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Pensione posticipata: esenzione Irpef anche ai dipendenti pubblici

- di: Bruno Coletta
 
Pensione posticipata: esenzione Irpef anche ai dipendenti pubblici
Pensione rinviata: esenzione Irpef anche ai dipendenti pubblici
L’interpello 247/E riconosce l’esenzione fiscale anche per chi è iscritto alle forme “esclusive” dell’AGO (Gestione pubblica) — ecco tutti i dettagli, requisiti e le novità.

(Foto: il calcolo della pensione posticipata cambia con l'estensione del beneficio Irpef).

Una svolta per i dipendenti pubblici. Con l’interpello n. 247/E del 18 settembre 2025 l’amministrazione finanziaria ha chiarito che l’esclusione dall’Irpef sulla parte di retribuzione che sostituisce la quota contributiva a carico del lavoratore si applica anche agli iscritti alle forme esclusive dell’AGO, come la Gestione pubblica. La misura nasce dal combinato disposto della normativa 2023, aggiornata con la Legge di Bilancio 2025, e consente a chi rinvia la pensione di ricevere in busta paga l’importo corrispondente alla propria contribuzione, senza tassazione ai fini Irpef.

Cos’è l’incentivo al posticipo del pensionamento

L’incentivo consente al dipendente che ha raggiunto il primo diritto utile alla pensione di rinunciare all’accredito contributivo della quota a proprio carico. In tal caso, il datore di lavoro è liberato dall’obbligo di versare quella quota all’ente previdenziale e deve corrisponderla integralmente in busta paga al lavoratore.

Il meccanismo si applica ai lavoratori dipendenti iscritti all’AGO e alle forme sostitutive o esclusive. La non imponibilità Irpef discende dall’articolo 51, comma 2, i-bis del TUIR, come interpretato alla luce delle modifiche introdotte nel 2025.

Quali requisiti devono essere soddisfatti

  • Rapporto di lavoro dipendente nel settore pubblico o privato, con iscrizione all’AGO o a forme sostitutive/esclusive.
  • Maturazione dei requisiti entro il 31 dicembre 2025 per pensione anticipata flessibile o per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi per le donne).
  • Esercizio formale della rinuncia all’accredito contributivo per la quota a proprio carico.

Cosa cambia con la legge di bilancio 2025

Prima dell’aggiornamento, il perimetro dell’agevolazione fiscale richiamava solo gli iscritti all’AGO e alle forme sostitutive. La novità del 2025 amplia l’ambito soggettivo includendo anche gli iscritti alle forme esclusive, con pieno riconoscimento per la Gestione pubblica. Così, la finalità pro-lavoro dell’incentivo non viene vanificata e il trattamento fiscale è uniforme tra pubblico e privato.

Effetti fiscali e previdenziali

Le somme erogate in busta paga in luogo della contribuzione non concorrono al reddito di lavoro dipendente. Restano ovviamente ferme le altre componenti previdenziali e gli adempimenti contabili e di payroll che datore di lavoro e amministrazioni devono gestire. L’agevolazione opera a partire dalla prima scadenza utile per il pensionamento, dopo la maturazione dei requisiti.

Criticità operative e tempi

Il quadro è chiaro, ma richiede attenzione: occorre verificare puntualmente requisiti anagrafici e contributivi, corretta iscrizione previdenziale e rinuncia formalizzata dal lavoratore. Ai fini amministrativi devono essere gestiti cedolini, flussi e codifiche coerenti con il regime di esenzione. La finestra normativa fa riferimento al 31 dicembre 2025 per la maturazione dei requisiti: oltre tale data servirà valutare eventuali proroghe o nuovi interventi. 

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