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Telecomunicazioni, il contratto riparte: intesa e nuove sfide

- di: Bruno Legni
 
Telecomunicazioni, il contratto riparte: intesa e nuove sfide
Telecomunicazioni, il contratto riparte: intesa e nuove sfide
Dopo tre anni di stallo, riaperto il confronto tra Asstel e sindacati. Raggiunto un accordo in Tim su lavoro agile, premi e customer care. “Serve un nuovo equilibrio”.

(Foto: il presidente di Asstel, Pietro Labriola)

Dopo tre anni di stallo, il contratto delle Tlc si rimette in moto

A tre anni dalla scadenza, il contratto nazionale delle telecomunicazioni torna finalmente al centro del confronto. Il tavolo tra Asstel e le principali sigle sindacali si riaprirà in plenaria il 31 luglio. È il primo segnale concreto dopo un lungo periodo di impasse, sbloccato anche dal cambio ai vertici dell’associazione datoriale, con Pietro Labriola al posto di Massimo Sarmi.

L’apertura mostrata dalla nuova presidenza ha spinto i sindacati a sospendere lo sciopero nazionale previsto per il 14 luglio. Parallelamente, è arrivata un’intesa in Tim su solidarietà espansiva, lavoro agile e riorganizzazione del customer care.

Labriola tende la mano: “Il contratto non può essere una zavorra”

Il presidente di Asstel ha lanciato un messaggio al settore attraverso una lettera aperta: “Il rinnovo del contratto collettivo è un passaggio importante, ma non può significare immobilizzare”. Il rischio è che regole troppo rigide impediscano al comparto di adattarsi a trasformazioni come automazione, intelligenza artificiale e nuove competenze.

“Serve un nuovo equilibrio”, ha sottolineato Labriola. “Il contratto deve diventare uno strumento per sostenere le imprese della filiera nelle profonde trasformazioni in atto”.

Tim trova l’intesa: più flessibilità, smart working e premio più alto

Tim ha siglato con i sindacati un accordo che sarà sottoposto alle assemblee dei lavoratori. L’intesa prevede:

  • la proroga della solidarietà espansiva;
  • il rafforzamento del lavoro agile strutturato;
  • un incremento di 50 euro sul premio di risultato;
  • una revisione dei turni nel customer care;
  • la riattivazione della commissione tecnica sulle matrici operative.

“Questo è un passaggio importante che può accompagnare Tim fuori dalla logica degli ammortizzatori sociali, verso un nuovo ciclo di sviluppo”, ha commentato Alessandro Faraoni. “Innovazione, cloud, cybersicurezza: sono questi i terreni su cui il settore può rilanciarsi”.

Le Tlc italiane tra crisi, rivoluzione tecnologica e occupazione in bilico

Il rinnovo del contratto, scaduto nel 2021, è oggi un nodo cruciale. Le aziende chiedono più flessibilità per adattarsi all’evoluzione tecnologica e alla concorrenza internazionale. I sindacati pongono invece l’accento su salarizzazione e stabilità occupazionale.

Negli ultimi cinque anni il settore ha perso circa 12.000 posti di lavoro, pari a una riduzione del 15% della forza lavoro. A pesare sono stati esternalizzazioni, fusioni e una forte crescita della produttività individuale. Allo stesso tempo, cresce la domanda di nuove competenze digitali.

Lo sguardo ai contratti europei: il nodo dell’armonizzazione

Il dibattito italiano si inserisce in un quadro europeo complesso. In Francia, il contratto del settore prevede una clausola di trasformazione che si aggiorna con l’evoluzione tecnologica. In Germania prevale invece una gestione aziendale delle trasformazioni.

L’Italia mostra un ritardo nell’integrazione tra contrattazione collettiva e innovazione. La mancanza di un tavolo stabile sulle competenze digitali rallenta il processo. Il confronto del 31 luglio sarà quindi un momento strategico per ripensare le relazioni industriali.

Sindacati pronti a trattare, ma con condizioni chiare

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil accolgono con cauto ottimismo la riapertura del tavolo. “La disponibilità al confronto va colta, ma senza arretramenti su diritti fondamentali”, dichiarano i segretari generali.

Le priorità sono chiare: aumento dei minimi salariali, riduzione dei carichi di lavoro e formazione continua. “La trasformazione digitale non può essere una scusa per comprimere il lavoro, ma deve diventare una leva di qualità”.

Verso il 31 luglio: una partita ancora tutta da giocare

Il primo incontro segna solo l’inizio. Il rinnovo del contratto diventa un banco di prova per l’intero sistema industriale. La vera sfida è costruire un equilibrio dinamico tra flessibilità e diritti.

In questo, il settore delle telecomunicazioni può – e deve – tornare a essere un laboratorio d’avanguardia.

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