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Rottamazione quinquies: il 21 gennaio parte la corsa alle domande

- di: Bruno Legni
 
Rottamazione quinquies: il 21 gennaio parte la corsa alle domande

Nove anni di respiro, fino a 54 rate e interessi ridotti: ecco chi rientra, chi resta fuori e come prepararsi prima di cliccare “invia”.

La chiamano rottamazione quinquies e, per molti contribuenti, suona come una seconda (o terza) occasione: una nuova definizione agevolata per chi ha cartelle e ruoli da chiudere, con un calendario extra-long che può arrivare a nove anni. La finestra operativa scatta con un passaggio chiave: entro il 21 gennaio 2026 il portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione deve mettere online il servizio per inoltrare la domanda.

Il punto è proprio questo: non è un “liberi tutti” su qualunque pendenza. La quinquies nasce con un perimetro più selettivo rispetto ad altre sanatorie, ma in cambio offre un vantaggio che pesa: addio a sanzioni e interessi (nei limiti previsti) e una rateizzazione molto più lunga del passato, pensata per rendere sostenibile anche un debito “piccolo” o frammentato, non solo le maxi-somme.

Il quadro normativo è agganciato alla Legge di Bilancio 2026 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale a fine dicembre e in vigore dal 1° gennaio 2026): è lì che vengono fissati i paletti temporali, l’orizzonte dei carichi e la scadenza per l’adesione. La regola pratica, però, è semplice: prima si controlla se il proprio debito è “compatibile”, poi si sceglie se pagare tutto subito o spalmarlo nel tempo.

Quali debiti possono entrare. Il cuore della quinquies riguarda carichi legati a imposte risultanti dalle dichiarazioni e alle attività di controllo automatizzato e formale (i classici controlli “di procedura”, non gli accertamenti sostanziali). Dentro rientrano anche specifiche partite contributive, soprattutto sui contributi previdenziali connessi a omessi versamenti, inclusi quelli riferibili a INPS.

Chi resta fuori (e perché). La linea di confine più importante è questa: i debiti nati da accertamento (cioè da una contestazione “di merito”, non da un controllo automatico/formale) non sono, in linea generale, il bersaglio principale della misura. È un dettaglio che fa tutta la differenza: due cartelle possono “assomigliarsi”, ma se una deriva da un controllo automatizzato e l’altra da un avviso di accertamento, l’esito può cambiare.

Il periodo dei carichi. La finestra temporale indicata per i carichi affidati alla riscossione è ampia: dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Tradotto: anche posizioni molto datate possono essere “agganciate”, purché rientrino nelle tipologie previste. È uno dei motivi per cui la misura viene seguita con attenzione anche da chi ha archivi “lunghi” e situazioni stratificate.

Multe e tributi locali: il terreno scivoloso. Sulle multe stradali la regola pratica è prudenza: sono tipicamente considerate nel perimetro solo quelle elevate da enti statali (ad esempio Polizia Stradale o Carabinieri), mentre le sanzioni della polizia locale spesso dipendono dalle scelte dell’ente e dalle regole applicative. Per IMU e TARI (tributi comunali) non esiste un automatismo: l’adesione può variare in base a delibere e procedure degli enti territoriali. In breve: prima di contare sullo sconto, va verificato il “titolare” del credito.

Le scadenze che contano davvero. Il calendario ha tre snodi: domanda, scelta del pagamento, avvio dei versamenti. La domanda va presentata entro il 30 aprile 2026. Nel modulo si potrà optare per il saldo in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure per la rateizzazione fino a 54 rate bimestrali (nove anni). Se si sceglie la rata, scatta un interesse del 3% annuo a decorrere dal 1° agosto 2026.

Per capirla senza impazzire, ecco una mappa “a colpo d’occhio” delle date più citate. È un promemoria operativo, utile soprattutto a chi vuole pianificare il cash-flow ed evitare l’errore più costoso: saltare una scadenza e perdere il beneficio.

Passaggio Data Cosa succede
Servizio online disponibile 21 gennaio 2026 Sul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione arrivano modello e istruzioni per inviare la domanda.
Termine per presentare la domanda 30 aprile 2026 Ultimo giorno utile per aderire e scegliere la modalità di pagamento.
Pagamento in unica soluzione 31 luglio 2026 Saldo totale per chi non rateizza.
Rate: 1ª, 2ª, 3ª 31/07, 30/09, 30/11 2026 Partenza del piano bimestrale per chi sceglie la dilazione.
Interessi su rateizzazione dal 1° agosto 2026 Si applica il 3% annuo sulle somme rateizzate secondo le regole previste.
Rate successive (schema) 2027–2034 Sei scadenze l’anno: 31/01, 31/03, 31/05, 31/07, 30/09, 30/11.

Il vantaggio, in due parole: tempo e sconti. Il beneficio più evidente è l’abbattimento di sanzioni e interessi, ma l’elemento davvero “nuovo” è il fiato lungo: un piano fino a 54 rate rende più facile restare in carreggiata, soprattutto per famiglie e microimprese che negli ultimi anni hanno accumulato pendenze a strati. In pratica, la misura prova a trasformare un debito “esplosivo” in una rata prevedibile.

C’è però un rovescio della medaglia che va detto con chiarezza: la definizione agevolata funziona se si è regolari. In caso di mancato pagamento (o pagamento tardivo oltre i margini consentiti dalle regole applicative), la sanatoria può diventare inefficace e quanto versato rischia di essere considerato come semplice acconto. "La rottamazione non è un condono eterno: è un patto a tempo", osservano diversi commentatori fiscali nelle analisi pubblicate in questi giorni.

Come si presenta la domanda. Il canale è uno solo: telematico. Il servizio sarà sul portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione e, nella pratica, ci si deve preparare a entrare con le credenziali usate per i servizi pubblici (tipicamente SPID, CIE o CNS, secondo i percorsi già adottati per le precedenti definizioni). Nel modulo si selezionano i carichi da includere e si indica l’opzione di pagamento. È la fase in cui conviene essere maniacali: un carico fuori perimetro o un dato errato possono complicare tutto.

Checklist rapida prima del click. Recupera l’elenco delle cartelle, verifica l’origine (controllo automatizzato/formale o altro), controlla l’ente creditore e fai una simulazione realistica: unica soluzione o rate? Se la scelta è la dilazione, considera che gli interessi decorrono dal 1° agosto 2026 e che il calendario bimestrale, per quanto “comodo”, non perdona dimenticanze.

Morale: il 21 gennaio non è solo una data “tecnica”. È la partenza di una fase operativa in cui chi ha pendenze dovrà decidere in fretta, ma bene. Perché la quinquies promette un orizzonte lungo, sì, ma chiede in cambio una cosa sola: disciplina.

Slug: rottamazione-quinquies-domanda-21-gennaio-2026-54-rate

Meta title: Rottamazione quinquies: domanda dal 21 gennaio e 54 rate

Meta description: Dal 21 gennaio 2026 parte il servizio online per la rottamazione quinquies: chi rientra, scadenze, 54 rate in 9 anni e interessi al 3%.

Keyword: rottamazione quinquies, Agenzia delle Entrate-Riscossione, domanda online, 54 rate, 9 anni, interessi 3%, scadenze 2026, carichi 2000 2023, INPS

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