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Petrolio giù: l’Iran torna in scena, i mercati tremano

- di: Marta Giannoni
 
Petrolio giù: l’Iran torna in scena, i mercati tremano
L’accordo nucleare tra USA e Iran fa crollare i prezzi del greggio, tra timori di sovrapproduzione e nuove dinamiche geopolitiche.
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Il ritorno dell’Iran sul mercato petrolifero
I prezzi del petrolio hanno subito un calo significativo, con il Brent e il WTI che hanno perso oltre il 3% del loro valore. Questo movimento è stato innescato dalle dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha annunciato progressi sostanziali nelle negoziazioni per un nuovo accordo nucleare con l’Iran. Secondo Trump, Teheran avrebbe “in un certo senso” accettato i termini proposti, aprendo la strada a una possibile revoca delle sanzioni economiche .
La prospettiva di un ritorno del petrolio iraniano sul mercato globale ha immediatamente influenzato le aspettative degli investitori, preoccupati per un potenziale eccesso di offerta. Attualmente, l’Iran esporta circa 1,6 milioni di barili al giorno, principalmente attraverso canali non ufficiali verso la Cina. Tuttavia, con la revoca delle sanzioni, si stima che Teheran potrebbe aumentare le esportazioni fino a 2 milioni di barili al giorno entro un anno.

Le dinamiche dell’accordo nucleare
Le negoziazioni tra Stati Uniti e Iran hanno visto una serie di proposte e controproposte. L’Iran ha mostrato disponibilità a limitare l’arricchimento dell’uranio e a permettere ispezioni internazionali in cambio della revoca delle sanzioni. Tuttavia, persistono divergenze su questioni chiave, come il diritto dell’Iran a mantenere un programma nucleare civile e le garanzie contro un’eventuale uscita unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo. 
Ali Shamkhani, consigliere del leader supremo iraniano, ha dichiarato che l’Iran è disposto a rinunciare permanentemente alle armi nucleari e a ridurre le scorte di uranio arricchito a livelli civili, a condizione che tutte le sanzioni economiche vengano revocate.

Impatti sul mercato globale
La possibilità di un aumento dell’offerta di petrolio ha sollevato preoccupazioni tra gli analisti. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha previsto che l’offerta globale di petrolio aumenterà di 1,6 milioni di barili al giorno nel 2025, superando la crescita della domanda e portando a un incremento delle scorte.
Parallelamente, i dati economici statunitensi hanno mostrato un calo inatteso dell’indice dei prezzi alla produzione (PPI) dello 0,5% ad aprile, il più grande dal 2009. Questo ha alimentato ulteriori timori di una domanda debole e ha contribuito al calo dei prezzi del petrolio.

Reazioni e prospettive future
Le dichiarazioni di Trump e le notizie sulle negoziazioni hanno avuto un impatto immediato sui mercati finanziari. Wall Street ha aperto in calo, influenzata sia dal ribasso dei prezzi del petrolio che dai dati economici deludenti. 
Mentre le trattative tra Stati Uniti e Iran proseguono, gli operatori di mercato rimangono in attesa di sviluppi concreti. Un eventuale accordo potrebbe ridisegnare le dinamiche del mercato petrolifero globale, influenzando non solo i prezzi, ma anche le strategie energetiche dei principali attori internazionali.

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