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L’Opinione / IBL: Tesoro nascosto, spreco garantito. Il paradosso degli immobili pubblici

- di: Jole Rosati
 
L’Opinione / IBL: Tesoro nascosto, spreco garantito. Il paradosso degli immobili pubblici

L’Istituto Bruno Leoni rilancia la sfida: 300 miliardi bloccati tra burocrazia e inerzia politica. Giorgetti ci crede, ma servono competenze e coraggio.

(Foto: Alberto Mingardi, Direttore Generale dell'Istituto Bruno Leoni)

La valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico rappresenta, da decenni, una delle grandi promesse mancate della politica italiana. A rilanciare il tema è stato di recente il nuovo piano industriale di Invimit, la società del Ministero dell’Economia incaricata di trasformare in valore gli immobili pubblici. Ma come evidenzia l’Istituto Bruno Leoni (IBL) in un brillante editoriale, serve ben più di un annuncio per far sì che, questa volta, sia davvero la volta buona.
Il piano presentato da Invimit, spiega l’IBL, si articola su due direttrici. La prima punta a conferire parte degli immobili in fondi immobiliari, mentre la seconda – “quella più interessante”, sottolinea l’Istituto – riguarda i grandi edifici non più utilizzati per fini pubblici, come ex caserme, ospedali e colonie, spesso situati in aree strategiche. Qui l’intento è promuovere processi di riqualificazione in sinergia col mercato, così da far emergere un valore latente da troppo tempo ignorato.
Come puntualizza il report dell’IBL, si stima che il patrimonio pubblico immobiliare abbia un valore potenziale vicino ai 300 miliardi di euro. Di questi, circa il 76% è in mano agli enti locali. “Anche valorizzare solo una piccola quota – osserva l’IBL – significherebbe ridurre il debito pubblico e restituire un uso più efficiente a volumi sottoutilizzati, spesso collocati in aree di pregio”.
Non è la prima volta che il tema viene sollevato. L’Istituto Bruno Leoni ricorda come già nel 2008, in collaborazione con la Fondazione Magna Carta, avesse sollevato la questione. Da allora – annota con lucidità – sono stati scritti molti buoni propositi in varie leggi di bilancio, ma i risultati concreti restano esigui. Il nodo, secondo l’IBL, è nella complessità tecnica e burocratica del processo: “valorizzare un immobile significa interloquire con più amministrazioni, ottenere cambi di destinazione d’uso, mettere in campo risorse e competenze”.
E qui, afferma con chiarezza l’IBL, entra in gioco la politica. Due sono gli ingredienti fondamentali: competenza e volontà. Se la prima può essere acquisita coinvolgendo professionisti del settore, la seconda – ammonisce l’Istituto, parafrasando Manzoni – “nessuno se la può dare”. Per questo, il ruolo del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sarà determinante. Finora – osserva l’IBL – ha mostrato di comprendere la portata del problema. Bisogna sperare che tenga duro”.
In sintesi, l’Istituto Bruno Leoni rilancia un messaggio chiaro: il patrimonio pubblico può diventare una leva per ridurre il debito e rilanciare pezzi dimenticati del tessuto urbano. Ma servono decisioni rapide, professionalità e soprattutto una politica che scelga davvero di agire.


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