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Asia: borse e valute in fermento mentre si fa largo l’ottimismo

- di: Matteo Borrelli
 
Asia: borse e valute in fermento mentre si fa largo l’ottimismo
Alla vigilia dell’apertura europea le piazze asiatiche restano vive, con valute in movimento e materie prime che girano a ritmo incerto.

Le borse asiatiche oggi consegnano un quadro eterogeneo ma ricco di spunti. Ecco le chiusure: il Nikkei 225 ha segnato +0,13 %; il S&P/ASX 200 -0,19 %; Shanghai Composite -0,38 %; SZSE Component -1,13 %; China A50 -0,83 %; DJ Shanghai -0,52 %; Hang Seng Index -0,14 %; Taiwan Weighted Index -0,89 %; KOSPI +0,81 %; IDX Composite -0,34 %; Nifty 50 +0,01 %; BSE Sensex -0,18 %; infine il VN 30 ha fatto +1,50 %.

Lo sfondo: cosa guida i mercati asiatici

Il terreno sotto le Borse del continente è agitato da due correnti principali: da un lato l’ottimismo crescente per una possibile risoluzione imminente dello stallo al governo negli Stati Uniti, che alleggerirebbe un’importante incognita globale; dall’altro, un lieve ritorno di cautela nei confronti dei settori tecnologici, considerati ad alto rischio di sopravvalutazione. La combinazione ha prodotto una tensione tra “compratori di opportunità” e “venditori di precauzione”.

In particolare, sul fronte delle valute, si segnala un rialzo delle valute più sensibili al rischio, come l’australiana, mentre la yen giapponese è scesa a livelli minimi in nove mesi. Gli investitori sembrano privilegiare un ritorno alle asset più “rischiose” (equities, valute pro‐rischio) dopo un periodo caratterizzato da flussi verso i beni rifugio.

Valute asiatiche e riflessi globali

La notizia principale è che il dollaro statunitense ha tenuto una posizione stabile ma con una spinta verso l’alto nei confronti dello yen: il cambio USD/JPY ha superato quota 154, riflettendo un calo della domanda di rifugio. Al contempo la dollaro australiano ha guadagnato terreno, a indicare che gli investitori tornano a puntare su economie percepite come più in crescita. La yuan cinese si è mantenuta invece relativamente immobile, restando intorno a 7,12 per dollaro: una stabilità che non lascia però tranquilli gli analisti, che sottolineano come persista la debolezza strutturale dei consumi interni in Cina.

Materie prime e oro: timori, speranze e oscillazioni

Le materie prime rispecchiano uno scenario misto: il Brent Crude Oil si attesta intorno a 63,8 US$ al barile, con una leggera flessione dello 0,4 %. Il WTI Crude Oil tratta vicino ai 59,9 US$, in calo di circa lo 0,3 %. Nel comparto energetico, il mathrm naturale europeo (TTF) è in lieve flessione, intorno a 31 €/MWh. L’oro, complice l’incertezza residua sull’economia globale e i timori di tassi d’interesse più alti a lungo, risulta in ascesa: il prezzo oltrepassa i 4.140 US$ l’oncia, spinto da una riscoperta della funzione rifugio.

Futures europei in evidenza: che cosa si attende all’apertura

I futures europei suggeriscono un’apertura in moderato rialzo per le piazze del Vecchio Continente, grazie al vento favorevole che arriva dall’Asia e dal Nord-America. Ad esempio, i futures sul Euro Stoxx 50 segnano un progresso intorno allo 0,4 % e quelli sul DAX assumono un incremento simile. Nonostante questo, gli operatori mantengono prudenza, sapendo che le prossime giornate vedranno dati macro-economici rilevanti e possibili colpi di scena sulle politiche monetarie.

Commenti e punti critici

«C’è probabilmente un po’ di paura sul rally troppo caldo delle tecnologie – non necessariamente un problema concreto», osserva Naka Matsuzawa di Nomura a Tokyo. In sostanza: si compra ma con cautela.

Uno degli interrogativi principali riguarda la sostenibilità del recupero: se l’ottimismo sulla fine dello shutdown Usa ha dato impulso, bisognerà verificare se cresceranno effettivamente i flussi economici e se le politiche monetarie si manterranno accomodanti. In Asia, inoltre, persiste l’ombra della Cina: dati deboli o sorprese negative potrebbero pesare ancora parecchio sulle performance.

L’Asia oggi appare in fermento: borse miste, valute in fase di rotazione, materie prime che oscillano tra indifferenza e reazione. Gli operatori giocano di anticipo in vista delle aperture europee, ma la tensione rimane alta. L’equilibrio tra rischi globali, prospettive di crescita e politiche monetarie continua a governare la scena. Nel frattempo, le piazze asiatiche mostrano di non voler restare spettatrici.
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