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Piazza Affari +0,32%: banche e Avio brillano, Europa fiacca

- di: Matteo Borrelli
 
Piazza Affari +0,32%: banche e Avio brillano, Europa fiacca
Piazza Affari +0,32%: banche e Avio brillano, Europa fiacca

Milano +0,32% con banche e aerospazio in testa, Avio in rally. Europa cauta, petrolio in corsa, oro tonico. Spread in lieve aumento; Wall Street prudente a metà seduta. Dati completi su valute e materie prime.

Milano chiude la settimana con un lieve rialzo tra record bancari e rally di Avio, listini europei fermi in attesa di Fitch e Fed; dollaro debole, oro stabile, spread in lieve crescita, Wall Street cauta a metà seduta

Milano chiude meglio d’Europa

Il Ftse Mib archivia la settimana con un +0,32% a quota 42.566 punti, inanellando il quinto rialzo consecutivo e confermando la forza relativa di Piazza Affari. A trascinare il listino sono ancora una volta le banche, con Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca protagoniste assolute dopo il successo dell’operazione di Siena su Piazzetta Cuccia. Il titolo Mps avanza del 3,5%, Mediobanca segue con +3,38%. Bene anche Banco Bpm, in crescita del 2,07%, ormai entrato stabilmente nel radar delle possibili partite di risiko bancario che potrebbero ridisegnare la mappa del credito italiano nei prossimi mesi.

Fuori dal comparto finanziario, ottima la prova di Prysmian (+1,72%) e A2a (+1,5%). Leonardo guadagna l’1,43% grazie al traino di Avio, che mette a segno un clamoroso +12,7% dopo l’approvazione del nuovo piano industriale con aumento di capitale da 400 milioni di euro per consolidare la presenza nei mercati europei e americani.

Titoli sotto pressione

Sul fronte opposto, Stellantis cede l’1,84% e guida i ribassi, riflettendo la debolezza del comparto automobilistico europeo, penalizzato dalle incertezze regolamentari. La Commissione Ue ha fatto sapere di voler rivedere “il prima possibile” il divieto del 2035 per i motori a combustione, ma il settore non reagisce: a Francoforte Mercedes perde l’1%, Volkswagen lo 0,88%, Porsche l’1%, a Parigi Renault cede lo 0,52%.

Tra i farmaceutici, Recordati segna −1,28% e DiaSorin −1,2%, mentre Amplifon lascia sul terreno l’1,04%. Nel comparto Mid Cap e Small Cap si registrano vendite su Cembre (−4,2%), NewPrinces (−3,39%), Sanlorenzo (−3,24%) e Ferragamo (−3,08%).

Europa fiacca, occhi su Fitch e sulla Fed

Il resto d’Europa chiude in ordine sparso, in una giornata di consolidamento dopo i recenti guadagni. Francoforte cede lo 0,02% con il Dax a 23.698 punti, Parigi si muove appena sopra la parità (+0,02%), Londra arretra dello 0,15% e Madrid dello 0,11%. Amsterdam è l’unica Borsa a mostrare un segno positivo più netto con +0,35%.

Gli investitori hanno scelto la prudenza in vista della decisione di Fitch sul rating della Francia, attesa in serata. Un eventuale downgrade potrebbe avere ricadute sull’intera area euro.

Settori in evidenza in Europa

A livello settoriale, le materie prime si mettono in luce con il sottoindice Euro Stoxx in rialzo, bene anche gli assicurativi. Male invece i farmaceutici, penalizzati da prese di beneficio e da alcuni downgrade.

Tra i singoli titoli, a Zurigo scivola Novartis dopo una revisione al ribasso; a Londra Ocado accusa un pesante calo a seguito dei dubbi del partner statunitense sulla sostenibilità della rete di magazzini automatizzati. In positivo, Vallourec a Parigi grazie a un contratto miliardario, mentre a Francoforte Hannover Re beneficia di nuove raccomandazioni favorevoli.

Valute e materie prime

Sul fronte valutario l’euro resta stabile contro il dollaro a quota 1,1718, mentre lo yen scambia intorno a 173,33 per euro. Il biglietto verde mostra qualche segno di debolezza in attesa della riunione della Federal Reserve del 17 settembre, dalla quale il mercato si attende un nuovo taglio dei tassi.

Le materie prime restano vivaci: il petrolio Brent sale a 67,5 dollari al barile (circa +1,6%), il WTI viaggia intorno a 63,3 dollari (+1,5%). Il gas naturale europeo (TTF) avanza di circa +1,3% con quotazioni a ridosso dei 30 euro/MWh, complice il calo delle scorte e le tensioni geopolitiche. L’oro consolida la fase di forza e chiude la settimana a 3.646 dollari l’oncia, mantenendo il suo ruolo di bene rifugio.

Spread e tassi

Il differenziale Btp-Bund si muove in lieve rialzo a quota 88 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,52%. Il movimento riflette un atteggiamento attendista del mercato obbligazionario in attesa della Fed, ma anche i timori legati all’eventuale revisione del rating francese.

La Banca centrale europea si muove su un terreno delicato: la presidente Christine Lagarde ha ribadito che “il processo di disinflazione nell’area euro si è sostanzialmente arrestato”, ma l’istituto “resta ben posizionato per fronteggiare i rischi”. Il governatore della Banque de France, François Villeroy de Galhau, non esclude un ulteriore taglio dei tassi: “Un’ultima riduzione non è impossibile, ma dipenderà dall’evoluzione dei dati”.

Wall Street a metà giornata

Quando in Italia erano le 17:40 (11:40 a New York), Wall Street si muoveva in modo cauto dopo i record dei giorni precedenti. Il Dow Jones segnava circa −0,15%, lo S&P 500 galleggiava sulla parità, mentre il Nasdaq mostrava un leggero rialzo.

Il mercato Usa, che ha archiviato la seduta di ieri con guadagni robusti (Dow +1,36%, S&P 500 +0,85%), sembra prendere fiato, mentre cresce la speculazione sulla decisione della Fed. Come sintetizzano alcuni desk, “un taglio dei tassi a settembre è ormai quasi certo, ma il ritmo delle mosse successive dipenderà dall’andamento dell’inflazione core” (analisti J.P. Morgan).

Il bilancio della settimana

In sintesi, la settimana si chiude con un’Europa fiacca, appesantita da timori macro e in attesa di decisioni cruciali sul fronte del credito sovrano e delle politiche monetarie. Milano si conferma tra i listini più vivaci grazie alla forza del comparto bancario e al rally di Avio, che ha catalizzato l’attenzione degli investitori.

Lo scenario resta complesso: il dollaro debole e il petrolio in crescita segnalano la tensione dei mercati, mentre lo spread rimane sorvegliato speciale. La prossima settimana sarà decisiva, con la Francia sotto la lente di Fitch e la Fed chiamata a dare risposte chiare.

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