,63%), Italian Exhibition Group (-2,47%). È la fotografia di una giornata “di rotazione”: alcune storie corrono, altre vengono alleggerite senza troppi complimenti.

Il bilancio complessivo, però, resta quello di un’Europa che chiude con passo svelto e con un messaggio semplice: finché i rendimenti non fanno impennate improvvise e la crescita non dà segnali di frenata brusca, il mercato continua a cercare opportunità. E quando il petrolio accelera e Wall Street sostiene, anche una Piazza Affari divisa riesce comunque a strappare il segno più. 

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