OMS lancia l’allarme: il tabacco causa 8 milioni di morti l’anno

- di: Barbara Bizzarri
 
Dall’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si evince che il tabacco è responsabile, ogni anno, di otto milioni di morti e dell’emissione di 84 milioni di C02. Cifre impressionanti, la cui gravità è suffragata anche da studi recenti: infatti, l’Oms rende noto che “nonostante il marketing dell'industria del tabacco, non esistono prove sufficienti a dimostrare che i filtri abbiano benefici per la salute”. I fumatori nel mondo acquistano ogni anno circa 6,5 trilioni di sigarette che equivalgono a 18 miliardi di sigarette ogni giorno. Se è vero che la maggior parte dell’interno e della carta che le avvolge si consuma durante la combustione, non tutto finisce bruciato: restano trilioni di cicche di cui si stima solo un terzo venga gettato nella spazzatura. Il resto, come testimoniato dai marciapiedi delle nostre città, finisce in strada o, ancora peggio, fuori dalla finestra.

I filtri delle sigarette sono costituiti da un tipo di plastica, il diacetato di cellulosa. Quando viene abbandonato nell’ambiente, non si butta soltanto plastica, ma anche nicotina, metalli pesanti e altre sostanze chimiche: un recente studio ha scoperto che i mozziconi di sigarette inibiscono la crescita delle piante, e vengono spesso gettate nei corsi d’acqua da dove finiscono negli oceani. Questi oggetti sono stati a lungo al primo posto nella lista dei rifiuti recuperati durante le campagne di pulizia delle spiagge, ma gli altri miliardi che restano in mare sono un pericolo per la fauna, perché gli animali, scambiandoli per cibo, potrebbero mangiarli. L'Organizzazione ha quindi invitato i responsabili politici a far smaltire i filtri per sigarette considerandoli oggetti di plastica monouso, e a considerare di vietarli per proteggere la salute pubblica e l'ambiente.

I costi per ripulire i prodotti del tabacco gettati via ricadono sui contribuenti, e non sull'industria: ogni anno, il costo per la Cina è pari a circa 2,6 miliardi di dollari e per l’India è di 766 milioni di dollari. Brasile e Germania spendono oltre 200 milioni di dollari, mentre Paesi come Francia e Spagna e città come San Francisco in California, negli Stati Uniti, hanno preso posizione seguendo il principio "chi inquina paga” e hanno implementato con successo la legislazione sulla cosiddetta responsabilità estesa del produttore, che rende l'industria del tabacco responsabile dell'eliminazione dell'inquinamento che crea. Inoltre, l’Organizzazione esorta i Paesi e anche le città a seguire questo esempio, e a fornire supporto ai coltivatori di tabacco affinché si convertano a colture sostenibili; oltre a suggerire di implementare forti tasse sul tabacco, che potrebbero includere anche una tassa ambientale e offrire servizi e strumenti di supporto psicologico per aiutare le persone a liberarsi della dipendenza dal fumo.
Il Magazine
Italia Informa n° 3 - Maggio/Giugno 2022
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