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Pop Sondrio, Bper cambia marcia: Casini verso la presidenza

- di: Jole Rosati
 
Pop Sondrio, Bper cambia marcia: Casini verso la presidenza
Pop Sondrio: Bper cambia marcia, Casini verso la presidenza
Un board nuovo in tre “scaglioni”, l’era Pedranzini tramonta. Il 15 settembre l’assemblea che sancirà la svolta targata Modena.

(Foto: Andrea Casini, probabile nuovo presidente di Banca Popolare di Sondrio).

La partita della governance di Banca Popolare di Sondrio entra nella fase decisiva e la regia è ormai chiarissima: Bper Banca, che oggi detiene poco più dell’80,6% dell’istituto valtellinese, ha depositato tre liste per rinnovare l’intero consiglio di amministrazione in assemblea il 15 settembre. Nelle proposte non compare Mario Alberto Pedranzini; per la presidenza il nome è Andrea Casini, manager di lungo corso (già co-CEO Commercial Banking Italy di UniCredit). È il segno di un passaggio di consegne netto, che chiude una stagione e ne apre un’altra, con Modena al timone.

Le liste depositate

Le tre liste Bper sono articolate per scadenze differenziate. Lista n. 1 (mandato fino al bilancio 2025): Gabriele Beni (indipendente), Annamaria Massimetti, Silvia Stefini (indipendente), Cristiano Cincotti (indipendente), Simone Marcucci. Lista n. 2 (fino al bilancio 2026): Andrea Casini (indipendente, candidato presidente), Elvio Sonnino, Séverine Mélissa Harmine Neervoort (indipendente), Maria Chiara Malaguti (indipendente), Pierluigi Molla. Lista n. 3 (fino al bilancio 2027): Giuseppe Recchi (indipendente), Alessandra Ruzzu (indipendente), Elena Conforti, Roberto Giay, Stefano Vittorio Kuhn. I nomi sono stati resi pubblici dalla banca in data 25 agosto 2025.

Il segnale dell’assenza di Pedranzini

L’uscita di scena di Pedranzini dalle liste è un fatto politico oltre che societario. Arriva dopo il Cda del 5 agosto, quando — preso atto degli esiti dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) di Bper — i consiglieri, con la sola eccezione del vicepresidente Lino Enrico Stoppani, hanno rimesso il mandato con efficacia alla data del rinnovo. Da lì la convocazione dell’assemblea per il 15 settembre alle 10, nella sede di Sondrio. Il quadro, fissato nei comunicati ufficiali, prepara un rinnovo integrale del board.

Perché Bper spinge sull’integrazione

Il baricentro della partita è spostato da mesi. Tra giugno e luglio l’Opas di Bper ha superato le soglie chiave: prima oltre il 58% alla chiusura del periodo di adesione, poi sopra il 66,67% con la riapertura dei termini, fino al traguardo dell’80,69% al termine della finestra del 25 luglio. Gianni Franco Papa, ad Bper, ha parlato di “nuovo percorso di crescita” e di un rafforzamento tra i principali player del Paese: parole che spiegano l’urgenza di allineare la governance di Sondrio al progetto del gruppo.

Casini, profilo di un presidente “di sistema”

Andrea Casini, classe 1963, è stato Co-CEO Commercial Banking Italy di UniCredit dal 2016 al 2022, dopo un lungo percorso nel gruppo (Bulgaria e Italia) e incarichi in società collegate. Un profilo da presidente operativo, con sensibilità industriale e capacità di relazione con territori e corporate.

Cosa succede in assemblea

La struttura “a scaglioni” delle tre liste (con mandati che scadono nel 2025, 2026 e 2027) consente a Bper di stabilizzare progressivamente il consiglio a 15 e di dosare il rinnovo nel triennio, garantendo continuità ma anche forte impronta strategica. L’assemblea — convocata a Sondrio — ratificherà revoche e nomine, determinando anche i compensi. Il materiale assembleare, compreso l’avviso, è disponibile sul sito istituzionale e su eMarket Storage. È una road map senza ambiguità.

La cornice: mercato e vigilanza

La mossa di Bper si inserisce nella fase più matura del consolidamento bancario italiano. A inizio febbraio l’offerta su Sondrio (all-share, poi ritoccata con una componente cash) era stata annunciata come tassello strategico, con Unipol azionista comune a sostegno. A fine luglio Fitch Ratings ha letto l’acquisizione come un miglioramento delle prospettive di medio periodo per Bper, con buffer di capitale adeguato ad assorbire l’operazione. Sono segnali che indicano un’integrazione irreversibile, benché il delisting non sia scattato: le azioni di Pop Sondrio restano in negoziazione su Euronext Milan.

I dossier sul tavolo del nuovo cda

La priorità è la governance: elezione del presidente, individuazione dell’amministratore delegato e delle deleghe, allineamento dei comitati, piano di integrazione operativa con Modena. Poi capillarità territoriale, credibilità sui conti in una fase di tassi discendenti e sinergie industriali (IT, risk, crediti, prodotti). Nel perimetro, il tema dividendi/payout rimane sensibile: nei mesi scorsi Pop Sondrio aveva rivendicato obiettivi ambiziosi di redditività e distribuzione per difendere l’indipendenza. Quei target oggi diventano benchmark interni nella nuova geografia del gruppo.

Le parole che pesano

“Diamo inizio a un nuovo percorso di crescita che accelererà significativamente il raggiungimento degli obiettivi del nostro piano industriale”, ha dichiarato Gianni Franco Papa il 25 luglio 2025 commentando l’80,69% in Pop Sondrio. È una frase-programma che, letta insieme alla candidatura Casini e alla non riconferma di Pedranzini, racconta il progetto: centralità al gruppo, tempi rapidi, leadership definita.

Date, luoghi e fonti

  • Sondrio, 5 agosto 2025 — Convocazione assemblea e dimissioni dei consiglieri.
  • Sondrio, 25 agosto 2025 — Pubblicazione liste complete presentate da Bper con dettaglio dei candidati.
  • Modena/Roma, 25 luglio 2025 — Esito Opas all’80,69% e dichiarazioni dell’ad Papa.
  • Milano, luglio 2025 — Cronologia riapertura termini e superamento soglie.
  • Londra/Milano, 31 luglio 2025 — Valutazione Fitch Ratings sull’impatto dell’acquisizione.
  • Roma, 6 febbraio 2025 — Quadro dell’offerta e contesto M&A.
  • Milano, 25–26 agosto 2025 — Rassegna su candidature e profilo Casini.

Un’integrazione rapida e controllata

La nuova Pop Sondrio che uscirà dall’assemblea del 15 settembre è, nella sostanza, una banca del gruppo Bper. La candidatura Casini alla presidenza, l’architettura delle liste e la scelta di non riproporre Pedranzini dicono una cosa semplice: Modena vuole un’integrazione rapida e controllata. Il mercato e i rating la leggono come una scalata strategica; agli amministratori che verranno spetterà trasformarla in sinergie misurabili e in un profilo di crescita sostenibile, senza disperdere il valore del radicamento valtellinese.

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