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Accordo Natixis‑Generali: si gioca il trimestre decisivo

- di: Matteo Borrelli
 
Accordo Natixis‑Generali: si gioca il trimestre decisivo
Donnet (foto) sfoggia fiducia: accordo vincolante “dopo l’estate”, con Roma attenta e stakeholder in fibrillazione.

Generali punta sull’intesa vincolante: fase cruciale dopo l’estate

Il CEO Philippe Donnet ha appena squarciato il velo su uno dei dossier più caldi dell’estate 2025: la joint venture tra Generali e Natixis (BPCE) per dare vita al maggiore asset manager europeo per ricavi. Durante la conference call dedicata ai risultati semestrali, Donnet ha chiarito che il “memorandum of understanding” sin qui sottoscritto non è vincolante e che l’obiettivo è ora arrivare a un accordo definitivo dopo l’estate.

Sottolineando la separazione strategica tra questa operazione e l’ipotetica trattativa con Mediobanca su Banca Generali, Donnet ha assicurato: “non c’è alcuna connessione” e “per il momento siamo concentrati sulla discussione con la controparte”.

Il contesto e le spinte normative

Da gennaio Generali e BPCE hanno lanciato il progetto in grande stile: un MoU con l’obiettivo di fondere Generali Investments Holding e Natixis Investment Managers in una JV con governance 50‑50, circa €1,9 mila miliardi di AUM, ed effetti attesi superiori a €4 miliardi di ricavi. Questa trasformazione ambiziosa punta a collocarsi al vertice del panorama europeo nella gestione patrimoniale.

Ma... i riflettori restano accesi: l’Italia vigila, e sottopone l’operazione al Golden Power per tutelare i risparmi dei cittadini e assicurare governance stabile da parte di Generali. Da parte sua, Donnet ha ribadito che il rapporto con Roma è improntato alla “massima trasparenza e collaborazione”.

Significati e attese: cosa bolle in pentola

  • Stakeholder all’erta: l’approvazione del CdA – già ottenuta per il MoU – è solo un primo passo: ora si attende un accordo vincolante, probabile nel prossimo autunno.
  • Procedimenti avviabili: con il vincolante, scattano le autorizzazioni regolatorie (Golden Power incluso) e si potrà dare inizio alla fase operativa.
  • Tempistiche strategiche: Donnet, con taglio pragmatico, indica i prossimi passi dopo l’estate – un timing che apra a una chiusura in autunno o inizio 2026, a patto che le condizioni istituzionali restino favorevoli.
Crocevia decisivo 

Generali è ora a un crocevia decisivo: dopo il MoU firmato a gennaio, siamo in attesa del salto verso un accordo vincolante, atteso dopo l’estate 2025, con l’Italia pronta a esercitare la sua golden power. Se tutto procederà come previsto, si scriverà una nuova pagina per l’asset management europeo, con Generali a unirsi a Natixis per competere in grande stile.

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