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Bilancio Pirelli blindato. Intelligenza made in Italy guida la riscossa

- di: Bruno Legni
 
Bilancio Pirelli blindato. Intelligenza made in Italy guida la riscossa
Cyber Tyre in Puglia, sfida geopolitica Usa-Cina e fiducia nel futuro: commento completo.
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Gerarchie elastiche: il bilancio “troppo bello per non passare”
Marco Tronchetti Provera (foto), vicepresidente esecutivo di Pirelli, non lascia spazio a dubbi: il bilancio del 2024 “passerà” all’assemblea di giovedì prossimo. In un incontro con la stampa a Bari, a margine della firma dell’intesa con la Regione Puglia, ha descritto il risultato come “troppo bello per non farlo passare”, definendolo “straordinario, migliore di decenni”.
L’affermazione giunge pochi giorni dopo la dichiarazione di decadenza del controllo da parte del socio cinese Sinochem, che non ha approvato né bilancio né trimestrale: un gesto che ha acceso il confronto tra alleati azionari, durante il quale Tronchetti non ha lesinato chiarimenti. Ha sottolineato che “gli azionisti hanno fiducia in Pirelli” ed ha avvertito: “Non accetto che si pongano limiti alla crescita di un’azienda che dà lavoro a decine di migliaia di persone, senza creare vincoli per interessi non noti” .
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Cyber Tyre in Puglia: la tecnologia che ‘ascolta’ le strade
Nello stesso evento, è stato presentato il primo progetto pilota italiano con pneumatici intelligenti per il monitoraggio stradale. Grazie a Cyber Tyre, Pirelli fornirà ai veicoli di servizio regionali pneumatici dotati di sensori in grado di raccogliere dati sulla fragilità dell’asfalto, da inviare a piattaforme cloud per mappe in tempo reale.
Con l’integrazione dei dispositivi visivi “Univrses”, il sistema diventerà multicanale: rilevazione algoritmica + visiva selettiva. Il governatore Michele Emiliano ha definito l’accordo “storico” e “senza oneri per la Regione, ma prezioso per la sicurezza dei cittadini”. 
Le prime auto equipaggiate saranno in strada da luglio, mentre Provera ha ribadito: “Cyber Tyre è il cuore dell’innovazione”.
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La partita americana: norme, sensori e governance
Il futuro globale di Pirelli resta segnato dagli Stati Uniti — mercato che pesa per il 40 % delle vendite tecnologiche legate agli pneumatici. Tuttavia, le nuove restrizioni americane sui “connected vehicles” vietano hardware e software provenienti da aziende controllate da società cinesi, includendo di fatto la tecnologia Cyber Tyre.
Tronchetti ha ammesso: “le nuove norme americane pongono limiti” e ha precisato che si lavora “per adeguarci alla normativa Usa” perché “il mercato Usa è fondamentale”. È l’ennesima tensione con Sinochem: “stiamo cercando da anni di condividere con il socio cinese che la vita dell’azienda prevale la vita dei soci”.
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Roma nel mezzo: golden power e bilanci di potere
In risposta, il governo italiano ha dichiarato il proprio sostegno a Pirelli e non ha escluso l’uso del golden power per riequilibrare la governance e tutelare la libertà di investimento nel mondo. Tuttavia, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni appare cauto: preferisce completare l’indagine del 2023 sulla presenza di Sinochem nel board anziché imporre nuove restrizioni immediate.
Al momento, le parti restano ferme sulle loro posizioni: da un lato Camfin-Tronchetti che spinge per limitare l’influenza cinese, dall’altro Sinochem che non intende ridurre la propria quota del 37 %.
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Analisi
Pirelli si trova sopra un crocevia di prospettive entusiasmanti: un bilancio florido, un progetto d’avanguardia in Puglia, e una tecnologia competitiva nel mondo. Ma al tempo stesso deve districarsi tra spinte geopolitiche e industriali. La posta in gioco negli Usa non riguarda solo il mercato, ma l’identità stessa dell’azienda: la capacità di conciliare innovazione italiana e investimenti globali con la sovranità tecnologica nazionale.
Il golden power potrebbe diventare strumento di equilibrio, ma non senza rischi per l’attrattività del partner internazionale. La sfida ora si gioca su più tavoli: la fiducia degli azionisti italiani, la resistenza di un alleato cinese forte, l’apertura di un mercato critico come quello americano e la conferma del ruolo strategico dell’Europa nel tech automotive. Pirelli appare pronta: l’“azienda prevale su ognuno di noi”, ha affermato con determinazione Tronchetti , lasciando intendere che la partita è tutt’altro che chiusa.

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