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Edilizia, Geometri: “Con meno di 2 miliardi lo Stato può sostenere la riqualificazione energetica”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Edilizia, Geometri: “Con meno di 2 miliardi lo Stato può sostenere la riqualificazione energetica”

Con un investimento pubblico inferiore ai 2 miliardi di euro l’anno, lo Stato potrebbe garantire un piano strutturale di riqualificazione e rigenerazione energetica degli edifici, con effetti positivi su crescita, occupazione e sostenibilità. È quanto emerge da uno studio del Consiglio nazionale dei Geometri, elaborato in collaborazione con Ance, che delinea un sistema di incentivi fiscali più sostenibile rispetto al Superbonus 110%, ma capace di mantenere un forte impatto economico e sociale.

Edilizia, Geometri: “Con meno di 2 miliardi lo Stato può sostenere la riqualificazione energetica”

Secondo l’analisi, gli incentivi alla riqualificazione edilizia non si limitano a sostenere il comparto delle costruzioni, ma producono un effetto moltiplicatore sull’intera economia italiana, generando valore aggiunto, nuova occupazione e un aumento del gettito fiscale.
Il modello analitico Ance scompone i costi degli interventi in materiali, manodopera, progettazione e sicurezza, rilevando che circa il 34% della spesa complessiva è destinato a salari e stipendi netti. Queste risorse alimentano un consistente flusso di entrate contributive e fiscali (Irpef, Inps, Inail) stimato in oltre 3,3 miliardi di euro.

Il gettito Iva, invece, non si limita alle spese dirette per i lavori, ma si estende ai consumi indotti dai redditi generati, con un’incidenza media del 15,2%. Questo effetto, secondo i calcoli dei Geometri, produce ulteriori centinaia di milioni di euro in entrate per lo Stato, contribuendo a compensare parzialmente il costo fiscale degli incentivi.

Aliquote più basse, impatto più stabile

Il piano ipotizza aliquote agevolate differenziate: 55% e 65% per gli interventi a favore delle famiglie in povertà energetica, e un’aliquota base al 36% per la riqualificazione ordinaria.
L’impatto sul bilancio pubblico, evidenzia lo studio, non supererebbe i 2 miliardi di euro annui, una cifra di gran lunga inferiore ai 13 miliardi spesi all’avvio del Superbonus 110%.

La misura, spiegano i promotori, avrebbe inoltre il vantaggio di essere più equilibrata e prevedibile, evitando squilibri di mercato e distorsioni speculative. Il gettito proveniente dagli interventi meno agevolati contribuirebbe a compensare le minori entrate legate ai lavori con aliquote più alte, assicurando un bilanciamento complessivo.

Stabilità e controlli per evitare nuove “bolle”
Per garantire l’efficacia della misura, la categoria dei Geometri propone un quadro di policy stabile e pluriennale, che copra il periodo 2025-2030. Il documento individua alcune linee operative ritenute cruciali per evitare gli errori del passato e favorire un mercato edilizio più sano:

Programmazione stabile e coerente nel tempo, per ridurre l’incertezza normativa che in passato ha generato dinamiche speculative.

Sistema di monitoraggio e verifiche periodiche, volto a valutare costi, risultati energetici ed effetti sociali.

Semplificazione amministrativa
, per rendere più accessibili gli incentivi, in particolare nei condomìni, e facilitare la cessione del credito.

Focus sulle fasce vulnerabili, con strumenti mirati come sconti in fattura e linee di credito agevolate.

Gestione trasparente e condivisa, con il coinvolgimento di professionisti qualificati e delle istituzioni locali.

Una strategia per un’edilizia sostenibile
Il modello proposto punta a una transizione edilizia “verde” e socialmente equa, capace di ridurre i consumi energetici, riqualificare il patrimonio immobiliare e creare occupazione stabile. Secondo il Consiglio nazionale dei Geometri, il settore delle costruzioni può tornare a essere un motore di sviluppo, ma servono regole certe, incentivi calibrati e governance trasparente.

“Un sistema di incentivi strutturato e sostenibile – si legge nello studio – non solo rilancerebbe il comparto edilizio, ma favorirebbe la riduzione della povertà energetica e contribuirebbe agli obiettivi di neutralità climatica”.

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