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Rapporto Censis, boom di furti in casa: Roma prima per numero assoluto

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Rapporto Censis, boom di furti in casa: Roma prima per numero assoluto

Secondo il 4° Rapporto dell’Osservatorio Censis-Verisure, nel 2024 in Italia sono stati denunciati 155.590 furti in abitazione, in crescita del 5,4% rispetto al 2023. Aumentano anche le rapine in casa, 1.891 (+1,8% anno su anno). Il dato conferma che la criminalità predatoria legata alle abitazioni è tornata ai livelli pre-pandemia e in alcune aree li ha superati.

Rapporto Censis, boom di furti in casa: Roma prima per numero assoluto

Tra i comuni capoluogo, Roma guida la classifica per numero di furti in abitazione: 8.699 episodi nel 2024, pari a 31,7 ogni 10.000 abitanti. La Capitale concentra circa un furto su 18 a livello nazionale, effetto diretto della dimensione urbana e della maggiore esposizione di quartieri periferici e semicentrali.

Milano e torino completano il podio
Milano è seconda con 3.152 furti in casa (23,1 ogni 10.000 residenti), seguita da Torino con 2.024 casi denunciati (23,6 ogni 10.000). Firenze è quarta, confermando che la pressione predatoria resta più alta nelle grandi aree metropolitane, dove mobilità criminale e opportunità logistiche facilitano gli spostamenti rapidi.

La graduatoria per incidenza

Se si guarda all’incidenza per popolazione, il quadro cambia radicalmente. In questa classifica Pisa è prima con 75,7 furti ogni 10.000 abitanti, più del doppio di Roma. Seguono Modena (57,1), Bolzano (55,5), Udine (53) e Verona (50,3). Il dato mette in evidenza che le città di medie dimensioni sono statisticamente più esposte, perché il rapporto tra residenti e reati pesa di più rispetto ai grandi centri.

Il ritorno ai livelli pre-pandemia

Il Censis osserva che la dinamica dei furti è tornata in direzione crescente dopo gli anni di compressione dovuti a lockdown, mobilità ridotta e permanenza domestica. Con il ritorno alla normalità degli spostamenti, i reati predatori sono risaliti seguendo traiettorie consolidate: grandi città per volumi, centri medi per incidenza relativa.

Sicurezza domestica e percezione sociale
Il Rapporto evidenzia che i furti in casa hanno un impatto psicologico più forte rispetto ad altre tipologie di reati contro il patrimonio, perché colpiscono lo spazio privato. La percezione di insicurezza cresce in modo non lineare: anche un minor numero di episodi può incidere fortemente in territori piccoli o comunità più coese.

La geografia del rischio
Il divario tra Nord e Centro resta rilevante: le prime dieci città per incidenza sono in larga parte dell’Italia settentrionale, dove il patrimonio immobiliare è più alto e quindi più appetibile, specie nelle aree urbane ricche di seconde case o abitazioni poco presidiate per lunghi periodi. Diversa la dinamica al Sud, dove i reati predatori domestici sono più contenuti ma aumentano altri indicatori di illegalità diffusa.

Prevenzione e tecnologia
Il monitoraggio del Censis-Verisure mette in luce anche un cambiamento nel comportamento delle famiglie: cresce la domanda di sistemi di allarme e vigilanza tecnologica, spinta dall’aumento delle effrazioni e dal maggiore tempo trascorso fuori casa per lavoro. Il rapporto sottolinea che la deterrenza più efficace resta la combinazione tra sicurezza passiva (porte, finestre) e sistemi di controllo attivo.

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