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Consob, l'appello di Savona: “Serve visione integrata tra sicurezza nazionale e mercato unico”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Consob, l'appello di Savona: “Serve visione integrata tra sicurezza nazionale e mercato unico”

Nel suo settimo e ultimo discorso da presidente della Consob, Paolo Savona ha colto l’occasione dell’incontro annuale con il mercato finanziario per rilanciare un messaggio forte e strutturato: è necessario che le normative italiane in materia di finanza e controllo degli investimenti siano pienamente coordinate con i trattati europei. «L'interazione tra le regole del gioco di mercato e societarie stabilite dal Tuf e le norme sul golden power presenta aspetti che richiedono di essere perfezionati e coordinati con le regole dei trattati europei», ha dichiarato con tono solenne di fronte a una platea di operatori, istituzioni e stampa riuniti a Milano.

Consob, l'appello di Savona: “Serve visione integrata tra sicurezza nazionale e mercato unico”

Il richiamo al Testo unico della finanza, che disciplina l’intero sistema dei mercati e degli strumenti finanziari italiani, e alle norme sul golden power, che danno allo Stato poteri speciali di intervento su operazioni societarie ritenute strategiche per la sicurezza nazionale, si colloca in un momento cruciale per l’assetto normativo europeo. A Bruxelles, infatti, è in corso la revisione del Regolamento europeo sullo screening degli investimenti esteri, con l’obiettivo di rafforzare e armonizzare il meccanismo di controllo preventivo sulle acquisizioni da parte di soggetti non europei. Savona ha posto l’accento proprio su questo punto: «Il rapporto tra obiettivi di sicurezza dello Stato, di libera competizione e di proiezione internazionale dell’economia è all’attenzione anche dell’Europa», ha ribadito, sollecitando una riflessione condivisa tra governi e istituzioni comunitarie.

Le criptovalute e la sfida alla stabilità del sistema monetario globale


Il secondo asse dell’intervento di Savona ha riguardato l’universo delle criptovalute, in continua espansione e sempre più centrale nel dibattito internazionale. A giudizio del presidente della Consob, l’approccio adottato finora, in particolare dagli Stati Uniti, rischia di destabilizzare il sistema monetario globale. «L'orientamento statunitense è solo l'ultimo atto di una legittimazione delle crypto avvenuta nel tempo in vario modo, dal considerarle cespiti tassabili all’autorizzarne la negoziazione tramite prestazioni di servizi di trading riconosciuti o regolandone aspetti specifici, tutte scelte prive di una visione complessiva del problema interno e internazionale da affrontare», ha spiegato.

La conseguenza, secondo Savona, è uno scenario sempre più frammentato e instabile, aggravato dai recenti annunci di politica commerciale dell’amministrazione americana: «Questo riconoscimento crea uno sconvolgimento del sistema monetario internazionale che, con gli aumenti tariffari annunciati dagli Stati Uniti, altera anche il funzionamento del mercato dei cambi, preludio al ritorno di una loro sistematica manipolazione da parte degli Stati», ha denunciato, sottolineando come tali dinamiche siano incompatibili con un’economia fondata sulla libera concorrenza.

Bitcoin come riserva e dollaro digitale vietato: l’ordine esecutivo che preoccupa l’Europa


Il passaggio più denso e preoccupato del discorso ha riguardato direttamente l’amministrazione Trump. Savona ha citato gli ordini esecutivi del 23 gennaio e del 6 marzo 2025 con cui la Casa Bianca ha vietato la creazione del dollaro digitale e, al contempo, candidato cinque criptovalute – tra cui Bitcoin – a svolgere un ruolo di riserva monetaria internazionale. «Queste scelte pongono gli Stati Uniti al centro operativo mondiale degli strumenti virtuali», ha affermato, evidenziando il potenziale squilibrio globale che ne potrebbe derivare. Il rischio, ha ammonito, è quello di assistere alla nascita di un sistema monetario de-territorializzato e politicamente sbilanciato, in grado di sottrarre controllo agli Stati e all’Unione europea.

Un monito alle istituzioni: no alla delega ai privati, sì alla cooperazione tra Stati


Savona ha infine lanciato un monito alle istituzioni europee e internazionali: «Il governo della vicenda delle criptovalute non può essere affidato alla cura degli interessi privati organizzati o regolandone i relativi servizi con decisioni insufficienti», ha affermato con fermezza. A suo avviso, la natura stessa dell’infosfera in cui nascono e circolano le criptovalute impone un approccio radicalmente diverso. Serve, ha detto, «una cosciente cooperazione tra Stati», capace di governare processi che sfuggono ai tradizionali strumenti di controllo fondati sulla territorialità. Tuttavia, le prospettive di una tale azione congiunta sembrano allontanarsi, proprio a causa delle scelte unilaterali americane.

Ultimo discorso da presidente: il lascito di una visione geopolitica della finanza

Nel suo ultimo intervento pubblico alla guida della Consob, Paolo Savona ha proposto una visione ampia e geopolitica della finanza, nella quale le scelte normative non possono più essere disgiunte dagli equilibri di potere internazionale. Ha richiamato l’Europa alla necessità di difendere il proprio spazio regolatorio, ha sollecitato l’Italia a non rinunciare a un coordinamento coerente tra norme nazionali e trattati UE, e ha indicato nella cooperazione internazionale l’unica via per affrontare una trasformazione sistemica come quella delle criptovalute. Il suo discorso, destinato a lasciare il segno, chiude un ciclo ma apre una riflessione che riguarda da vicino il futuro della governance economica e finanziaria europea.

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