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Tesla in Europa: il crollo delle vendite e il peso delle scelte politiche di Musk

- di: Bruno Coletta
 
Tesla in Europa: il crollo delle vendite e il peso delle scelte politiche di Musk
Dalla Germania alla Francia, il colosso delle auto elettriche affronta una crisi senza precedenti. L’influenza politica di Elon Musk potrebbe aver inciso più di quanto si pensasse.

Le vendite crollano nei principali mercati europei
Tesla sta vivendo un inizio d’anno turbolento nel mercato europeo. Le vendite nel Vecchio Continente hanno registrato cali vertiginosi nei primi mesi del 2025, con numeri particolarmente negativi nei tre mercati più rilevanti per l’azienda di Elon Musk. In Germania, le immatricolazioni di Tesla sono crollate del 59% rispetto allo stesso periodo del 2024, toccando il livello più basso dal 2021. Un dato allarmante che si somma alle flessioni in Francia (-63%) e nel Regno Unito (-12%), delineando un quadro preoccupante per il marchio che fino a pochi anni fa dominava il settore delle auto elettriche.

Cause del declino: concorrenza e fine degli incentivi
Il crollo delle vendite in Europa non è attribuibile a un singolo fattore, ma piuttosto a una combinazione di elementi che stanno mettendo a dura prova il colosso di Palo Alto. Innanzitutto, la concorrenza dei produttori cinesi di veicoli elettrici è diventata sempre più aggressiva. Marchi come BYD, Nio e XPeng stanno guadagnando terreno grazie a una strategia che punta su prezzi più competitivi e su tecnologie avanzate, spesso in grado di eguagliare – se non superare – quelle di Tesla.
Inoltre, diversi governi europei hanno ridotto o eliminato gli incentivi statali per l’acquisto di veicoli elettrici. In Germania, ad esempio, la cancellazione del bonus per le auto elettriche ha inciso pesantemente sulle vendite di Tesla, che storicamente aveva beneficiato di queste sovvenzioni per attirare clienti nel segmento premium. La Francia ha adottato misure simili, mentre nel Regno Unito l’aumento dei tassi di interesse ha ridotto il potere d’acquisto dei consumatori, rendendo le auto Tesla meno accessibili.

L’influenza politica di Musk e il rischio boicottaggio
Oltre ai fattori economici, un altro elemento sembra aver contribuito al calo delle vendite: l’esposizione politica sempre più marcata di Elon Musk. Il fondatore di Tesla ha preso posizioni forti su numerose questioni politiche europee, arrivando a sostenere apertamente partiti di estrema destra in alcuni Paesi.
In Germania, Musk ha dichiarato il suo appoggio ad Alternative für Deutschland (AfD), il partito ultraconservatore noto per le sue posizioni contro l’immigrazione e l’Unione Europea. In un’intervista su X, il social network di sua proprietà, Musk ha affermato che i tedeschi dovrebbero essere “più orgogliosi della loro cultura e non lasciarsi paralizzare dai sensi di colpa del passato”. La frase, interpretata da molti come un riferimento alla Seconda Guerra Mondiale, ha suscitato indignazione. Olaf Scholz, cancelliere tedesco, ha definito le parole di Musk veramente disgustose e inaccettabili”.
Anche in Francia il miliardario ha scatenato polemiche, criticando apertamente la politica economica di Emmanuel Macron e sostenendo figure della destra populista. In risposta, Macron ha dichiarato:Le multinazionali della tecnologia devono restare fuori dalla politica nazionale”.
In Spagna, il primo ministro Pedro Sánchez ha attaccato Musk per il suo crescente controllo sulle piattaforme di informazione online, affermando che “non possiamo lasciare che pochi miliardari decidano cosa è vero e cosa non lo è”.
Le dichiarazioni di Musk hanno alimentato un’ondata di boicottaggi contro Tesla in diversi Paesi europei, con movimenti che invitano i cittadini a non acquistare prodotti legati all’impero del magnate sudafricano.

Tesla e il futuro incerto in Europa
Nonostante il momento difficile, Tesla non ha intenzione di arrendersi. L’azienda sta preparando il lancio del nuovo Model Y aggiornato, con l’obiettivo di rilanciare le vendite nel mercato europeo. Tuttavia, i ritardi nella produzione dovuti alla riorganizzazione delle fabbriche hanno creato ulteriori problemi, con alcuni stabilimenti costretti a fermare la produzione per diverse settimane.
A preoccupare gli investitori non è solo il calo delle vendite, ma anche la gestione stessa dell’azienda. Musk, sempre più impegnato nel suo nuovo ruolo nel governo degli Stati Uniti, ha delegato gran parte delle operazioni ai suoi dirigenti di fiducia. Questo ha sollevato dubbi sulla direzione futura di Tesla e sulla capacità dell’azienda di mantenere la propria leadership in un mercato sempre più competitivo.

Gli investitori rimangono cauti
Per ora, gli azionisti di Tesla sembrano mantenere la calma, anche se il titolo ha subito una flessione nei giorni scorsi. La fiducia in Musk è ancora alta, ma se le vendite continueranno a calare nei prossimi mesi, la pressione sugli investitori potrebbe aumentare. Secondo un report di Bloomberg, alcuni fondi di investimento starebbero già valutando di ridurre la loro esposizione in Tesla, temendo che il coinvolgimento politico di Musk possa danneggiare ulteriormente l’immagine del marchio.

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