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Manovra 2025: congedo all’80% e nuove detrazioni per le famiglie

- di: Marta Giannoni
 
Manovra 2025: congedo all’80% e nuove detrazioni per le famiglie
Manovra 2025 famiglie: congedo all’80% e nuove detrazioni
Un tuffo nei dettagli della manovra 2025: congedo parentale più remunerativo, bonus figli e famiglie al centro.

Famiglia al centro: il congedo parentale sale all’80% per tre mesi

La legge di bilancio 2025 ha introdotto una svolta concreta sulla conciliazione tra lavoro e cura: per i genitori lavoratori dipendenti, il congedo parentale prevede ora tre mesi retribuiti all’80% della retribuzione. La misura rende più semplice programmare il rientro e stabilizza un sostegno economico che, finora, era frammentato e meno generoso.

Il principio è pragmatico: il periodo meglio indennizzato può essere utilizzato in modo flessibile, da uno o da entrambi i genitori, entro i primi anni di vita del figlio. È un passaggio che cambia la sostanza, non solo il racconto, e che riconosce valore economico al tempo di cura.

Esempio concreto: chi ha terminato il congedo di maternità o paternità obbligatoria dopo il 31 dicembre 2024 può attivare i tre mesi all’80%, mentre i mesi successivi restano al 30% secondo le regole ordinarie. Non è un cerotto, è una scelta strutturale a favore della genitorialità condivisa.

Bonus e agevolazioni: un mosaico fatto su misura per la famiglia

La manovra non si limita al congedo. Il perimetro del welfare familiare si allarga con un ventaglio di misure fiscali e contributive.

  • Bonus “nuove nascite”. Un assegno una tantum di 1.000 euro per ogni nuovo nato o adottato dal 1° gennaio 2025, con soglie ISEE mirate a intercettare i nuclei più esposti.
  • Bonus asilo nido. Rafforzato, con accesso semplificato e platea ampia, per sostenere le spese dei servizi educativi nella prima infanzia.
  • Carta “Dedicata a te”. Una ricarica da 500 euro destinata ai nuclei numerosi con ISEE contenuto, utilizzabile per beni essenziali, carburanti o trasporti.
  • Quoziente familiare e detrazioni figli. Sperimentazione di meccanismi più equi nella ripartizione del carico fiscale, con detrazioni per figli a carico più inclusive e attenzione alle famiglie numerose.
  • Mense e attività extrascolastiche. Un fondo triennale per attività tra i 6 e i 14 anni e risorse dedicate alla mensa scolastica contro la povertà alimentare.

Non si tratta di bonus estemporanei: il disegno è quello di un ecosistema familiare più robusto, capace di accompagnare le scelte di natalità e la vita lavorativa dei genitori.

Scenari politici e prossime tappe: tra promesse e cautela

Le proposte maturano in un contesto politico definito. Noi Moderati insiste sull’asse stipendi–famiglia. “Le nostre priorità sono aumentare gli stipendi, soprattutto dei giovani, e continuare a sostenere le famiglie, rafforzando il congedo parentale e le detrazioni per i figli”, ha dichiarato Maurizio Lupi.

Forza Italia punta su esenzione contributiva per i lavoratori a bassa paga e su detassazione di straordinari e festivi, ma con realismo sui tempi. “Non so se si potrà fare tutto in una manovra, ma in prospettiva si dovrà lavorare in questa direzione”, ha affermato Antonio Tajani.

Dal lato degli enti locali, le Province, tramite Upi, chiedono un piano triennale per l’edilizia scolastica per garantire sicurezza e modernizzazione delle scuole secondarie superiori, mentre al Ministero dell’Economia prosegue il confronto tecnico sulle risorse disponibili.

Nelle prossime giornate i dati sulle entrate e gli indirizzi che matureranno nei principali appuntamenti economici chiariranno la scaletta delle priorità, tra ciò che entra subito in manovra e ciò che sarà sviluppato nel corso dell’anno.

Un welfare familiare più coerente

La traiettoria è netta: tre mesi all’80% di congedo come pilastro, un pacchetto di detrazioni e bonus mirati a sostenere natalità, scuola e lavoro, e un cantiere fiscale che guarda a salari e famiglie. L’obiettivo è passare da misure “una tantum” a un impianto stabile che renda prevedibili le scelte di vita e di carriera. 

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