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Produzione industriale, Istat: a settembre +2,8%, ma il terzo trimestre chiude in calo (-0,5%)

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Produzione industriale, Istat: a settembre +2,8%, ma il terzo trimestre chiude in calo (-0,5%)

Dopo la flessione di agosto, la produzione industriale torna a crescere. Secondo le stime diffuse dall’Istat, a settembre 2025 l’indice destagionalizzato registra un incremento congiunturale del +2,8% rispetto al mese precedente, recuperando integralmente la contrazione estiva. L’aumento mensile è diffuso a tutti i principali comparti produttivi, ma la media del terzo trimestre mostra comunque un calo dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti.

Produzione industriale, Istat: a settembre +2,8%

Il rialzo di settembre è trainato in particolare dal comparto energetico, che segna un +5,4% su base congiunturale. Seguono gli incrementi dei beni strumentali (+1,4%), dei beni intermedi (+1,3%) e dei beni di consumo (+1,0%).

L’istituto di statistica evidenzia che la dinamica positiva di settembre compensa la flessione registrata ad agosto, ma non è sufficiente a invertire il trend del trimestre: nel complesso, la produzione industriale tra luglio e settembre risulta infatti in leggera contrazione, confermando la fase di rallentamento che caratterizza il 2025.

Andamento tendenziale: +1,5% su base annua
Corretto per gli effetti di calendario, l’indice generale della produzione industriale segna a settembre un aumento tendenziale dell’1,5% rispetto allo stesso mese del 2024. Il mese ha contato 22 giornate lavorative contro le 21 di settembre dell’anno precedente.

L’aumento su base annua è esteso a tutti i comparti: i beni di consumo crescono del +2,3%, i beni intermedi del +1,3%, mentre risultano più contenuti i progressi dei beni strumentali (+0,9%) e dell’energia (+0,6%).

I settori in maggiore espansione
Nel dettaglio per settore di attività economica, spicca la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, che registra un incremento del +12,3% su base annua, confermando il ruolo trainante delle tecnologie digitali.
Molto positivo anche l’andamento delle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco, in crescita del +9,2%, e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici, che segna un +3,8%.

I comparti in difficoltà
Restano invece in sofferenza i settori tradizionali del made in Italy. Le industrie tessili, dell’abbigliamento, delle pelli e degli accessori registrano una contrazione del -4,4%, mentre l’industria del legno, della carta e della stampa cala del -4,1%. In diminuzione anche la fabbricazione di prodotti chimici, con una variazione negativa del -4,0% rispetto a un anno fa.

Quadro congiunturale e prospettive
L’Istat sottolinea come il risultato di settembre “mostri un diffuso miglioramento congiunturale, ma all’interno di un contesto economico ancora debole”. La variazione positiva mensile consente di “recuperare i livelli di attività pre-estivi”, ma non modifica il quadro trimestrale, che rimane negativo.

Gli analisti osservano che l’andamento disomogeneo tra i diversi settori riflette il rallentamento della domanda europea e l’incertezza sui mercati internazionali, fattori che continuano a influenzare gli ordini industriali.

Un rimbalzo che non cambia il trend

La crescita di settembre, seppur significativa, viene considerata dagli esperti come un rimbalzo tecnico dopo la caduta di agosto. Il dato trimestrale, con un -0,5%, indica che l’industria italiana fatica ancora a ritrovare una traiettoria stabile di espansione.

In prospettiva, l’evoluzione dei prezzi energetici, la stabilità dei consumi interni e la ripresa della domanda estera saranno determinanti per consolidare la ripartenza del comparto manifatturiero.

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